Graphic Novel "Black Dog", i paesaggi di sogno e di guerra di Dave McKean

“Black Dog”, i paesaggi di sogno e di guerra di Dave McKean

Il più recente fumetto di Dave McKean, il graphic novel Black Dog: The Dreams of Paul Nash, è figlio di un’operazione culturale che in Italia sarebbe di rara realizzabilità. Da un lato per la ritrosia di tanti editori verso esempi di narrazione grafica di così profondo costrutto. Dall’altro – ed è forse il motivo più importante – per una generale ritrosia nel rendere possibili certe operazioni culturali: coniugare media popolari, committenza istituzionale e ricerca autoriale.

black dog dave mckean inkiostro

Complimenti quindi per il coraggio a Edizioni Inkiostro che, sulle ultime onde delle celebrazioni per il centenario della Prima guerra mondiale, ha pubblicato in Italia il fumetto legato all’opera multimediale di Dave McKean, commissionata dall’Ente per le Celebrazioni “14-18 Now” insieme ad altre Istituzioni di primo piano inglesi, per ricordare la vita e l’opera di uno dei più importanti artisti di guerra britannici, Paul Nash.

Paul, noto anche come fratello di John, il grande illustratore, fu un pittore e soldato ma soprattutto uno dei più importanti cantori visivi della devastazione morale e materiale delle guerre. Guerre perché volle essere attivo testimone anche della Seconda guerra mondiale, sia in patria che in Europa. Dave McKean non presenta una scontata biografia dell’artista ma, attraverso un pastiche peculiare – grazie alla tecnica fatta di collage digitali e di un segno tagliente e a volte grottesco, molto vicino alla scuola del racconto grafico argentino, fortemente derivativo dal dadaismo e dalla scuola post espressionista tedesca – opta per un ritratto dell’anima tormentata del pittore, servendosi della rappresentazione di momenti reali e immaginari, esperienze e sogni, vissuti a partire dall’infanzia.

Si tratta di una mappatura psicologica che trova il suo senso non tanto nel progredire dell’età, ma nell’alternanza tra il sensibile e l’angoscioso, tra la passione e il dolore. L’innegabile empatia che si rivela in questo graphic novel tra l’artista di guerra Paul Nash, che diverrà il surrealista meno surreale di tutto il Novecento e anzi si trasformerà nel più interessante “surreal-paesaggista” attivo tra le due guerre mondiali e, allo stesso tempo, anche il più metafisico e lunare, con uno degli autori più multimediali e sperimentali del fumetto internazionale, ci permette di penetrare nel mondo interiore di un pittore al limite del misticismo.

Questa “liason del sensibile” ci prende per mano portandoci a viaggiare nel profondo della psiche e dell’anima di un artista che ha voluto mettere a nudo le sue paure: sia quelle nate dalla realtà di tragici eventi, sia quelle provenienti dall’inconscio, in grado di influenzare il modo di vedere la realtà e la sua rappresentazione. Il cane nero che accompagna Nash nei suoi sogni e nelle sue visioni ad occhi aperti per tutta la vita altro non è che la metafora che McKean utilizza, come guida negli inferi morali e materiali per sintetizzare la presenza costante dell’ansia distruttrice, già presente ma amplificata dagli orrori della guerra nella sua insensatezza.

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L’esperienza della Grande guerra ha costituito uno spartiacque tra una generazione di artisti sopravvissuti e impossibilitati all’oblio di quegli strazi per gli esseri umani e i luoghi naturali come foreste, campi, altopiani e montagne, e il resto del mondo alla ricerca di un’idea di civiltà sicuramente andata perduta. Per questo i paesaggi di Nash, soprattutto quelli di entrambe le guerre mondiali (Nash si arruola nel 1914 a venticinque anni e sarà sul Fronte Occidentale dal 1916), non si limitano a descrivere la distruzione della natura, con la luce e l’ombra di boschi e sottoboschi, spesso in assenza dell’essere umano, ridotto a mera comparsa nell’enormità della devastazione. Piuttosto nascondono ad un primo sguardo, come in una tomba comune, le macchine devastatrici della guerra, che ridisegnano il paesaggio naturale, e la tecnologia, simbolo di progresso e civiltà, applicata alla volontà di morte.

