Rubriche #tavolidadisegno Nello studio di Danilo Manzi

Nello studio di Danilo Manzi

Per la rubrica #tavolidadisegno, siamo entrati nello studio del fumettista Danilo Manzi, che ha pubblicato per Hollow Press i libri InfettoJunko e Sintomi del buio.

studio danilo manzi

Quali sono i progetti a cui stai lavorando attualmente?

Il mio prossimo progetto è intitolato Storto (Storto) <Storto> (ma potete chiamarlo semplicemente Storto). Sarà il mio primo fumetto dark weird fantasy e il mio primo lavoro Hollow a colori. Inoltre supererò il mio record personale di tavole. In pratica è un lavoro che mi terrà occupato ancora per un po’.

Quali strumenti usi per disegnare?

Un portamine 0.5 con mine 2b, una grafite pura 6b per le campiture, una matita 2b (che uso per campiture in spazi stretti). Una gomma matita per particolari sfumature. Poi ci sono vari interventi in digitale.

studio danilo manzi

Hai qualche abitudine prima di metterti a disegnare?

Di solito dopo essermi svegliato guardo un po’ di notizie in giro per il web o sfoglio a caso qualche libro già letto, poi metto una serie tv o un film e comincio a disegnare.

studio danilo manzi

Ci sono libri o fumetti che devono essere a portata di mano mentre disegni?

Cambiano a seconda della storia che sto imbastendo, ad esempio mentre lavoravo a Infetto c’erano i volumi di Mano fumetti scritti disegni (rivista fondata nel 1996 da Giovanna Anceschi e Stefano Ricci) e Io sono leggenda di Richard Matheson.

Adesso con Storto direi Aula alla deriva di Kazuo Umezz. Mentre scrivo storie brevi invece, come quelle di Sintomi del buio, leggo o rileggo qualche racconto di Roald Dahl per adulti (contenuti nel mega volumone Tutti i racconti). Forse un volume sempre presente sulla scrivania è Black Hole di Charles Burns.

studio danilo manzi

Hai un oggetto in studio a cui sei particolarmente affezionato?

Durante l’Accademia ho acquistato uno sketchbook con della carta piuttosto resistente. L’intento iniziale era quello di usarlo come una sorta di diario (con qualche disegno ogni tanto) ma dopo una/due pagine quello che ci scrivevo sopra mi faceva davvero incazzare quindi, dopo aver cancellato tutto lasciando solo qualche parolina sparsa qua e là, ho realizzato delle illustrazioni criptiche con colori ad olio e oil bar. Credo di aver perso tante inibizioni nel disegno e nella narrazione grazie a questo sketchbook.

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