Recensioni USA "MCMLXXV", blaxploitation splatter-pop

“MCMLXXV”, blaxploitation splatter-pop

Una tassista combatte contri i demoni. Si potrebbe riassumere così la trama di MCMLXXV – “1975”, in imponenti numeri romani – serie Image Comics in cui la protagonista è una donna afroamericana dalla spalle larghe, che bazzica tra volanti e officine vestita con jeans, maglietta e cappellino.

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La ragazza si aggira per New York tenendo in mano un ferro di quelli per svitare gli pneumatici – un tire iron in inglese – e quando lo impugna e combatte i demoni questo si illumina divenendo un’arma letale. La nostra però lo sa maneggiare bene anche quando non è avvolto da una forza magica, per esempio quando si ritrova a menare le mani con i vari guerrieri della notte di questa New York da blaxploitation, dove tra le bande ci sono gli Arzach, ovviamente ispirati al personaggio di Moebius.

Tutto questo è frutto della fantasia eclettica di Joe Casey, ma soprattutto vive dell’estro di Ian MacEwan, che ovviamente non ha nulla a che vedere con il quasi omonimo scrittore inglese, ed è invece un disegnatore americano che finora non ha firmato moltissimo: un numero di Prophet: Eart War, tre episodi di Sex e uno di The Tomorrows.

MCMLXXV image comics fumetto

MCMLXXV è dunque la prima grande prova di MacEwan, che ne esce come una rivelazione: oltre a essere capace di rappresentare un ambiente dettagliato, figure plastiche con costumi e vestiti ricchi di particolari e creature fantastiche originali e raccapriccianti, il disegnatore realizza scene d’azione molto efficaci per coreografia e pose dei corpi in lotta.

C’è un’epica quasi tangibile intorno alla protagonista anche solo per il suo portamento, da ferma come in battaglia, e quando si scatena MacEwan trova soluzioni che coniugano pop e splatter, perfette per una serie così sopra le righe. Inoltre il racconto è accompagnato da flashback dove il disegnatore cambia il proprio tratteggio e racconta la vita tra i demoni di una eroina ancora ragazzina.

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Joe Casey di suo ci ha messo sicuramente l’idea di una donna e di estrazione proletaria, che combatte con un attrezzo di meccanica, contro creature soprannaturali e non si fa assolutamente mettere i piedi in testa da nessuno. Ed è meravigliosa, ma lo è soprattutto per come MacEwan le ha dato vita, affiancato da colori di Brad Simpson, che riescono a far convivere i cromatismi accesi della magia e le ombre delle notti di una lercia Grande Mela.

Casey a dirla tutta ci mette anche l’amore per la musica, visto che il compagno dell’eroina è un DJ, una voce della notte che parla dalle tenebre di una stanza illuminata sembra solo dal rosso del segnale di registrazione, e usa uno slang tanto stretto quanto musicale, immediatamente credibile.

MCMLXXV ha poi un altro merito, forse la sua caratteristica più sorprendente: in un’era in cui qualsiasi storia in un comic book, anche la più esile, punta almeno ai sei episodi per la raccolta in volume, MCMLXXV si accontenta di tre capitoli, dove solo il terzo ha qualche pagina in più oltre alle canoniche 24.

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Una compattezza che evita dilungamenti, espedienti di decompressione e cali fisiologici per il disegnatore sotto scadenza. La qualità e il ritmo non hanno cedimenti, si parte in quarta e si procede spediti, con le modulazioni necessarie alla storia, ma senza farla inutilmente lunga, ché in fondo c’è da prendere i demoni a schiaffi, mica da firmare un trattato di pace!

Naturalmente non finisce davvero qui e ci troviamo di fronte a quello che potrebbe essere il prologo di una storia più lunga, d’altra parte se anche davvero non si andasse oltre andrebbe benissimo: il destino di un’eroina come questa non può essere che di continuare a lottare e in fondo, anche se rimangono diversi misteri nel suo passato, non c’è davvero bisogno di sapere altro per ricordarla come una figura epica, working class hero dalla parte degli emarginati e contro i prepotenti.

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