Paul Nash, insieme a Percy Whyndan Lewis, saranno il corrispettivo visuale delle parole del poeta Wilfred Owen o del nostro Giuseppe Ungaretti, ben distanti dalla retorica della “bella guerra” dei futuristi italiani ma vicini ai profetici, creati prima dello scoppio della guerra, ed espressionistici Paesaggi apocalittici dell’ebreo tedesco Ludwig Meidner, alle opere dal fronte del pacifista e pre-dadaista Otto Dix e a quella sorta di lamentazione grafica che è la serie di incisioni Miserere et Guerre dell’artista francese Georges Rouault.

Per questo Nash si percepiva come un artista che aveva il compito di essere un messaggero di pace, non violenza e anti-militarismo. Ma Black Dog non affronta solo il tema della guerra e delle sue conseguenze sulle menti di chi ci ha partecipato anche dal versante artistico.

In realtà McKean traspone in modalità poetica le riflessioni vere e verosimili di un artista che, attraverso le sue convinzioni morali, ha ridisegnato l’idea stessa del paesaggio, partendo dai salienti martoriati di Ypres – Stiamo costruendo un nuovo mondo è il titolo di uno dei suoi più potenti paesaggi di guerra datato 1918 – per arrivare sino alla tranquilla campagna del Buckinghamshire, passando attraverso la sofferenza e l’amore, l’estasi e l’incubo, vivendo con temperamento e alto senso del dovere di un essere umano nei confronti del mondo.

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McKean lo fa alternando il mondo interiore di Nash, pagine di dialoghi e pensieri, incontri con amici e parenti, con straordinarie esplosioni di visionarietà illustrativa dove, come nelle migliori opere e cover degli anni Ottanta e Novanta con Neil Gaiman, il surrealismo realizzato con la tecnica dell’assemblaggio digitale, si presenta attraverso vari stili grafici diversi, dal tradizionale bianco e nero chinato alle pennellate cromatiche che risentono dell’influenza di un artista ammirato come Lorenzo Mattotti, dagli effetti flou alle forme solide e corpose ricche e barocche, dalla fotografia astratta e onirica alla scultura monumentale.

L’opera complessivamente è da considerarsi un capolavoro visionario che si inserisce, con maggiore perizia realizzativa e poesia, se possibile, nel solco del film MirrorMask o del graphic novel Cages, anche se la complessità del tema e l’assenza di una vera e propria storia costringe il lettore ad una concentrazione e una capacità di comprensione non abituale.

Non è una lettura facile, Black Dog. Ma il godimento è intenso: c’è un rapporto potente tra un testo e le scelte iconiche; il visivo narrativo vince su quello decorativo; e l’autore non smette mai di presentare soluzioni grafiche diverse e stupefacenti. Una centrifuga di forme, toni e segni che debbono corrispondere ai diversi stati d’animo che scaturiscono dai frammenti di vita, l’arte, gli affetti, le speranze, del pittore scomparso nel 1946, appena dopo aver rivisto e metabolizzato artisticamente un’altra guerra.

McKean ha pensato e costruito Black Dog come una grande opera multimediale, ma questa sua incarnazione editoriale, bidimensionale, lascia intatta tutta la bellezza e la passione di una comunione di anime e di intenti tra due artisti molto simili per la vocazione visionaria e per forza immaginativa, che riesce quasi a tracimare dalle pagine del volume.

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Questo lavoro di McKean deve essere considerato alla stregua di quei memoriali nati dopo la Grande guerra, fatti per dare uno spazio fisico al lutto e per non dimenticare “L’Immane Tragedia” che ha distrutto, anche con i suoi postumi psicologici, più di una generazione di esseri umani, che si troveranno da li a poco a ripeterne l’allucinante esperienza.

Fuor di retorica, finalmente un graphic novel, un vero monumento grafico che, oltre ad un visual straordinario e uno storytelling tra i più poetici dei nostri tempi, parla con le parole e le immagini di un essere umano ad altri esseri umani dell’insensatezza della violenza dell’uomo sull’uomo e sulla natura. Non sarà il primo e nemmeno l’ultimo, ma è senz’altro uno dei più affascinanti e potenti esempi di questi ultimi anni.

Black Dog: The Dreams of Paul Nash
di Dave McKean
traduzione di Lorenzo Coltellacci
Edizioni Inkiostro, luglio 2019
cartonato, 120 pp., colore
30,00 €

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