Graphic Novel "A sud dell’Alameda", il diario (emotivo) di una rivoluzione

“A sud dell’Alameda”, il diario (emotivo) di una rivoluzione


Cile, 2006. A sedici anni dalla fine del regime militare di Augusto Pinochet le scuole secondarie del paese si mobilitano contro la Loce (Legge Organica Costituzionale di Insegnamento), in vigore nel paese dal giorno immediatamente precedente alla deposizione democratica del dittatore. Chiedono di rendere più equo e paritario l’accesso all’educazione.

Sud alameda graphic novel larra reinamontes

Quella che sarebbe stata conosciuta come la Rivoluzione dei pinguini – per via delle tradizionali uniformi indossate dagli studenti cileni (giacca nera e camicia bianca) – fu la più grande mobilitazione studentesca della storia del paese. Inizialmente contrastato con pugno di ferro, il movimento non arretrò nonostante le violenze di piazza e i moltissimi arresti, costringendo la presidentessa Bachelet a firmare una legge di compromesso evidentemente non risolutiva visto che i movimenti studenteschi e i sindacati degli insegnanti hanno continuato a sostenere le loro rivendicazioni fino a oggi.

Il carattere di eccezionalità della rivoluzione non risiedette solo nel numero dei partecipanti, ma anche nella sua trasversalità. La Loce, infatti, favoriva gli istituti privati a scapito di quelli statali – frequentati dagli studenti più poveri – costretti a sopravvivere con gli insufficienti fondi delle relative municipalità. Per la prima volta, anche gli studenti delle scuole frequentate dai figli delle famiglie benestanti e dall’élite del paese aderiscono alle occupazioni, solidarizzando con i loro compagni che lottavano per condizioni di studio e di vita migliore.

È in uno di questi istituti per ricchi occupato nei giorni delle proteste che è ambientato A sud dell’Alameda. Diario di un’occupazione, che cita nel titolo la via che emblematicamente taglia in due Santiago del Cile. Strutturato come un “giallo”, il libro portato in Italia meritoriamente da Edicola Ediciones è (anche) la storia di un micromondo, quello della scuola occupata, in parte specchio dei conflitti che agitano l’intero paese.

Tra gli studenti politicamente orientati e maturi, quelli affetti da leaderismo, e altri ancora che seguono l’onda per sentirsi partecipi di un qualcosa che non sanno bene definire, colui che cambierà maggiormente, pur restando lo stesso, sarà Nicolas. È lui, uno dei due narratori del libro, a parlarci attraverso il suo “diario dell’occupazione”. Eccellente giocatore di calcio proveniente da una famiglia di sinistra già politicamente attiva durante il sanguinario regime di Pinochet, è rimasto coinvolto nell’occupazione più per l’infatuazione verso una coetanea pasionaria che per motivi ideologici. Maturerà, attraverso l’esperienza e l’osservazione, quella che una volta si sarebbe chiamata una “coscienza politica”, genuina, e non allineata.

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A sud dell’Alameda, vincitore del Premio Andersen 2019 nella categoria oltre i 15 anni, non è un fumetto (non del tutto, almeno), bensì un romanzo illustrato. Eppure siamo qui a parlarne – oltre che per i meriti della prosa convincente di Lola Larra – anche per l’originale contributo narrativo delle illustrazioni di Vincente Reinamontes. Se la palette essenziale serve efficacemente a distinguere i due piani narrativi – blu per Nicolas, rosso per il misterioso personaggio che ne spia le mosse con un binocolo dalla sua casa di fronte alla scuola, ad attirare davvero l’attenzione è il mondo in cui il racconto verbale e quello grafica dialogano originalmente per tutto il corso del libro.

Sebbene l’illustrazione – come studiosi quali Paola Pallottino e Antonio Faeti hanno ampiamente sostenuto e dimostrato – quando ben riuscita non si limiti ad abbellire (“illuminare”) un testo precedente ma, piuttosto, lo interpreta, ne espande i confini semantici, a volte rendendo visibile il non detto, qui siamo a un livello ancora successivo che rende problematica la semplice definizione di libro illustrato. Non solo perché il racconto di Lola Larra si distribuisce fra pagine scritte e tavole sceneggiate e semi-fumettistiche, ma anche perché il racconto visivo, in alcuni punti cruciali della trama, anticipa al lettore futuri colpi di scena in un dialogo fra due linee narrative che risulta essere molto intrigante.

Nel contesto di quello che è – primariamente – un racconto diaristico, e in cui comunque i due narratori sono omodiegetici – cioè interni alla storia narrata – la voce diretta del narratore si svela esclusivamente attraverso le immagini. Sono quest’ultime, in particolar modo in due punti nodali della trama, a raccontarci quello che i protagonisti non possono sapere. Se fino a quel momento ci eravamo affidati solo a Nicolas e alla sua “voce”, improvvisamente e inaspettatamente i disegni ci concedono un vantaggio su di lui e su gli altri protagonisti. E in un libro in cui siamo portati a sentirci così intimamente coinvolti con le vicende raccontate attraverso un punto di vista esclusivo, lo stratagemma con cui i due autori ci catapultano fuori dalla sua testa risulta essere sia efficace che spiazzante.

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Al di là di queste notazioni, A sud dell’Alameda vince una sfida difficile, quella di raccontare l’umore più che la storia di un paese particolarmente complicato e travagliato come il Cile. Scampa peraltro alla trappola pedagogica – nonostante qualche spiegone “disinnescato” però dal simpatico personaggio di Pablo (Gordo) Mellado, cui sono affidati – e introducendo la Storia nella storia in maniera naturale, non artefatta, mostrando il filo rosso e spesso insanguinato che collega il presente all’orribile passato della repubblica sudamericana.

Un racconto di formazione per ragazzi, certo, ma che riuscirebbe ad avvincere, come ha fatto con chi scrive, anche un lettore adulto. Speriamo di vedere presto in Italia anche la traduzione del fittizio diario di Pablo Mellado, sempre a opera della stessa coppia di autori.

A sud dell’Alameda – Diario di un’occupazione
di Lola Larra e Vicente Reinamontes
Edicola Ediciones
Brossura, 288 pp., colore
18,00 €

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