In Ruanda fare vignette “umilianti” sui politici è un reato penale

La nazione africana del Ruanda ha messo in atto un vero e proprio giro di vite nei confronti dei vignettisti satirici. In base alla riforma del codice penale ruandese approvata da pochi giorni, le battute o le vignette satiriche ritenute offensive nei confronti di parlamentari o di membri del governo saranno d’ora in avanti punite come reato penale.

Le pene previste per i trasgressori comprendono il carcere (due anni) e sanzioni pecuniare (fino a un milione di franchi ruandesi, corrispondenti a circa 1.000 euro). Chiunque diffami il presidente, invece, potrebbe essere punito con la prigione dai cinque ai sette anni e una multa di 7 milioni di franchi (circa 7.000 euro).

Modificare immagini o dichiarazioni di politici “in malafede”, senza precisare che non si tratta della versione originale, può inoltre comportare una multa fino a due milioni di franchi (circa 2.000 euro) e un anno di prigione.

Con l’approvazione della nuova legge, il Ruanda si allinea a molte delle nazioni a esso circostanti, come la Tanzania e il Mozambico, che nel recente passato hanno adottato soluzioni politiche e legislative a limitazione della libertà di parola.

In realtà, già da tempo − e in particolare dopo l’elezione del presidente Paul Kagame nel 2000 − il Ruanda sta affrontando problemi su questo fronte, con giornalisti soggetti a intimidazioni e arresti arbitrari, secondo quanto riferito da Freedom House (una organizzazione non governativa internazionale, con sede negli Stati Uniti, che si occupa di monitorare e sensibilizzare su democrazia, libertà politiche e diritti umani).

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