Graphic Novel "Dalston Monsterzz", spaccato adolescenziale tra gang e mazzate

“Dalston Monsterzz”, spaccato adolescenziale tra gang e mazzate

Visto da Google Maps, Dalston pare proprio il tipico sobborgo di una grande città inglese. Saltando qua e là sulla mappa, sembra di ritrovarsi sempre nella stessa via: case in mattoni, qualche palazzo di quattro o cinque piani, ogni tanto qualche negozio dipinto di colori sgargianti, un parchetto, un centro scommesse, un murales o una serranda con qualche tag. Un paesaggio normale a cui Dilraj Mann regala un universo alternativo in cui kaiju tenerelli come Pokémon si sono fatti addomesticare da gruppi di ragazzi che, pensando bene di sfruttare questa risorsa, hanno messo in piedi delle gang con cui compiono atti di criminalità varia.

Dalston Monsterzz

Guardata da questo punto di vista, l’idea alla base di Dalston Monsterzz dà l’impressione di essere il solito rimasticamento furbetto di quei due o tre elementi della cultura pop capaci di attirare l’attenzione di un certo pubblico. Ma il fumetto d’esordio di Mann non è né un’operazione nostalgica, né un’operazione ruffiana, e lo dimostra sin dalla prime pagine quando, dopo averci introdotto in questo mondo alternativo, abbandona le stranezze del suo world building e sposta tutta la sua attenzione su Rosh.

La vera storia di Dalston Monsterzz più che di mostri e botte, parla di adolescenza, amore e amicizia, e Rosh ne è il protagonista perfetto: insicuro, carino e con una grande amicizia che lo lega a Kay. Quando però Kay viene misteriosamente rapito, il ragazzo è costretto a collaborare con Lolly, viziatissima ragazza di buona famiglia che ha da poco cominciato a frequentare il suo amico.

Ed è inaspettato vedere come, a discapito delle premesse, in Dalston Monsterzz ci siano meno botte, meno scontri e meno mostri del previsto. È però ancora più sorprendente accorgersi come non se ne senta minimamente il bisogno.

A Dilraj Mann interessa anzitutto raccontare l’adolescenza dei suoi protagonisti e mette tutte le sue forze per restituircene un ritratto potente e intimista capace di farsi struttura del suo libro.

Dalston Monsterzz

Non è il genere a tenere in piedi tutto quanto, ma la nascita dell’amicizia tra un ragazzino troppo timido e confuso con una ragazza bulla e viziata, e l’amore segretissimo e ancora da decifrare che Rush prova per Kay. Dilraj Mann riesce a raccontarcelo grazie a un sorprendente character design che gli permette di gestire una recitazione fatta di piccole sfumature che hanno come base l’espressione imbambolata e preoccupata dei suoi protagonisti. I loro volti diventano ansiosi, combattivi, perturbati, eccitati, sconvolti e arrabbiati, il tutto approntando cambiamenti quasi impercettibili a quella maschera adolescenziale.

Mann dedica gran parte delle pagine del suo fumetto alle interazioni tra i personaggi e all’osservazione delle loro emozioni, dando alle sequenze d’azione uno spazio ristretto ma assai significativo per la potenza con cui gestisce la regia. A pagina 42-43 c’è per esempio una lunga sequenza di inseguimento tra mostri che Mann si diverte a frammentare con vignette molto strette che spezzano il corpo del mostro e ne ricompongono il movimento (ma non la forma), restituendo un dinamismo armonico e leggero.

Dalston Monsterzz

Una leggerezza che si riscontra soprattutto nell’ultima fila di vignette in cui Mann mischia la traiettoria del percorso del mostro con la traiettoria degli sguardi dei protagonisti per creare un movimento sinuoso nello sguardo del lettore che è davvero stupefacente (soprattutto per come riesce a coniugare al contempo una grande sequenza action e un esempio puro di recitazione intimista).

Nella sua seconda parte poi, Dalston Monsterzz si divide in due linee narrative in cui un thriller familiare si intreccia con una specie di horror survival ambientato in un labirinto, ed è qui che l’autore concentra il cuore del suo fumetto, trovando anche una buona coesione tra il racconto di genere e le sequenze sentimentali.

Il tutto accelera drasticamente e veniamo condotti verso un finale che sembra risolvere le questioni in sospeso in maniera velocissima, liquidando per esempio lo scontro finale col cattivo in un paio di tavole mute molto belle ma meno incisive rispetto ad altri momenti del libro (per esempio la sequenza fortissima della riappacificazione tra Rush e Kay).

Dalston Monsterzz

Ancora una volta Dilraj Mann ci ricorda le sue priorità come narratore e, sottraendoci il piacere di un finale in levare, preferisce chiudere con un piccolissimo e struggente twist narrativo che – nuovamente – pare più attaccato ai sentimenti dei protagonisti che alla trama.

Dilraj Mann è un autore coraggioso, capace di sfornare il fumetto più visceralmente pop dell’anno, senza però trattare la materia in modo scontato e banale. Lasciando al lettore il compito di immaginarsi la vastità del mondo che ha costruito (per dire: anche le gang sono praticamente liquidate in due pagine, eppure si percepisce sempre la loro presenza), Mann lavora di precisione sui personaggi e sui loro sentimenti, raccontandoci uno spaccato adolescenziale come non se ne vedevano da tempo.

Dalston Monsterzz
di Dilraj Mann

Nobrow Press, settembre 2017
cartonato, 76 pp., colore
17,49 €

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