Recensioni Novità "Chatwin", l'amara favola felina di Tuono Pettinato

“Chatwin”, l’amara favola felina di Tuono Pettinato

Molti umani sono ossessionati dai gatti. Sembra vogliano averli sotto gli occhi sempre, a giudicare dalla ricorrenza sul web di immagini, video e meme. E sembra non abbiano pace quando quelli scompaiono, uscendo dalla porta di casa con il loro proverbiale passo felpato. Questo (talvolta perverso) rapporto uomo-felino, evocato attraverso una raccolta di annunci su gatti smarriti, segna l’apertura di Chatwin – Gatto per forza, randagio per scelta di Tuono Pettinato (Nevermind, L’odiario, We Are the Champions).

Chatwin Tuono Pettinato

Chatwin è un gatto domestico molto affezionato alla sua famiglia, ha imparato a leggere, e dalle mappe disegnate dal padrone cartografo scopre che il mondo è troppo vasto per non esplorarlo. Capisce, pur dolorosamente, di aspirare a un’incondizionata libertà, a discapito della sicurezza e del calore di casa.

Come nelle favole antiche, l’animale parlante si fa simbolo di comportamenti e aspirazioni tipicamente umani. E in effetti, «meglio selvaggi che asserviti» è il messaggio della favola di Fedro del cane e del lupo. Ma qui si parla di gatti che negano gli stereotipi sui felini, in particolare l’idea – ripetuta sempre identica nelle conversazioni oziose del tipo «preferisci i gatti o i cani?» –  per cui i gatti sono eleganti, furbi e indipendenti.

Chatwin Tuono Pettinato

I gatti di Tuono Pettinato sono brutti, o imbruttiti dalla vita, e sono sempre in balia degli eventi, incapaci di difendersi. Troppo inquieti per passare ore intere a dormire, si sentono prigionieri anche quando sono randagi, e sono profondamente infelici.

Il protagonista della storia ha inoltre un destino nel nome. Una delle frasi più celebri di Bruce Chatwin è «La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi» (da Che ci faccio qui?). Lo scrittore britannico è universalmente noto per aver individuato nel viaggio e nel nomadismo non solo la sua filosofia di vita, ma addirittura il senso dell’esistenza umana. Il gatto Chatwin eredita questa vocazione al viaggio, ma non si accontenta di vagare, vuole avere una direzione. 

Tende con tutto se stesso a capire dove andare, ma quando finalmente individua la meta è l’inizio della fine. Si tinge così di pessimismo cosmico la frase che all’inizio della storia pronuncia pensando al caro cucciolo umano che sta per abbandonare: «Un giorno sarà un gatto anche lui e mi capirà».

Il segno grafico distintivo di Tuono Pettinato, essenziale, intenzionalmente infantile, a tratti grottesco, supporta dialoghi che passano dall’aforisma ben ponderato al discorso talvolta ingombrante. La storia scorre con la chiara freddezza di un ragionamento filosofico, lasciando pochissimo spazio al coinvolgimento emotivo – forse soltanto nella poetica chiusura.

Ma perché commuoversi quando lo scopo di ogni favola è la morale? La storia del gatto Chatwin serve a questo: a ricordarci che la nostra esistenza è una domanda aperta, che forse non presuppone nessuna risposta.

Chatwin. Gatto per forza, randagio per scelta
di Tuono Pettinato
Rizzoli Lizard, ottobre 2019
Cartonato a colori, pp. 160
19,00 €

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