Rubriche #tavolidadisegno Nello studio di Ilaria Palleschi

Nello studio di Ilaria Palleschi

Per la rubrica #tavolidadisegno, siamo entrati nello studio della fumettista Ilaria Palleschi, che da poco ha pubblicato per Bao Publishing il graphic novel Nina che disagio.

Quali sono i progetti a cui stai lavorando attualmente?

Al momento? Parecchi! Dopo un anno trascorso quasi esclusivamente su Nina che disagio, ho sentito il bisogno di tirar fuori tutte quelle storie che avevo postdatato. Un paio stanno prendendo forma e non vedo l’ora di proporle!

studio ilaria palleschi

Quali strumenti usi per disegnare?

Ormai lavoro quasi esclusivamente in digitale: Intuos Pro e Photoshop. Anche se di recente ho acquistato un Ipad Pro, e devo dire che la vita è migliorata: non sono più ancorata alla scrivania, posso disegnare ovunque, iniziare progetti e poi metterli appunto nella tranquillità del mio studio.

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Hai qualche abitudine prima di metterti a disegnare?

Onestamente dipende dall’ora in cui mi metto (o rimetto) alla scrivania… In generale diciamo che un caffè e sigaretta (sì, non sono proprio una healthy person) sono l’ideale per svuotare la mente e rilassarmi. Se faccio le ore piccole, sempre per parlare di “sane abitudini”, un bicchiere di vino non me lo toglie nessuno!

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Ci sono libri o fumetti che devono essere a portata di mano mentre disegni?

Di recente ho trovato la mia nuova Bibbia: Capire, Fare e Reinventare il Fumetto di Scott McCloud. Quando sono in difficoltà o mi blocco su qualche sceneggiatura o storyboard, ne rileggo sempre una parte. È un testo che sta avendo su di me gli stessi effetti di Fantasia di Bruno Munari: è quel genere di libro che sa darti l’imbeccata giusta al momento giusto.

Inoltre tengo sempre qualche libro sul tavolo, a seconda della storia che voglio fare. Solitamente saggistica o racconti brevi. Sullo schermo devo avere solo Photoshop e Spotify, quindi, quando mi serve qualche reference, preferisco averle accanto in cartaceo che buttarmi alla rinfusa su Google: un’ottima scusa per continuare a spendere tutti i miei soldi in libri, e per alzarsi dalla sedia e combattere la sedentarietà di questo mestiere.

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Hai un oggetto in studio a cui sei particolarmente affezionata?

Diciamo che, libri a parte, non sono molto attaccata ai miei oggetti. Quindi la risposta potrebbe essere: le mie piantine! Grasse e non, continuo a combattere il mio pollice nero, e (a proposito di oggetti) ho messo un piccolo Groot incazzato a farmi da monito: per spronarmi a lavorare sempre di più e per ricordarmi di annaffiare.

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