Recensioni BBB consiglia 5 motivi per leggere "Luna del mattino" di Francesco Cattani

5 motivi per leggere “Luna del mattino” di Francesco Cattani

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Nella rubrica ‘BBB Consiglia’, ogni mese, il festival bolognese BilBOlbul seleziona un’opera a fumetti di particolare valore e interesse, offrendo una lista di buone ragioni per leggerlo. Questo mese parliamo di Luna del mattino, un fumetto di Francesco Cattani pubblicato da Coconino Press.

luna del mattino cattani

1| Oltre i bordi della vignetta

La capacità di raccontare una storia attraverso quello che non viene mostrato, così si potrebbe sintetizzare lo stile narrativo di Francesco Cattani. E questa è forse anche la quintessenza del lavoro del fumettista. Si badi bene, in questo Luna del mattino c’è tantissimo – per ricchezza psicologica e apertura di sguardo sul presente – ma anche molto spazio vuoto, ardite ellissi occultate dalla precisione e dalla velocità del ritmo narrativo.

È in questo spazio che nasce l’impressione di vite che proseguono oltre i bordi della vignetta, l’orlo della pagina, il finale della storia. Una densità che probabilmente affonda le sue radici nel vissuto dell’autore, per poi staccarsene completamente per dare corpo a personaggi che sono, al di fuori del luogo comune narratologico, davvero a “tutto tondo”.

2| Non un singolo tratto in più

Anche osservando il disegno di Francesco Cattani si ha la sensazione di assistere a un surplus che viene eliminato. Le sue tavole non sono mai esageratamente ricche di particolari, anzi spesso sono molto scarne: pochi tratti descrivono ambienti, fisicità, interazioni. Pochi segni che rimandano in realtà un senso di estrema generosità: il mondo è descritto e abitato, sappiamo tutto quello che ci è necessario sapere. L’economia del disegnato contribuisce a questa sensazione di estrema pienezza, di aver visto tutto quello che ci serve vedere e non un singolo tratto in più.

luna del mattino francesco cattani

3| Azione e immaginazione insieme

Una delle caratteristiche del fumetto è di poterci far vedere insieme quello che un personaggio sta facendo e quello che un personaggio sta pensando: i due aspetti possono vivere assieme nella stessa vignetta. Cattani gioca moltissimo con questa potenzialità, come a volerci far toccare con mano che azione e immaginazione sono sempre compresenti, oltre che nelle storie, nella vita di tutti i giorni. E così Pennywise, il pagliaccio di It di King, saluta dal suo tombino, i pensieri si trasformano in icone e simboli, e le fantasie lisergiche prendono vita. Che sia questo il significato della luna che si vede di giorno, al mattino? L’inconscio, l’immaginario, il pensiero sono visibili al pari dei fatti e delle cose, e creano l’ambiente comune di una grande complessità emotiva.

4| Un libro di relazioni

Possiamo dividere i grandi autori in due famiglie ideali: quelli più interessati a scendere nelle profondità dell’animo umano e quelli che invece si concentrano sulle relazioni tra gli esseri umani. Cattani appartiene decisamente ai secondi, e i suoi personaggi evolvono nella dinamica dei rapporti che intrattengono gli uni con gli altri. Questa dinamica procede essenzialmente attraverso il conflitto: di caratteri, di genere, di età, di stato sociale, di provenienza etnica. Ma lo scontrarsi dei personaggi, che può essere violento, testimonia un interesse, una necessità di uscire dal proprio isolamento. E così anche il disegno è fatto di forme in tensione, in costante movimento, di corpi che si protendono l’uno verso l’altro.

luna del mattino francesco cattani

5| Una vitalità morale

Per questo, nella sua asprezza, Luna del mattino costruisce una sorta di proprio, originale umanesimo. Quando tanti libri – con le figure o solo di parole – oscillano tra l’autoindulgenza consolatoria e il compiacimento nichilista, Cattani percorre una strada diversa, che è alternativa anche alla comoda stasi dei due citati modelli dominanti. I personaggi della sua storia si incontrano, si scontrano, si accarezzano, litigano, fanno a botte, fanno sesso, in un dinamismo che è crescita, che è processo, anche se non necessariamente progresso, un’apertura a quello che c’è oltre, dopo, insieme, che è molto vitale e pochissimo autoriferito.

Leggi anche: “Luna del mattino” di Francesco Cattani, un’allegoria della vita

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