Le incertezze del nostro tempo nei fumetti di Jillian Tamaki

di Valeria Righele

Senza Limiti (Coconino Press, 2019) è il libro più recente di Jillian Tamaki uscito in Italia, dopo E la chiamano estate e Skim, sofisticati coming-of-age che aveva realizzato con la cugina, la scrittrice Mariko Tamaki. Si tratta del suo secondo volume da autrice unica, dopo SuperMutant Magic Academy, graphic novel indirizzato a un pubblico di giovanissimi, inedito in Italia.

Senza limiti Jillian Tamaki Coconino

Le nove storie di questa antologia (apparse online su Hazlitt.net, o su testate come Frontier o Nobrow) raccontano brevi spaccati di vita che hanno a che fare con consumismo, internet culture, fandom ossessivi, musica ipnotica, case da disinfestare, marketing piramidale e sitcom pornografiche. Le protagoniste sono tutte donne alle prese con le incertezze del nostro tempo e con i tentativi personali, spesso incidentati, di far conciliare la vita online e quella reale.

Emozioni e registro visivo cambiano con gli episodi, che hanno una lunghezza variabile dalle quattordici alle trenta pagine. Jillian Tamaki sembra voler rifuggire qualsivoglia limite formale, continuando inesorabile i suoi esperimenti con lo spazio delle pagine (la prima e l’ultima storia ad esempio vanno lette girando il libro in verticale, piegando la testa di conseguenza), costruendo una compilation inaspettata di allegorie, humour, tristezza e puro terrore.

In Il sistema Clairfree, le false promesse di guadagno di un’azienda di cosmetici che pratica marketing piramidale sono smascherate e rese ridicole dallo straniante accostamento horror-esoterico dei disegni con cui vengono rappresentate.

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In Semi-vita il corpo di Helen inizia misteriosamente a “ridursi”, fino a farla diventare minuscola. Lei però non va nel panico, ma con lucidità (e serenità persino) si adatta al cambiamento, accogliendolo. Una metafora dell’invecchiamento, come ha spiegato la stessa Tamaki, che di anni ne aveva trentadue quando ha disegnato la storia: «Invecchiare è morire, no? Ecco perché andiamo tutti fuori di testa quando ci pensiamo. Ma in fondo questo processo va affrontato con serenità – Perdi il controllo del tuo corpo, ma con grazia».

Darla! invece è l’unica storia in cui la voce narrante è affidata ad un uomo: un produttore televisivo che negli anni Novanta aveva ideato una serie televisiva smaccatamente porno, cancellata dopo pochi episodi. Quando la sitcom torna in auge grazie agli upload pirata su internet, Frank torna a godere della popolarità perduta, ma non smette di rammaricarsi del fatto che le nuove generazioni sbeffeggino la sua creazione, senza coglierne il cosiddetto valore emotivo. Darla, la protagonista del programma, viene menzionata nei suoi ricordi e appare in numerosi primi piani, ma la sua voce ci è negata. Ma tanto a Frank gliene importa il giusto, perché chiosa paternalisticamente: «Non so che fine abbia fatto. Spero si sia sposata e abbia avuto un paio di figli. Era una ragazza dolce».

Tamaki – virtuosa di un disegno morbido e spesso al limite del cartoony, qui in grande spolvero come narratrice dalla sopraffina capacità di osservazione delle cose del mondo – è assai abile nel dedicare grande attenzione alla costruzione, all’evoluzione e al trattamento dei suoi personaggi, soprattutto femminili. Le donne di Senza limiti vivono e vibrano davvero sulla pagina; sono donne intelligenti, sensibili, incazzate, stronze, confuse. Hanno età, corpi, gusti sessuali, classi e colori differenti ma sono tutte ugualmente bramose di trascendere la propria normalità e le aspettative che la società nutre verso di loro.

jillian tamaki

Canadese di origine giapponese, cresciuta nella bianca bianchissima Calgary e abituata per anni a essere l’unica persona di origini asiatiche della scuola, Tamaki è dichiaratamente femminista e consapevole che la rappresentazione nell’arte e nei media sia uno strumento potentissimo, che le può permettere di raccontare in maniera inclusiva esperienze e culture diverse (anche a lettori molto giovani, come nel caso delle opere co-create con Mariko).

A volte sembra lavorare su testo e immagine come se fossero due canali separati, due flussi di informazione distinti che finiranno per supportarsi o confliggere. 1.Jenny, ad esempio, è la storia di una ragazza che scopre di avere una sosia su Facebook (o meglio su una versione mirror di Facebook: un sito che è la copia speculare del social originale). Tutta la vicenda si snoda attorno a questo dualismo e al rapporto della protagonista con l’alter ego che non conoscerà mai di persona, ma potrà osservare giorno per giorno online. Mentre il testo va in una direzione, le tavole si popolano di piante e di una vegetazione pullulante: Jenny lavora in un vivaio, ma lo scopriremo più avanti nella storia. Quale metafora migliore, se non quella “organica”, per rappresentare come funziona internet?

In Sexcoven, ambientata negli anni dell’internet in 56k, un pezzo di musica drone lungo sei ore, caricato online da un anonimo, diventa virale tra la popolazione under 25. La traccia è in grado di provocare negli ascoltatori uno stato di allucinata euforia; nascono forum dedicati, ascolti di gruppo nei boschi e orge che preoccupano i genitori. Col tempo la moda passa, e anche i fan più accaniti se ne dimenticano, salvo uno sparuto gruppo di fedelissimi (tra cui la narratrice, Raven) che si fa chiamare The Tech e continua a idolatrare questo mp3 creandoci sopra un culto che ha come scopo la sua decodificazione e una comprensione più alta.

Senza limiti Jillian Tamaki Coconino

Diagrammi, numeri, teoremi e video player convivono sulla pagina con nuvole, sabbia, acqua, vento e aria: elementi naturali e linguaggio informatico si compenetrano, su uno sfondo blu-verde che ci scalda e rilassa. È una storia intrigante e inquietante, che lascia intravedere i modi in cui interazioni e coinvolgimento degli utenti incideranno in futuro sulla percezione di certi contenuti online, il loro gradimento o la loro rovina e nel contempo consegna con discrezione una lezione sul crescere venendo a patti con le utopie giovanili.

Viene da chiedersi se in questo caos almeno gli animali se la cavino meglio di noi. Nel capitolo finale, anch’esso intitolato Senza limiti sembrerebbero così sicuri di sé, mentre ci raccontano la loro quotidianità. Ma la verità è che la loro vita è ben più limitata della nostra. Anche l’uccello più impettito può soccombere sotto il filo invisibile di una ragnatela. Lo scoiattolo è in competizione con i suoi simili per marcare il territorio. La mosca ha una vita mediamente breve, che può finire amaramente tra le pagine di un libro.

I limiti raccontati da Jillian Tamaki sono sia personali che collettivi, umani ma anche naturali. È questo che la rende una lettura concettuale, eccitante, che sfida il lettore: fa riflettere sulla dimensione profonda dell’essere e su come vogliamo affrontarla. E chiudendo il libro con una risata («Ahah!»), forse Tamaki ci suggerisce come ha scelto di affrontare lei la questione.

Senza limiti
di Jillian Tamaki
traduzione di Elisabetta Mongardi
Coconino Press, ottobre 2019
brossurato, 248 pp., colore
24,99 €

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