Comics Make America Hate Again. "Days of Hate" di Kot e Žeželj

Make America Hate Again. “Days of Hate” di Kot e Žeželj

In un’America prossima ventura dove la destra è rimasta al governo e si è fatta sempre più feroce, con tanto di campi di lavoro per gli elementi “indesiderabili” della società, Amanda e Arvid sono una coppia di terroristi in viaggio.

Days of Hate fumetto image comics

In seguito all’incendio di un gay club da parte di un gruppo nazista, fanno saltare in aria il covo dei neo-nazi e poi ripartono. La loro destinazione è ignota, ma sulle loro tracce c’è Peter Freeman, investigatore capo della polizia speciale per le questioni di violenza interna, o come gli piace dire di sé “cacciatore dei nemici di Stato”. 

Se la sua preda è Amanda, la strategia per arrivare alla donna è catturare e interrogare la sua ex moglie, Huan Xing, che racconterà di aver perso il figlio in seguito a un litigio con la compagna e di voler ora pareggiare i conti. Le cose però sono più complesse di come appaiono, per esempio Peter, per quanto spietato sul lavoro, è un padre di famiglia amorevole, soprattutto verso il figlio. Arvid sente la fortissima nostalgia per la moglie e il figlio che non ha voluto coinvolgere nelle sue azioni contro il governo. Huan Xing ha una famiglia di immigrati ben integrata, con la madre che non ha mai accettato il suo orientamento sessuale.

Ognuno di questi elementi gioca un ruolo nella complessa partita di Days of Hate, miniserie Image comics di dodici numeri (che in Italia sarà pubblicata da Eris Edizioni) firmata da Aleš Kot e Danijel Žeželj. Un cappa e spada tra guardie e ribelli, scritto con dialoghi taglienti e disegni di grande forza e suggestione, che non temono le diverse sequenze di inazione o contemplative.

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In particolare nei numeri centrali ci sono lunghi passaggi di montaggio alternato con tre vignette per pagina dedicate ai tre fronti dell’azione. O meglio, della sua attesa, perché l’esito è fulmineo e si dilata invece la tensione, mettendo alla prova i nervi e la determinazione dei personaggi, spesso tormentati da dubbi e sensi di colpa. 

Fino a che punto è giusto spingersi nella lotta contro il fascismo? Si dice spesso che per amore si può sacrificare tutto, ma vale anche per la propria anima? Lo sceneggiatore Aleš Kot non è interessato a risposte facili o assolute e mostra l’orrore dilagante di una situazione estrema.

Questa non è però una storia nichilista, perché l’astuzia, la determinazione e il sacrificio – anche della propria purezza – possono smontare pezzi del sistema. Perché in fondo nessuno ha un totale controllo degli altri in una democrazia moderna, dove l’opinione pubblica può sempre farsi trascinare in una diversa direzione e dove la burocrazia stessa è pronta ad autofagocitarsi, per la sete di potere o perché le sacche di resistenza sanno nascondersi ovunque, anche al suo interno.

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A rendere efficaci le lunghe pause del testo e l’impatto di situazioni apparentemente insignificanti per la trama, ma dalla risonanza soprattutto emotiva, ci pensano le matite e gli inchiostri di Danijel Žeželj, che caricano di tensione persino un incontro con una famiglia nel bel mezzo di una scampagnata. Una scena minacciosa per via della paranoia dilagante, ma in ultima analisi soprattutto dolorosa, perché ricorda ad Amanda e Arvid quello che hanno dovuto lasciarsi alle spalle.

Ai colori Jordie Bellarie alterna toni tenui e forti, fino a spingersi in alcuni passaggi a valicare i contorni della figure, in una sorta di rappresentazione cromatica delle attrazioni e dei legami. Žeželj è come ormai ben noto un maestro delle forme, che siano foreste o città, sa cambiare scena creando giochi di elementi figurativi. I suoi spazi urbani possono trasformare un allontanamento in auto in un labirinto di superstrade nella notte, mentre il fuoco si alza lontano: tanto la fuga quanto l’esplosione finiscono avvolti nell’oscurità e nel dedalo, che tutto abbraccia e soffoca.

Si potrebbe andare avanti a lungo e trovare diverse emblematiche scene in ogni numero, ma ci sembra di aver reso l’idea. Per concludere basti dire che la sintonia tra testi e disegni è tra le più felici che abbiamo visto di recente, nel fumetto americano seriale, e ci si augura questo sia solo l’inizio del connubio tra i due autori.

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