Avengers: Endgame è l’ultimo capitolo di un’epopea iniziata più di dieci anni fa con il primo Iron Man. Il film, che chiude in maniera agrodolce un’era, è pieno di citazioni ai fumetti Marvel. Più in generale, i ventidue film dell’MCU visti finora hanno attinto a un bacino di narrazioni che si estende su ottant’anni di vita editoriale. La storia degli Avengers – o Vendicatori, così come sono stati a lungo noti in Italia –, iniziata nel settembre 1963, è segnata da molti fumetti importanti, alcuni diventati di pubblica notorietà grazie ai lungometraggi, altri meno noti, ma non per questo trascurabili.

Capitan America si unisce ai… Vendicatori!, di Stan Lee e Jack Kirby (Avengers #4, 1964)

avengers 4 capitan america

In Avengers #4 Capitan America, il supereroe della Seconda guerra mondiale creato da Joe Simon e Jack Kirby, ritorna in scena dopo aver passato decenni in animazione sospesa, ibernato tra i ghiacci del Polo Nord, e si unisce al gruppo.

È il 1964 e Steve Rogers si deve adeguare ai tempi che cambiano. Non potendo più essere il simbolo patriottico degli anni Quaranta o il controverso baluardo anti-comunista degli anni Cinquanta, il Capitan America degli Avengers è un perfetto “uomo fuori dal tempo” che cerca di vivere in una società che non gli appartiene.
La miscela di umanità, idiosincrasie e difetti convive con l’avventura rocambolesca e gli scenari densi di sense of wonder.

Tra l’alienazione, il senso di colpa e il lutto nei confronti di Bucky, la sua fedele spalla, Steve Rogers nel corso dei mesi diventerà un punto di riferimento per gli Avengers, affermandosi come l’anima più rappresentativa del gruppo.

Questa storia è stata pubblicata in Italia nel volume Noi siamo i Vendicatori.

Osservate la Visione!, di Roy Thomas e John Buscema (Avengers #57-58, 1968)

The Avengers #54 tiene a battesimo una sequenza di storie che, culminando con il numero 58, introduce prima Ultron e poi Visione, due dei personaggi più importanti legati ai Vendicatori, entrambi creati da Roy Thomas e John Buscema. Ultron appare inizialmente sotto le spoglie dell’Incappucciato, criminale a capo dei Signori del Male.

Con la complicità di Jarvis, il maggiordomo del gruppo costretto al tradimento per curare la madre malata, tende un’imboscata ai Vendicatori, viene battuto ma ritorna poco dopo inviando la sua creazione, Visione, a uccidere i supereroi. Questa, ribellatasi, aiuta il gruppo a sconfiggere il robot.

Si viene poi a conoscenze delle origini di entrambe le creature: Ultron era un’invenzione di Hank Pym sfuggitagli di mano che aveva sviluppato un odio edipico nei suoi confronti, mentre Visione era la progenie di Ultron munita dei tracciati cerebrali di Wonder Man, di modo che fosse un sintetizoide senziente e capace di provare emozioni.

Questa storia è stata pubblicata in Italia nel volume Marvel Masterworks – I Vendicatori vol. 5.

La guerra Kree-Skrull, di Roy Thomas, Neal Adams e John Buscema (Avengers #89-97, 1971-1972)

Nel tentativo di salvare l’eroe Kree Capitan Marvel, che era stato rapito dagli Skrull, gli Avengers si ritrovarono coinvolti nella millenaria guerra intergalattica fra queste due specie aliene, a cui posero – momentaneamente – fine grazie al sacrificio di Rick Jones, la “mascotte” del gruppo.

La guerra Kree-Skrull fu una grande epopea spaziale – in anticipo di circa 6 anni sul primo Guerre stellari –, una storia che si presentò come innovativa agli occhi dei lettori Marvel degli anni Settanta, dando per la prima volta alle azioni degli Avengers una nuova portata, lontana dalle questioni terrestri.

La storia inoltre offrì diversi momenti divenuti iconici nella storia del gruppo e della casa editrice, come l’esplorazione del corpo androide di Visione da parte di un rimpicciolito Ant-Man, nel tentativo di riparare i danni subiti dall’eroe, o l’improvviso ritorno in scena dei supereroi Marvel della Seconda guerra mondiale.

Questa storia è stata pubblicata in Italia nel volume I vendicatori – La guerra Kree/Skrull.

Madonna Celestiale, di Steve Englehart, Sal Buscema e altri (Avengers #129-135 e Giant-Size Avengers #2-3, 1974-1975)

avengers fumetti

La supereroina vietnamita Mantis, da poco divenuta membro degli Avengers, scopre di essere la Madonna Celestiale, ovvero colei che è destinata a procreare il Messia Celestiale, l’essere più potente dell’universo. E Kang – il viaggiatore nel tempo avversario del gruppo – la vuole come sua sposa.

