Focus Storia dei fumetti Marvel non prodotti dalla Marvel

Storia dei fumetti Marvel non prodotti dalla Marvel

di Stefano Bettini

Il presente articolo, pubblicato originariamente sui numeri 106 e 107 di Fumetto, è dedicato a storie che contengono o alludono a personaggi Marvel e rispondono a un duplice criterio a) essere state realizzate fuori dagli USA e b) essere uscite, almeno inizialmente, fuori dagli Stati Uniti. Non ha la pretesa di essere un lavoro completo anche se ambisce ad avvicinarsi il più possibile a tale obiettivo.

Di come Hulk spaccò Gibilterra e una coreana si unì ai Vendicatori
La prima volta fu nell’ottobre del 1966 quando la rivista inglese Smash!, che da un po’ di tempo pubblicava storie di Batman, degli Avengers, di Capitan America e la prima serie di Hulk, presentò sul numero 38 una storia del gigante verde non scritta da Lee e neppure proveniente dalla sede americana del Marvel Comics Group.

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Da The Monster and the Matador

The Monster and the Matador questo il nome della storia i cui autori sono rimasti ignoti (sebbene, secondo alcuni, i disegni vadano attribuiti a Jose Garcia Pizzarro) si presentava come il continuo ideale di Avengers #3 (il numero in cui i Vendicatori si scontravano a Gibilterra con Hulk e Sub Mariner, ristampato poco prima su Smash!) e narrava – nell’arco di cinque pagine e mezzo – di come Bruce Banner fosse finito a Siviglia per imbattersi, nei panni del suo alter ego, con un matador truffaldino chiamato El Supremo.

I motivi per cui l’editore Odhams avesse optato per la pubblicazione di questo racconto originale anziché attenersi, come al solito, a ristampe di materiale americano non sono mai stati chiariti. La cosa curiosa è che The Monster and the Matador fu disegnato nel rispetto dello standard americano e poi ridimensionato in modo da adeguarsi al formato della rivista inglese che era più grande di quello dei classici comic book.

Fatto sta che la Marvel a posteriori ha considerato la storia parte ufficiale della cronologia dell’universo Marvel. La sua prima stampa americana però è avvenuta solo nel 2012 (nel volume Hulk: From the UK Vaults), mentre solo retrospettivamente (su Marvel Atlas #1 del 2007) è stato stabilito che El Supremo altro non era che quel Matador che, a partire dal 1964, si era scontrato spesso e volentieri con Daredevil.

Il racconto di Hulk di cui si è appena detto rappresenta un precedente delle tante storie prodotte e pubblicate nel Regno Unito sotto l’egida Marvel UK a partire dal 1976. Le storie originali di Captain Britain (fra le quali il ciclo di Alan Moore) e svariate di quelle che uscirono sul settimanale antologico Hulk Comic (racconti di Black Knight, Nick Fury, Night-Raven, Ant-Man, naturalmente le storie di Hulk disegnate da Dave Gibbons, John Bolton, Steve Dillon e altri ancora) caratterizzarono gli anni a cavallo fra i ’70 e gli ’80. Un decennio più tardi gli autori di Marvel UK vennero incaricati dalla casa madre di esportare i loro personaggi originali (ad es.: Dark Angel, Death’s Head, Digitek, Motormouths e Knights of Pendragon) anche in USA.

L’implosione del mercato attorno al 1993/4 mise fine a queste realtà editoriali e numerosi progetti finirono col rimanere inediti. Così non si arrivò mai alla pubblicazione del team up fra il Doctor Strange e Doctor Who commissionato a Andrew Cartmel e Lee Sulllivan, mentre Wild Angels di Nick Vince e Pino Rinaldi finì per uscire solo in Italia su Marvel Top 6 del 1996 (Marvel Italia).

La storia di Marvel UK, delle sue testate e dei suoi personaggi è cosa piuttosto nota e non vi indugerò oltre (se non per farci ritorno occasionalmente). Costituisce ad ogni modo solo la punta di un iceberg che comprende fumetti con personaggi Marvel provenienti da svariate parti del mondo, con storie talvolta riconosciute come parte dell’universo narrativo di riferimento e altre totalmente apocrife.

Haruku, ovvero l’Hulk giapponese

Un caso assai singolare è quello nipponico, laddove i personaggi americani sono sempre stati reinterpretati in modo da adeguarsi ai gusti giapponesi. Già nei primi anni ’70 la Marvel concesse a una grande casa editrice di manga, la Kodansha, di realizzare le proprie versioni di Spider-Man e di Hulk.

