L’ultima storia di Vincenzo Paperica

Con la storia Zio Paperone, Paperica e l’intervista definitiva, pubblicata su Topolino 3349 a fine gennaio, Vincenzo Mollica e il suo alter ego fumettistico – Vincenzo Paperica – hanno salutato il mondo Disney. Sono stati Fausto Vitaliano e Giorgio Cavazzano a firmare la storia d’addio, un omaggio al giornalista di Rai 1 che sarebbe dovuto andare in pensione il 27 gennaio 2020 (scadenza poi posticipata al 29 febbraio, per permettergli di coprire il Festival di Sanremo).

Topolino 3349 Paperica
La copertina di Topolino 3349, dedicata a Paperica

La storia era stata pensata sotto la direzione di Valentina De Poli, direttrice del settimanale fino al 2018, che spiega a Fumettologica: «Era stata preparata per il pensionamento inizialmente annunciato per il 2018 – doveva essere una sorpresa da parte nostra – e invece poi, come spesso capita, sono cambiati i conteggi e abbiamo dovuto fermarla al volo».

Da sempre appassionato di fumetti (collaborò con l’editore Il Grifo e introdusse Milo Manara a Federico Fellini, facendoli collaborare su Viaggio a Tulum e Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet), attraverso i suoi servizi televisivi negli anni ha fatto conoscere al pubblico generalista i nomi e le opere di Andrea Pazienza, Milo Manara, Giorgio Cavazzano, Hugo Pratt e Guido Crepax. L’associazione con l’alter ego disneyano è cara a Mollica a tal punto che in più occasioni ha detto di aver ordinato, tra le sue ultime volontà, di far incidere sulla propria lapide la frase: «Qui giace Vincenzo Paperica che tra gli umani fu Mollica».

Zio Paperone, Paperica e l’intervista definitiva
Da Zio Paperone, Paperica e l’intervista definitiva

La prima storia con Paperica risale agli anni Novanta. All’epoca, l’allora direttore di Topolino Paolo Cavaglione convinse diversi nomi di peso della cultura italiana a scrivere soggetti per il settimanale (Enzo Biagi, Renzo Arbore, Luciano Benetton, Mario Monicelli, Gigi Proietti). «Abbiamo deciso di proporre a personaggi famosi di diventare soggettisti Disney, per confermare un dato di fatto: Topolino, Paperino e gli altri personaggi della banda appartengono alla nostra cultura a pieno titolo» disse Cavaglione a Repubblica.

Tra questi anche Mollica, amico di Giorgio Cavazzano e sprone per la realizzazione della versione Disney di Casablanca, negli anni Ottanta. Il giornalista fu autore di Paperino Oscar del centenario, apparsa nel 1995 su Topolino n. 2074, disegnata proprio da Cavazzano. Nell’avventura, Paperica – alla sua prima apparizione – festeggia i cento anni del cinematografo volando a Los Angeles e incontrando, insieme a Paperino, i nomi che hanno fatto la Storia del mezzo (da Totò a Marilyn Monroe passando per, ovviamente, Topolino), in una carrellata di camei che culmina con la riproposizione a fumetti dell’intervista a Benigni in cui il comico toscano gli era saltato in spalle.

Paperica e Totò

Mollica raccontò il soggetto a Cavazzano per telefono, e il disegnatore rimase folgorato dalla sintetica descrizione di Los Angeles che gli fece il giornalista: «Un mare di luci a perdita d’occhio». È proprio con una splash page sulla città degli angeli che si apre la storia.

Il design di Paperica non fu però (solo) farina del sacco di Cavazzano. Il personaggio era infatti nato da un disegno di Andrea Pazienza, negli anni Ottanta, durante una serata al Club Tenco. «Andrea aveva incontrato Gino Paoli e non si erano trovati molto simpatici» spiegò Mollica nella trasmissione radio Prima che mi dimentichi di tutto. «Arrivò e disse “Ho fatto due disegni”».

