Comics Guida agli X-Men di Hickman: "House of X" 1

Guida agli X-Men di Hickman: “House of X” 1

Sappiamo tutti cos’è successo: gli X-Men sono stati uno degli ultimi marchi importanti di cui la Marvel non aveva il controllo, perché i diritti di sfruttamento per film e serie tv erano nelle salde mani di 20th Century Fox. Così, cercando di non produrre nuovi contenuti validi per quelle due franchigie, Ike Perlmutter, stizzoso boss di Marvel Comics, per anni ha posto un veto sulle storie a fumetti degli X-Men.

house of x 1 fumetto x-men

Ecco perché dal 2010 le serie con i mutanti sono state gestite da autori non granché ispirati. I fumetti degli X-Men non raccontavano più la grande soap-opera di Chris Claremont, non scioccavano più il pubblico come avevano fatto Grant Morrison e Frank Quitely, nemmeno divertivano come aveva tentato di fare Brian Michael Bendis.

Poi qualcosa è cambiato: Walt Disney Company (che possiede la Marvel) ha comprato 20th Century Fox e i suoi cespiti, riportando a casa Wolverine e compagni. E Marvel è tornata a investire in quei fumetti. Per far tornare rilevanti i mutanti li hanno affidati a Jonathan Hickman, già architetto di storie iperstrutturate e con una passione per i progetti a lungo termine (New Avengers, Secret Wars, Fantastic Four).

Il parco testate mutanti riparte da zero con le serie X-Men, New Mutants, Marauders, Excalibur, Fallen Angels, X-Force e altre ancora, tutte sotto la supervisione (più o meno diretta) di Hickman. Per inaugurare la nuova stagione della mitologia mutante, Hickman ha fatto – come suo solito – le cose in grande. Il rilancio è stato preceduto da un maxi-prologo che inquadra il nuovo contesto in cui si muoveranno i personaggi. Questo preambolo è costituito da due miniserie di sei numeri, House of X e Powers of X, che lette insieme formano un lungo racconto il cui obiettivo è semplice e ambizioso: riscrivere la storia degli X-Men.

Da questo primo numero c’è ben poco da capire. Non capiamo bene come siamo arrivati alla storia che stiamo leggendo, non si sa se questo sia un futuro, una realtà parallela, un sogno lucido. Sappiamo solo che Charles Xavier si è alleato con Magneto e insieme hanno fondato una nuova nazione, potenziale casa per tutti i mutanti, chiedendo di essere riconosciuta territorio indipendente dal resto dei governi. Se già sapevamo delle doti di Hickman come scrittore, qui lo scrittore si rivela un altrettanto abile politico, perché con House of X mette in scena il boccone più allettante di tutti: la promessa del cambiamento.

Cosa succede in House of X n. 1:

Su Krakoa (un’isola mutante che costituisce un ecosistema senziente), Charles Xavier vede nascere i suoi X-Men da baccelli sugli alberi. Tempo dopo, il mutante invita gli ambasciatori di Russia, Stati Uniti, Francia, Israele e Cina a riconoscere Krakoa come nazione indipendente, offrendo in cambio tre elisir chiamati L, I e M: L allunga la vita di cinque anni, I è il più potente antibiotico universale mai creato, M cura qualsiasi malattia della mente.

Situata sull’Oceano Pacifico, l’isola, una biosfera che produce habitat sparsi per il pianeta, fornisce fiori di Krakoa, l’ingrediente per i tre elisir nonché la principale fonte di sostentamento della nazione. Non solo: la bioingegneria di Krakoa, che ha sviluppato una propria lingua, è in grado di creare passaggi spaziali attraverso le proprie piante che connettono i vari habitat. Solo i mutanti possono attraversare questi portali. Dispacci di Krakoa si trovano nel deserto, sulle cime di montagne innevate e nelle profondità marine.

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Tutti gli elementi di Krakoa sono interconnessi e insieme sviluppano la coscienza dell’isola. Krakoa però sviluppa anche un fiore che produce un habitat che esiste al di fuori della coscienza collettiva di Krakoa. Un posto nell’ecosistema dell’isola che Krakoa non conosce.

Nello spazio, una coalizione formata da S.H.I.E.L.D., S.T.R.I.K.E., S.W.O.R.D., Hydra, A.I.M. e altre organizzazioni ha lanciato il protocollo Orchis, al fine di monitorare le attività mutanti e il “problema di Cro-Magnon”: stanno nascendo sempre più mutanti e, se non fosse stato per il genocidio di Genosha – che ha ridotto drasticamente la popolazione mutante – entro dieci anni l’uomo non sarebbe più stato la specie dominante del pianeta. Secondo gli studi, restano altri vent’anni prima che i mutanti si impongano numericamente sulla Terra.

Mystica, Sabretooth e Toad vengono scoperti dai Fantastici Quattro a rubare proprietà intellettuali in un magazzino dove risiedono i brevetti di Reed Richards e Tony Stark. Sabretooth viene catturato ma, poco dopo, interviene Ciclope, pretendendone la custodia in quanto mutante. Richards non intende consegnarglielo, in quanto prigioniero degli Stati Uniti. Ciclope acconsente controvoglia, per poi mandare al figlio di Reed, Benjamin, l’invito a unirsi ai mutanti.