Scritta principalmente da Steve Englehart, Madonna Celestiale portò gli Avengers in giro per il mondo, il tempo e le dimensioni, cambiando scenari in continuazione e districando bene intrecci narrativi particolarmente ingarbugliati, in cui per esempio Visione scoprì che il suo corpo era stato realizzato a partire dai resti della Torcia Umana originale, un androide che aveva combattuto contro i Nazisti durante la Seconda guerra mondiale.

La corsa alla Madonna Celestiale terminò con la sconfitta di Kang e la risoluzione di tutti gli snodi temporali, con Immortus – ovvero una versione futura di Kang – che celebrò due matrimoni: da una parte Visione e Scarlet, dall’altra Mantis e un alieno della razza Cotati incarnatosi nello Spadaccino, defunto membro dei Vendicatori.

Questa storia è stata pubblicata in Italia nel volume Avengers – La madonna celestiale.

Corte marziale, di Jim Shooter e Bob Hall (Avengers #213, 1981)

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Corte marziale è il fulcro del troncone di storie noto come Il processo di Hank Pym. Pur conservando una stupidera di fondo, Jim Shooter fa smettere agli Avengers i panni delle storie scanzonate. Personaggi e autori sono reduci dagli anni Settanta, le agitazioni sociali degli Stati Uniti hanno strappato a forza la patina di innocenza dai fumetti e sull’universo Marvel tira una brutta aria.

Calabrone – nuova identità di Han Pym – è sotto accusa per il comportamento tenuto nella precedente avventura, nella quale ha attaccato alle spalle un’avversaria dei Vendicatori che si stava per arrendere, innescando un’ulteriore lotta. Il gruppo non può soprassedere e decide che Pym venga giudicato da una corte marziale formata da Capitan America, Iron Man e Thor. Sotto pressione e instabile, Pym mette a punto un robot che avrebbe dovuto attaccare gli Avengers durante la sentenza e che lui avrebbe sgominato guadagnandosi di nuovo la fiducia dei colleghi. Janet scopre il piano del marito e tenta di dissuaderlo, ma Hank non vuole sentire ragioni e le cala sul viso una poderosa cinquina. Pym perde il controllo sul robot, che viene sconfitto da Janet.

Senza più moglie, cacciato dalla villa dei Vendicatori e squattrinato, Hank rinuncia all’attività di eroe sul campo, preferendovi la ricerca in laboratorio. È un momento spartiacque nella narrazione del personaggio. Se le storie Marvel parlano di eroi fallaci che passano le loro vite a destreggiarsi con le conseguenze dei propri sbagli, Corte marziale resta la più marveliana delle storie degli Avengers.

Questa storia è stata pubblicata in Italia nel volume I Vendicatori – Il processo a Hank Pym.

Sotto assedio, di Roger Stern e John Buscema (Avengers #270-277, 1986-1987)

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Lo scrittore più rappresentativo del gruppo negli anni Ottanta fu senza dubbio Roger Stern, che realizzò un lungo ciclo con al centro personaggi secondari – da Visione al Cavaliere Nero, passando per Wasp e la nuova Capitan Marvel – con uno stile narrativo soapoperistico.

Sotto assedio – da noi pubblicata anche con il titolo Riti di conquista all’epoca della sua prima edizione – fu l’apice della gestione di Stern, che tirò le fila di molte delle trame dell’autore e rappresentò un inedito nella storia del gruppo, costretto a difendersi in casa propria. I Signori del Male, un gruppo di super-cattivi capitanato dal Barone Zemo, invase infatti la base degli Avengers, mandando in ospedale Jarvis (il maggiordomo degli eroi) e facendo finire in coma un essere immortale come Ercole.

Alla fine gli eroi la ebbero vinta, ma le ferite della battaglia sarebbero rimaste aperte a lungo. Emblematica la scena finale della saga, con un Capitan America riverso in lacrime sulla fotografia distrutta di sua madre, l’unica da lui mai posseduta.

Questa storia è stata pubblicata in Italia nel volume I Vendicatori – Sotto assedio.

Alla ricerca della Visione, di John Byrne (West Coast Avengers #42-50, 1989)

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Tornato in Marvel dopo aver rilanciato Superman, John Byrne – una sorta di Re Mida del fumetto supereroico anni Ottanta – si ritrovò a rilanciare i Vendicatori, sia quelli “normali” che quelli risiedenti sulla Costa Ovest degli Stati Uniti, formatisi pochi anni prima. Fu proprio sulla testata dedicata a questi ultimi che Byrne lasciò maggiormente il segno, rivoltando il gruppo da cima a fondo.

Visione fu rapito e ricostruito da zero, perdendo tutti i ricordi e soprattutto il suo lato umano, divenendo così un freddo androide (con un nuovo aspetto bianco spettrale). Nacque un triangolo sentimentale fra lo stesso Visione, sua moglie Scarlet e Wonder Woman. Il governo impose al gruppo la presenza tra i ranghi del supereroe governativo U.S. Agent, testa calda dai modi militareschi. Esordirono i Vendicatori dei Grandi Laghi, strampalato gruppo non ufficiale. Scarlet iniziò a manifestare i segni della follia.

