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Peter Ellenshaw, che dipinse “Mary Poppins”

peter ellenshaw mary poppins
Un disegno per la locandina di Mary Poppins Returns

Il riconoscimento arriva alla fine, nei titoli di coda: sono di Peter Ellenshaw i bei dipinti in stile quasi impressionista che fanno da sfondo ai titoli di testa de Il ritorno di Mary Poppins, il film diretto da Rob Marshall, un po’ sequel e un po’ remake della Mary Poppins del 1964, sempre targata Disney, alla quale Ellenshaw diede un’impronta indelebile.

Soprattutto con i suoi fondali di una Londra primi Novecento, nuvolosa e nebbiosa quanto basta per non nascondere la silhouette della magica tata che scende dal cielo e plana dolcemente nel giardino della mitica casa dei Banks, in Via dei Ciclamini 27.

peter ellenshaw mary poppins
Mary Poppins in volo su Londra nel film del 1964, con lo sfondo dipinto da Peter Ellenshaw

Succede anche in questo sequel, pure se l’atmosfera sulla città è cambiata e i cieli sono un po’ più bigi, colpa anche della Grande Depressione (siamo negli Anni Trenta). Il cast degli effetti speciali è infinito, produce atmosfere e toni diversi e la Londra notturna delle strade rifulge di luci e bagliori quasi steampunk. E tra le centinaia di nomi che srotola non dimentica Peter Ellenshaw qualificato come «matte art paintings painted and inspired by (as Disney Legend Peter Ellenshaw)».

Del resto, Peter Ellenshaw (Londra 1913 – Santa Barbara, California 2007) è stato uno dei più grandi matte painter (o matte artist) della storia del cinema: ovvero quell’artista che dipingeva sfondi trasparenti per il cinema su cui sovrapporre scene e sequenze popolate dagli attori. Oggi la qualifica sul biglietto da visita richiederebbe l’aggiunta della parolina digital. Ma Peter Ellenshaw – che ha lavorato per registi come Stanley Kubrick (suoi i fondali della Roma di Spartacus), Michael Powell, Emeric Pressburger e tanti altri ma soprattutto con gli Studi Disney – all’epoca usava soltanto pennelli e colori.

peter ellenshaw spartacus
Il fondale per la Roma del film Spartacus di Stanley Kubrick

Due gli incontri fondamentali che ne segnarono formazione e carriera: il primo con Walter Percy Day, pioniere del matte painting e degli effetti speciali, di cui Ellenshaw fu assistente nel seminale film di fantascienza Things to Come (1936) tratto dal libro di H.G. Wells, diretto da William Cameron Menzies e prodotto da Alexander Korda; ne Il ladro di Bagdad (1940) e in Narciso Nero (1947) della coppia Powell- Pressburger (1947), tre film «immaginifici» che devono molto alle scenografie dipinte.

Il secondo incontro fu con Walt Disney, che lo chiamò a lavorare a L’isola del tesoro, diretta nel 1950 da Byron Haskin, e con il quale iniziò una lunga e proficua collaborazione che durò trent’anni e produsse ben 34 film: da 20.000 leghe sotto i mari (1954) alle serie tv Davy Crockett e Zorro, a Mary Poppins (1964) che gli fece guadagnare l’Oscar per gli effetti speciali. A Ellenshaw si deve anche il disegno del planning di Disneyland, nonché di molte delle attrazioni del parco. Nel 1993 il suo grande lavoro fu ufficialmente sancito dalla qualifica di «Disney Legend».

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Walt Disney con Peter Ellenshow circondato dai suoi dipinti e disegni per Mary Poppins

Negli anni Cinquanta, trasferitosi in California, si dedicò alla pittura di quadri con vedute marine e oceaniche, realizzando un gran numero di opere diventate presto attenzione di collezionisti in tutto il mondo (si trovano e in parte si possono acquistare in rete sul sito http://www.ellenshaw.com). Ma le sue stupende pitture a olio hanno spaziato in tanti paesaggi del mondo: dall’Himalaya al deserto del Mojave alle coste irlandesi. Parte del suo straordinario lavoro per il cinema è stato pubblicato in un libro dal titolo Under Glass e sotto lo stesso titolo su YouTube si trovano sei video che illustrano il suo lavoro e riassumono la storia di questo grande artista dell’illustrazione.

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