Rubriche Sunday page Sunday Page: Officina Infernale sugli X-Men di Chris Claremont

Sunday Page: Officina Infernale sugli X-Men di Chris Claremont

Ogni settimana su Sunday Page un autore o un critico ci spiega una tavola a cui è particolarmente legato o che lo ha colpito per motivi tecnici, artistici o emotivi. Le conversazioni possono divagare nelle acque aperte del fumetto, ma parte tutto dalla stessa domanda: «Se ora ti chiedessi di indicare una pagina che ami di un fumetto, quale sceglieresti e perché?».

Questa domenica parlo con Officina Infernale, al secolo Andrea Mozzato. Autore, con il collettivo Dummy (Akab, Alberto Ponticelli, Ausonia, Officina infernale, Squaz, Tiziano Angri) de Le 5 fasi, di recente ha preso parte al progetto 666, il Male dentro e ha disegnato Warhol. L’intervista, sui testi di Adriano Barone.

Uncanny X-Men 100

Una delle mie pagine preferite di fumetto viene da Uncanny X-Men #100, ovvero quando i nuovi X-Men si scontrano con i vecchi X-Men per scoprire poi che erano delle sentinelle. Lessi questa storia per la prima volta in una raccolta della Corno di Capitan America alla fine degli anni ’70 o agli inizi degli ’80.

La pagina in questione viene introdotta nella pagina prima da questo dialogo di Banshee a Wolverine: «Wolverine maledetto maniaco omicida cosa hai fatto?». Si apre una splash page con al centro il dottor Steven Lang che forma una X e varie vignette in senso orario: Marvel Girl sventrata da Wolverine, circuiti fuoriescono dal torace, Wolverine di quinta con espressione soddisfatta, Jane Grey, Xavier, Ciclope e il dottor Corbeau imprigionati e sotto shock, tre vignette più piccole, Lang parla con dei tipi incappucciati (poi secondo me fatti diventare il Club Infernale), Lang che legge degli appunti e sullo sfondo resti di sentinelle in costruzione, poi le Sentinelle X con le fattezze dei vecchi X-Men in uno scenario apocalittico, vignetta in basso centrale, flashback in cui Lang e un funzionario del governo studiano il fenomeno mutante, notare Vanisher sul tavolo usato come cavia, ultima vignetta in senso orario, ancora i volti in primo piano di Ciclope, Jean Grey, Corbeau e Xavier svenuto.

E perché l’hai scelta?

In questo numero siamo ai picchi più alti di drammaticità nei nuovi X-Men, insieme al numero dopo con la creazione di Fenice, la morte di Thunderbird e l’inizio del restyling degli X-Men. I dialoghi e le didascalie erano molto drammatiche e ogni numero si apriva con riferimenti alla morte o al fatto che qualcuno poteva morire.

Penso che Uncanny X-Men #100 sia uno dei mie albi preferiti sia degli X-Men che della Marvel. In questa pagina c’è praticamente tutto, il costante dramma degli X-Men, supereroi morti (la Marvel Girl sbudellata è il top), Wolverine eroe psicopatico e fuori controllo, che in questo numero all’epoca divenne istantaneamente uno dei mie personaggi preferiti. L’apocalisse, una delle mie fisse, è la statua della libertà in rovina, anche i primi piani in basso a sinistra li definirei quasi Kirbyani mi ricordano quelli dei Fantastici Quattro, forse nella trilogia di Silver Surfer, un numero si apriva con dei primi piani simili… Cockrum all’epoca era in formissima.

Potrei sbilanciarmi e fare un volo di 100 metri dicendo che Uncanny X-Men fino all’ultimo episodio disegnato da John Byrne è stata una serie perfetta.

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