Sull’habitat di Krakoa posto a Gerusalemme, gli ambasciatori incontrano Magneto, che ribadisce l’offerta di Xavier all’uomo: i mutanti sono gli eredi di questo pianeta ma invece che reclamare ciò che spetterebbe loro di diritto, si accontentano di essere lasciati in pace su Krakoa, senza intromissioni da parte dell’uomo.

Appunti e riferimenti che potreste esservi persi:

• Le storie di Hickman di rado possono essere inquadrate al primo numero, ma il suo stile già si palesa in queste poche pagine: le infografiche, gli schemetti, la coralità, e soprattutto gente in tuta nera con addosso strani copricapi che celano parte del volto (prima il Mr. Fantastic dell’universo Ultimate, ora Xavier).

• Come molti fumetti di Hickman, House of X contiene pagine di titoli, simboli, schemi e testi scritti inframmezzati alle tavole di fumetto. Non sono grafici di abbellimento, ma elementi paratestuali importanti per decifrare il world-building di Hickman, il quale implementa un nuovo pacchetto di regole all’interno di un universo che ha cinquant’anni di vita. La voglia di provare a stupire, insomma, non gli manca.

• Il nuovo logo che campeggia in copertina è stato disegnato da Tom Muller, designer che lavora per Marvel, Valiant, Image e DC Comics (VS, Unfollow, Suicide Squad, Days of Hate) e che ha curato tutto il restyling della linea mutante. Muller ha lavorato a stretto contatto con Hickman, senza altre interferenze esterne da parte della redazione. Nelle intenzioni degli autori, il nuovo logo doveva essere riconducibile al franchise degli X-Men, comunicare la contrapposizione tra umani e mutanti – la “X” può anche essere letta come lo scontro tra due segni opposti (“>” e “<”) – e veicolare l’idea di una spinta verso il futuro. «Ho sempre pensato che uno dei temi più forti nei fumetti degli X-Men sia il senso di futuro» ha detto Muller a Newsrama. «La freccia in avanti è un bel modo di dire alle persone “questa storia spingerà in avanti le cose”.»

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• Hickman ha spiegato che molti degli elementi delle due miniserie hanno più di un significato. House of X, in questo senso, richiama il crossover del 2005 scritto da Brian Bendis e disegnato da Oliver Coipel House of M. Se quest’ultima storia raccontava il mondo perfetto (ma effimero) di Magneto, la serie di Hickman dovrebbe mostrare il mondo perfetto, reale e duraturo di Xavier.

• Il titolo originale dell’albo, The House that Xavier Built, è una citazione alla filastrocca inglese The House that Jack Built.

• Lo Xavier che vediamo, giovane e deambulante, è quello riportato in vita da Charles Soule nella serie Astonishing X-Men: dopo essere stato ucciso nel crossover Avengers vs. X-Men, Xavier ha continuato a esistere come essenza psichica nel Piano Astrale, imprigionata dal Re delle Ombre. Il Professore ha stretto così un patto con Fantomex: in cambio del suo corpo, Xavier gli avrebbe concesso un paradiso psichico nel Piano Astrale. Fantomex ha accettato, e Charles è tornato sulla Terra con una nuova identità, X.

Krakoa è un personaggio creato da Len Wein e Dave Cockrum in Giant Size X-Men #1 che già Jason Aaron aveva recuperato per la sua sottovalutata serie mutante Wolverine e gli X-Men, in cui il vegetale mutante era il membro del cast a cui venivano riservate le scene più tenerelle. Hickman invece lo usa con un senso molto più profondo, perché Krakoa è il responsabile dello scioglimento della squadra originale degli X-Men (Ciclope, Marvel Girl, Angelo, Bestia, Uomo Ghiaccio) e della formazione del nuovo gruppo (Ciclope, Tempesta, Wolverine, Nightcrawler, Banshee). Dato che lo scrittore della Carolina del Sud non è uno che lascia nulla di intentato, mettendo al centro del racconto Krakoa, Hickman ci sta dicendo che le sue mire narrative sono tutt’altro che umili.

• Grazie a un’infografica scopriamo cosa contengono i magazzini di Damage Control, per lo più brevetti e invenzioni di Reed Richars e Tony Stark. Una di queste è evidenziata in rosso: il Martello del Sole, una sfera di Dyson costruita da Tony Stark in grado di catturare e controllare l’energia del sole. L’arma è stata introdotta proprio da Hickman nei primi numeri della sua gestione di New Avengers. L’Incudine del Sole e il Ponte sono state progettate da Reed Richards durante la tenuta di Hickman su Fantastic Four. Ancora una volta, un rimando al passato che collega storie e personaggi in quello che sta diventando un Hickmanverso fatto di tutte le storie Marvel scritte dallo sceneggiatore.