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La versione “paperizzata” di Mollica, ovvero Paperica, secondo Andrea Pazienza

Uno era un’immagine di Paoli con una pistola puntata alla tempia e la pallottola che rimbalza. Dall’altra parte del foglio, una caricatura di Mollica sotto forma di papero, Vincenzo Paperica. «Personalmente ho fatto ben poco», chiosa Cavazzano, «Paperica l’aveva già magnificamente definito Pazienza». Il disegnatore veneziano fece indossare a Paperica la camicia da giocatore di bowling e il cappello con il biglietto “press”, rimpiazzando la Lacoste e gli occhiali a goccia che gli aveva affibbiato Pazienza.

«Per me Vincenzo è stato fondamentale, come consigliere, come protagonista, come ideatore di storie ed eventi» confida De Poli. «Da direttore è stata la prima persona che ho chiamato per la presentazione del nuovo Topolino del dicembre del 2007. È una delle persone che meglio ci faceva capire che stavamo facendo un lavoro di altissimo livello, secondi a nessuno.»

Topolino strinse un rapporto particolare con il cronista, che è poi comparso in altre quattordici avventure a sfondo mondano, tra il 1996 e oggi, quasi sempre su soggetto di Mollica e disegnate il più delle volte da Cavazzano. Mollica veniva stimolato dalla redazione, con cui discuteva della trama al telefono, ma in qualche occasione offriva di sua sponte le idee, alcune anche molto ambiziose che non videro mai la luce: per esempio tentò di coinvolgere Roberto Benigni in una (nuova) parodia della Divina Commedia e Carlo Verdone in una storia a tema cinematografico.

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Vincenzo Mollica e Paperica a Milano, 14 dicembre 2007. durante la presentazione del nuovo Topolino | Foto di Gianfranco Goria via Flickr

«Il suo input creativo era dettato dalla generosità e dal senso della notizia» spiega Valentina De Poli. «Era generosissimo anche quando gli comunicavamo qualcosa di cui era all’oscuro, come le storie di Topalbano, per esempio. “Avete fatto una cosa meravigliosa!” e usciva di casa con la sua troupe per recarsi in studio da Camilleri e realizzare un’intervista che nessuno gli aveva ordinato.»

La connessione con Mollica offriva inoltre un gancio pubblicitario non indifferente, anche se, precisa De Poli, «un passaggio al TG1 in prima serata è prestigioso, ma non sposta le vendite. In quel caso l’aiuto di Mollica serve per ribadire che Topolino c’è ed è più vivo che mai».

Negli anni, Paperica è andato in televisione (Zio Paperone, Paperica e il ballo delle st(a)elle), ha incontrato Brasko (Zio Paperone, Paperica e il concerto del comandante), Paperello (Paperino & Paperica in giallo in onda) e Mina Uack (Paperino, Paperica e il Natale in sordina), alter ego rispettivamente di Vasco Rossi, Fiorello e Mina, quest’ultima coinvolta grazie all’intercessione di Mollica.

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Da Paperica & Paperino in missione festival

È stato inviato al festival del cinema di Venezia (Paperica in: Pedate da star), Roma (Paperica e il doppio fiasco di successo) e Cannes (Paperica e l’anniversario stellare), a Sanremo (Paperica e il festival della canzone stonata, Paperica & Paperino in missione festival, Paperino, Paperica e il festival spiantato), perfino ai premi Nobel – che in Paperica e la nonna da Nobel insignirono Nonna Papera, autrice di una storia d’amore tra punto e virgola ispirata a Gianni Rodari e occasione per Cavazzano di disegnare alcune delle pagine più immaginifiche mai apparse sul settimanale. «Mollica è stato un vero ambasciatore per Paperopoli e Topolinia e lo ha fatto perché sentiva sulla sua pelle di farne parte.»

«Si è sempre speso attivamente, nel suo lavoro, per parlare di Topolino e raccontare quanto il nostro giornale sia portatore di divertimento ed evasione, ma anche di divulgazione e conoscenza» scrive il direttore Alex Bertani nell’editoriale di Topolino 3349. «Con Zio Paperone, Paperica e l’intervista definitiva la redazione vuole rendere un ultimo omaggio alla «passione che ha mostrato nei confronti di Topolino ogni volta che l’ha raccontato.»

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