In una manciata di storie, insomma, Byrne mise in scena una serie di elementi e di trame che avrebbero fatto da base per le storie degli Avengers nei successivi due decenni e oltre.

Questa storia è stata pubblicata in Italia nel volume I Vendicatori della Costa Ovest – Alla ricerca della Visione.

Avengers Forever, di Kurt Busiek e Carlos Pacheco (Avengers Forever #1-12, 1998-1999)

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Ancora una volta Kang, ancora una volta i viaggi nel tempo, per una saga che riuniva Vendicatori provenienti da passato, presente e futuro per correggere alcuni errori presenti nel flusso temporale che avrebbero potuto far collassare la realtà.

I protagonisti della saga sono: il Capitan America che ha appena scoperto che l’organizzazione terroristica Impero Segreto si è infiltrata nel governo americano; Hank Pym/Calabrone nel periodo di instabilità mentale; Occhio di Falco, reduce dalla Guerra Kree-Skrull; Giant-Man (un Hank Pym mentalmente più stabile) e Wasp, dal presente delle storie dei Vendicatori dell’epoca; Songbird, ex membro dei Signori dei Male e dei Thunderbolts, che in un prossimo futuro si sarebbe unita al gruppo; Genis-Vell, figlio del Capitan Marvel originario, proveniente da un futuro più remoto.

La storia divenne così un pretesto per ripercorrere e celebrare la gloriosa storia degli Avengers e al tempo stesso correggere alcuni errori di continuity causati dagli autori nel corso di oltre 30 anni di storie, all’interno di un’avventura a larghi tratti emozionante.

Questa storia è stata pubblicata in Italia nel volume Avengers Forever.

Ultimates, di Mark Millar e Bryan Hitch (Ultimates vol. 1 #1-13 e Ultimates vol. 2 1-13, 2002-2007)

La serie – parte di una linea editoriale varata nel 2000 per avvicinare nuovi lettori – ripensava i personaggi aggiornandoli al nuovo millennio. Scritta da Mark Millar e disegnata da Bryan Hitch, Ultimates metteva in scena quella che per l’epoca era la cosa più vicina a un film degli Avengers: Hitch componeva le tavole con le dimensioni (e le ambizioni) di un blockbuster e inventava design al passo con i tempi (sia nei costumi che nell’aspetto dei personaggi, come Nick Fury, modellato su Samuel L. Jackson). Millar trattava i personaggi con il disincanto e il realismo di uno spettatore contemporaneo.

Gli Avengers di questo universo sono un gruppo governativo messo in piedi per combattere i nemici degli Stati Uniti, compresa la razza aliena dei Chitauri. Ecco che Thor non è un più dio del nord ma un no-global che si crede una divinità, Hank Pym un impasticcato di Prozac con gravi crisi di nervi e mancanza di autostima (e non può superare i 19 metri di altezza, altrimenti i femori gli si spezzerebbero sotto il peso del corpo) e Bruce Banner uno scienziato insicuro che, quando si trasforma in Hulk, diventa un maniaco violento.

Scrittura e disegno cercano sempre il grande momento, in un equilibrio quasi perfetto tra esagerazione e concretezza. Se esistono i film degli Avengers, un po’ è anche merito di Ultimates.

Questa storia è stata pubblicata in Italia nel volume Ultimates Omnibus.

Evasione, di Brian Michael Bendis e David Finch (New Avengers #1-6, 2005)

Nel 2004 Brian Bendis e David Finch mostrarono al mondo come attualizzare e rinvigorire un gruppo di supereroi. Se gli Ultimates di Millar e Hitch erano la cosa più simile a un film degli Avengers, New Avengers portava il cinema nei fumetti, coinvolgendo le superstar dell’universo Marvel e mettendo in scena storie per cui valesse la pena spendere il proprio tempo e i propri soldi.

Dopo aver distrutto il gruppo in Avengers: Divisi, Bendis rifondò il gruppo con un nuovo nome, New Avengers, il cui parco testate fu gentrificato e fatto diventare il cuore pulsante dell’editore. L’inserimento di personaggi estranei alla tradizione dei Vendicatori come Wolverine e Spider-Man (e la morte di alcuni membri storici) si mischiò al disinteresse per le storie passate e per la conservazione dello status quo.

Lo spunto di partenza proseguirà poi in una gestione gloriosa, forse poco amata dai fan dei Vendicatori classici, ma capace di intrattenere come i migliori blockbuster. Nello scrivere gli Avengers, Bendis riportò l’accento sulle interazioni tra i supereroi in quanto persone, spingendosi fino ai dettagli più concreti (com’è fare colazione quando al tavolo ci sono un milionario, un alieno e un mutante?).

Questa storia è stata pubblicata in Italia nel volume I nuovi Vendicatori vol. 1.

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