Comics "The Spider King": vichinghi contro alieni

“The Spider King”: vichinghi contro alieni

Cogliamo l’occasione dell’uscita del one-shot The Spider King – Frostbite per fare un discorso più generale sulla serie IDW dell’australiano Josh Vann e del romano Simone D’Armini, con i colori del francese Adrian Bloch. Si tratta di uno di quei mash-up che sulla carta non dovrebbero proprio funzionare, ossia l’incontro tra alieni e vichinghi, e che in realtà non è neppure così originale: lo si già visto, per esempio, nel film Outlander – L’ultimo vichingo del 2009.

A fare la differenza qui è il tono ironico, a tratti grottesco, in altri momenti cartoonesco, sempre di una violenza sopra le righe rappresentata con uno splatter giocoso e spesso secondo il ritmo dei tempi comici. Emblematico per esempio l’inizio in cui il protagonista, prossimo alla battaglia con il suo acerrimo rivale, dà il via all’attacco di due suoi uomini che finiscono però per fracassarsi la testa a vicenda.

Quando entrano in scena gli alieni poi le cose diventano ancora più assurde e si aggiungono presto al gruppo due personaggi che fanno da spalla comica: un piccolo alieno che non può farsi capire ed è sconsolato da come i grezzi vichinghi trattano la sua raffinata tecnologia, e una ragazzina che vuole semplicemente vivere grandi avventure. 

I personaggi adulti sono solo relativamente più seri e in realtà del tutto tagliati con l’accetta: il leader fallito che cerca di redimersi e crede che la spada aliena sia un dono degli dèi; la pragmatica principessa ribelle che è stufa di guerre senza fine perché combattute sul campo di battaglia e vuole assassinare il nemico; lo zio e mentore del protagonista, onorevole e brutale guerriero; la donna che finisce per fare da ponte culturale quando la tecnologia aliena le apre le porte della conoscenza.

E poi ci sono i villain: nella prima serie un organismo alieno vagamente a forma di aracnide e dotato di una mente alveare che può controllare un esercito di sottoposti; nel one-shot un prigioniero alieno che a sua volta può controllare diversi corpi, anche animali, senza però mutarli come invece faceva lo “Spider King”.

Aggiungeteci che ognuno ha le proprie armi aliene e che il protagonista finisce per trovarsi con un braccio mutante e il quadro è completo. La lettura è comunque scorrevole e divertente, con colori e disegni curati, soprattutto nel one-shot dove è evidente l’evoluzione stilistica del disegnatore verso linee meno spigolose. Inoltre non manca qualche battuta memorabile, su tutte l’esclamazione «Thor’s Thunderous Arsehole!», che forse non c’è bisogno di tradurre, ma quando mai ricapiterà di poter scrivere «Per il tonante buco del culo di Thor!» 

A chiudere il one-shot Frostbite c’è infine una storia breve, sempre scritta da Vann, ma disegnata e colorata da Daniel Irizarri, incentrata sul personaggio femminile e su come finisca per ottenere una spada aliena dal fondo di un lago ghiacciato.

The Spider King chiaramente non finisce qui ed è facile immaginare che la lama avrà un ruolo nel prosieguo delle vicende, ma anche così non fosse il breve racconto è – come il resto della serie – condito d’azione sopra le righe e di gradevole humour.

Leggi anche: I fumetti che leggeremo nel 2019

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