Fu Kazuo Koike (l’autore di Lone Wolf & Cub e di Crying Freeman) a sceneggiare parte delle storie di ハルク, ovvero Haruku, un Hulk che ha come alter ego un sopravvissuto di Hiroshima (il dottor Araki) e che trovò spazio sul Weekly Bokura Magazine fra il 1970 e il ’71 (prendendo talvolta in prestito dagli albi americani qualche tavola di Heb Trimpe).

Affidato originariamente ai testi di Kosei One e ai disegni di Ryoichi Ikegami, Yu Komori alias l’Uomo Ragno venne invece pubblicato più o meno nello stesso arco temporale sul Monthly Shonen Magazine. Le sue storie all’inizio ricalcarono quelle americane (Yu è anch’egli uno studente morso da un ragno radioattivo e affronta nemici di nome Electro, Lizard o Mysterio) ma, col tempo (specialmente dopo che delle sceneggiature fu incaricato Kazumasa Hirai) presero una direzione poco in linea con quella delle avventure di Peter Parker, includendo spesso scene violente o sessualmente esplicite.

Ancora più distante dall’originale fu lo Spider-Man del tokosatzu per la televisione スパイダーマン, Supaidāman, che andò in onda con produzione Toei fra il maggio 1978 e il marzo 1979. Qui il costume dell’Uomo Ragno veniva indossato da un motociclista di nome Takuya Yamashiro che, nei 41 episodi della serie (e in un film diretto da Toichi Takemoto di uscito nel ’78) si accompagnava a una macchina capace di trasformarsi in un robot gigante chiamato Leopardon (robot che fece nientemeno che da modello per i Super Sentai).

L’Uomo Ragno giapponese del 1970 è stato in buona parte tradotto in inglese (con l’epurazione di alcune parti ritenute troppo violente) verso la fine degli anni ’90 nella testata Spider-Man Manga; tre volumetti sono usciti anche in Italia nel 1998. Analogamente sono state tradotte in inglese (fra il 1998 e il ’99 su X-Men: The Manga) numerose delle storie giapponesi degli X-Men pubblicate in Giappone fra il 1994 e il 1995 (su X-Men, Bamboo Comics/Takeshobo, e su CoroCoro Comics Special, edito da Shogakukan) e la versione più recente di Spider-man nota come Spider-Man J (storie apparse originariamente su Comic Boom Boom fra il 2004 e il 2005 e in parte proposte su Spider-Man Family nel 2007).

Haruku/Hulk è invece a tutt’oggi inedito fuori dal Giappone. Così come inedite sono le versioni manga di Moon Knight (firmato da Gosaku Ota e pubblicato su Televi-Kun Monthly fra il 1979 e il 1980), quelle recentissime dei Guardiani della Galassia (Galaxy Rush di Kohei Uchida) o il crossover fra Mutta Namba dei Fratelli nello Spazio di Chuya Koyama e Iron-Man pubblicato dalla rivista FraU nel novembre 2016.

Una tavola dal Moon Knight di Gosaku Ota

Discorso a parte per gli Avengers che vennero introdotti in versione manga su Marvel CoroCoro Comic del maggio 2014 a seguito del successo della serie anime per la tv Marvel Disk Wars The Avengers (una collaborazione Marvel/Toei).

Da allora i Vendicatori sono stati protagonisti di varie, sebbene sporadiche, apparizioni su testate giapponesi. Queste includono un episodio 0 di Age of Ultron (pubblicato su Weekly Shonen Magazine 51 del luglio 2015 e tradotto in Zombies Assemble 0); alcuni episodi di Avengers: Zombies Assemble (tradotti su Zombies Assemble 1/3 e Zombies Assemble  2 n. 1/4); vari episodi di Future Avengers Manga (manga legato all’omonima serie anime e pubblicato sui numeri pari di Bessatsu CoroCoro Special dal febbraio 2017, per ora inedito fuori dal Giappone) e il crossover fra Avengers e L’attacco dei Giganti pubblicato in Giappone sula rivista Brutus e da poco tradotto anche in italiano sull’albo di Secret Empire che la Panini ha fatto uscire a inizio dicembre 2017 nell’ambito del Free Comic Book Day.

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Avengers K vs. Ultron

Gli Avengers hanno avuto una loro risonanza anche in Corea del Sud, dove dapprima (nel 2014/15) sono stati protagonisti del web comic Electric Rain (venti episodi, di cui 18 disponibili in traduzione inglese su www.popmythology.com, nei quali è stato introdotto nel Marvel Universe il personaggio di White Fox) e – quindi – di una serie di adattamenti di alcune delle loro più recenti saghe curati da Jim Zub e disegnati da alcuni validissimi disegnatori coreani (le traduzioni inglesi sono disponibili in cinque volumi sotto l’egida Avengers K: Avengers vs Ultron; The Advent of Ultron; Avengers Disassembled; Secret Invasion e Assembling the Avengers).

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