• Uno dei passaggi di Krakoa conduce a “Galm”. Cos’è Galm? Un errore redazionale, perché sarebbe dovuto essere “Marte”. Nessuno è perfetto.

• In un’altra infografica, Hickman definisce con chiarezza l’entità del “livello Omega”, categoria che si riferisce ai mutanti più potenti del Creato. Hickman ha commentato il testo con il seguente tweet (poi cancellato): «La continuity degli X-Men non ha senso. Non ci sono regole. Non c’è ordine. Solo fandonie sconnesse. Ho appena scritto 5.000 parole per spiegare quando qualcuno può, o non può, proferire le parole “livello Omega”. Questo è il mio lavoro negli Stati Uniti d’America».

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• Le due Naiadi di Stepford Esme e Sophie – che accolgono gli ambasciatori – sono apparentemente tornate in vita, non si capisce bene come. Lo stesso vale per il redivivo Banshee, morto nella recente gestione di Uncanny X-Men di Matthew Rosenberg e Salvador Larroca, e Sabretooth, decapitato da Magik nella miniserie In prima linea che faceva da traino a La guerra dei regni. Tutte queste resurrezioni avranno mica a che fare con quei bozzoli che si vedono all’inizio dell’albo?

• Come fanno notare su Xavier Files, alcune delle agenzie che compongono Orchis non dovrebbero essere più in attività. Lo S.H.I.E.L.D. è stato smantellato dopo l’evento Secret Empire, H.A.M.M.E.R. ha cessato le operazioni in seguito al crossover Assedio, lo S.T.R.I.K.E. è inattivo dagli anni Ottanta e S.W.O.R.D. è stato rimpiazzato da Alpha Flight al termine di Secret Wars.

• Due agenti del protocollo Orchis si chiamano Gregor e Mendel. Gregor Mendel è lo scienziato precursore della moderna genetica, famoso per i suoi studi sui caratteri ereditari. Sempre per Orchis lavora Karima Shapandar, conosciuta anche come Sentinella Omega, un personaggio apparso per la prima volta nel 2000 su X-Men Unlimited #27, è un’ex-agente di polizia trasformata in un ibrido Sentinella-umano che ha sopraffatto la sua programmazione diventando membro di svariati X-gruppi.

• La stazione spaziale a forma di testa di Sentinella è un Master Mold, una Sentinella capace di creare altre Sentinelle. Master Mold è un progetto di Bolivar Trask, già inventore delle Sentinelle. Questi tre personaggi sono stati creati da Stan Lee e Jack Kirby nei primi numeri di The X-Men.

• Il “problema cro-magnon” riecheggia le prime pagine della gestione degli X-Men di Grant Morrison, citata di nuovo nel momento in cui viene nominato il genocidio di Genosha, in cui perirono 18 milioni di mutanti.

• Il fatto che gli ambasciatori vengano portati a Gerusalemme ha degli evidenti richiami religiosi (è la città sacra per cristianesimo, ebraismo e islamismo) e inquadra la storia in ottica sionista, una lettura non estranea agli X-Men e che lo stesso Magneto evidenzia nell’albo. Quando gli ambasciatori chiedono il significato della lingua di Krakoa (una sorta di Israele mutante), Magneto risponde che loro non lo potranno imparare, proprio come la regola secondo cui un ebraico non potrà insegnare il Talmud a un gentile.

• Nel fumetto, le ambasciate estere sono sul suolo di Gerusalemme. Nella realtà, la maggior parte delle ambasciate sono nel distretto di Tel Aviv – perché gran parte delle nazioni non riconosce la città come capitale di Stato. Che ci sia una rappresentanza estera a Gerusalemme è un fatto molto importante, come testimonia il trambusto scatenato nel 2018 quando gli Stati Uniti spostarono la propria ambasciata lì.

Frase dell’albo:

«La mia famiglia ha conosciuto solo odio e persecuzione. Il mondo sosteneva che ero inferiore quando invece sapevo di essere superiore. Sul serio pensavate che ce ne saremmo rimasti per sempre in un angolo a incassare i colpi?» (Ciclope, molto risentito).

I fiori di Krakoa:

Con una peculiare mossa di marketing, durante la scorsa edizione di Lucca Comics & Games, Panini Comics ha messo in vendita i “fiori di Krakoa”. Non mi sono fatto sfuggire l’occasione per procacciarmi un paio di bustine e condividere con voi lettori la loro nascita. Che razza di fiori saranno? Mi permetteranno di creare un habitat-nazione o delle droghe tutte mie (tengo le dita incrociate)? E soprattutto: nonostante la tempistica infelice, riuscirò a mostrarvi qualcosa che non siano dei mucchietti di terriccio prima che termini la serializzazione della saga? Io comunque ho gettato il cuore oltre l’ostacolo e in questo spazio documenterò la crescita del primo lotto. Partendo dalla fila superiore abbiamo: Chris, Grant, John, Jim, Jonathan, JRJR, Frank, Chuck, Marc e Pizzicotta. Sono dieci, non per nulla.

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