Recensioni Novità “Sakuran”, un manga sulla prostituzione nel Giappone feudale

“Sakuran”, un manga sulla prostituzione nel Giappone feudale

Quando pensiamo alla prostituzione, nella visione contemporanea le idee tendono ad essere subito chiare: è qualcosa che degrada la donna, in genere costretta a praticarla da uomini violenti o a causa della povertà. Raramente, però, distogliamo gli occhi dal presente per capire quali significati, funzioni e motivazioni sociali ha avuto questa pratica nel passato, soprattutto in culture lontane dall’Occidente. Una lettura utile in tal senso è il manga seinen Sakuran, volume autoconclusivo scritto e disegnato da Moyoco Anno e pubblicato in Italia da Dynit. 

moyoco anno sakuran manga

La storia si svolge nel periodo Tokugawa (che va dal 1603 al 1868) a Yoshiwara, il quartiere a luci rosse di Edo (come si chiamava Tokyo all’epoca). Kiyoha è una bambina che si trova ad essere venduta a un bordello dove viene istruita per diventare una oiran, una “cortigiana” di lusso. Inizialmente cerca di ribellarsi al suo destino, ma il corso degli eventi la spingerà a rassegnarsi. Fino al giorno in cui non si innamora di un giovane cliente. Il che le ridarà, purtroppo brevemente, la speranza di cambiare vita.

Nel corso della storia, narrata perlopiù attraverso i flashback di Kiyoha, l’autrice offre un affresco crudo e dettagliato del tipo di vita che è costretta a fare la protagonista. Sin dal suo arrivo al bordello la giovane assiste e sente più volte atti sessuali espliciti, e noi con lei. Nel fumetto non sono mai rappresentati organi genitali, il che fa sì che la storia, in Giappone, non sia stata prodotta per essere proposta come hentai, ovvero un manga pornografico.

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L’autrice con questo non vuole tuttavia nascondere niente, e la condizione delle prostitute viene resa in tutta la sua complessità, tanto drammatica quanto umana. La loro è una vita fatta di passione, rivalità e cinismo; un posto dove raramente le ragazze della casa di piacere si aiutano l’un l’altra, e anzi spesso sono in perenne competizione, tanto da considerare l’empatia sinonimo di debolezza. E quando una di loro si innamora di un uomo, ciò diventa solo fonte di sofferenza, perché non hanno alcun diritto di decidere della propria vita.

Con il passare degli anni la protagonista deve cambiare più volte il proprio nome man mano che sale di rango nella gerarchia delle cortigiane, finché non raggiunge lo status di oiran, quello più ambito e privilegiato. Questo avviene perché il suo carattere forte e irruento all’inizio la spinge a tentare di fuggire, sebbene senza successo e passando anche per diverse punizioni crudeli. Ma nel lungo periodo sarà proprio questa forza vitale a darle la determinazione per arrivare in cima alla scala gerarchica, in una lotta che potrebbe essere una sfida per la sopravvivenza oppure, se la leggiamo secondo una lente più disillusa, una variante erotica della spasmodica ricerca del successo che assilla tanti giovani vittime dell’alienazione sociale, anche nel Giappone moderno.

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Dal punto di vista grafico i personaggi presentano tratti decisi che, a seconda dei casi, riescono a trasmettere l’inquietudine che alberga nel cuore di Kiyoha, mentre gli edifici e i paesaggi sono tratteggiati nei minimi dettagli, restituendoci un affresco lezioso ma potente dell’epoca narrata.

Sakuran si inserisce perfettamente nel percorso artistico della Anno: nota tra l’altro per essere la moglie del regista Hideaki Anno (celebre firma dell’anime Neon Genesis Evangelion) nel corso della sua carriera si è rivolta principalmente a un pubblico adulto femminile, lavorando su temi quali la bulimia (Questo non è il mio corpo) e il difficile rapporto tra carriera e vita sentimentale (Hataraki Man).

moyoco anno manga

In Sakuran, però, non crediate di trovarvi di fronte a una celebre autrice di manga sentimentali – sebbene tosti nei toni e nei temi – conditi da un qualche lieto fine. Quella di Kiyoha è infatti una vita triste, che anche all’apice della sua carriera resterà piena di rimpianti. Perché fama e rango, in fin dei conti, non bastano a compensare ciò che di più importante è stato tolto a una donna: la libertà.

Sakuran
di Moyoco Anno
traduzione di Anna Specchio
Dynit, febbraio 2018
brossura, 308 pp., bianco e nero e colori
18,90 €

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