“La società dei draghi del tè”, il fumetto fiabesco di Katie O’Neill

di Vanessa Maran

Cosa hanno in comune i draghi e il tè? Nulla. Eppure l’illustratrice neozelandese Katie O’Neill racconta di creature che sono un po’ entrambe le cose in La società dei draghi del tè, pubblicato in Italia da saldaPress.

societa draghi te

Il fumetto ha avuto una vita tipica di tanti concept bizzarri, nati da associazioni di idee tanto libere quanto strambe. Era nato come webcomic nel 2016, ed è possibile ancora leggerlo online, in lingua originale. Katie O’Neill prendeva così le mosse da alcune delle sue più grandi passioni – il tè e gli animali, guarda caso – per illustrare una storia ambientata in un mondo di fantasia, popolato da goblin, animali antropomorfi e, ovviamente, draghi. Potrebbe sembrare un mondo fantasy pieno di pericoli, ma in realtà tutti vivono in pace e sembra non esistere nessun nemico da combattere.

In questa atmosfera serena vive Greta, una ragazzina-goblin che sta imparando dalla madre l’antico mestiere del fabbro. Un giorno la protagonista si imbatte in un insolito animale, che soccorre e riporta al suo legittimo padrone, Hesekiel: scopre così che si tratta di un drago del tè, dalle cui corna spuntano delle piccole foglioline che sono l’ideale per… preparare diversi tipi di tè!

draghi te

Come in una versione fantasiosa di Alla ricerca del tempo perduto, bere il tè dei draghi permette di vedere i ricordi di queste magiche creature, caratteristica che all’interno del fumetto offre un ottimo espediente per conoscere il passato dei personaggi. La preparazione di questi infusi pregiati, scopriamo, ha infatti una lunga tradizione, che Greta decide di apprendere grazie ad Hesekiel ed al compagno Erik, esperti in materia. Durante questo suo insolito apprendistato, Greta conoscerà anche Minette, una ragazza dai lunghi capelli rosa che nasconde un passato complicato.

Ancor prima della storia, a dire il vero, quello che colpisce di La società dei draghi del tè sono soprattutto le decorazioni floreali e gli sfondi ornamentali, che spesso non mostrano un ambiente preciso. Anzi, non seguono nessuna regola prospettica: spesso è come se i personaggi si trovassero all’interno di una stampa giapponese o in un’illustrazione Art Nouveau, dove a regnare è la bidimensionalità. Scopo dell’autrice sembra quello di immergere il lettore non in un mondo ben preciso, ma in un’atmosfera calda e accogliente, prediligendo questa ad un’ambientazione più “concreta”.

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Una simile scelta va a braccetto con il racconto stesso, dove nulla sembra turbare la tranquilla quotidianità di Greta e l’impegno che dedica nell’imparare due arti che stanno lentamente scomparendo: quella del fabbro e quella degli allevatori di draghi del tè. C’è una certa malinconia in questo continuo accennare a mondi e tradizioni che stanno svanendo, specialmente quando l’autrice ci mostra il passato dei personaggi adulti, ricco di avventure e di imprevisti.

Un modo per dirci che la magia appartiene solo al passato? Niente nostalgia fine a sé stessa, per fortuna: Katie O’Neill ci racconta che la vera magia si trova non tanto nelle avventure spericolate, ma nella nostra quotidianità, in quello che impariamo giorno dopo giorno e nei legami che stringiamo con le altre persone, che diventano sempre più forti e importanti per noi. E il passato non scompare per sempre: resiste e si rinnova con le nuove generazioni, trovando nuove vie per riprodursi, trasformarsi e nutrire il presente.

Leggere La società dei draghi del tè, allora, sarà come sorseggiare una tisana bollente avvolti in una morbida coperta. Non una roboante esperienza eccezionale, ma una coccola della durata di una sera. Una bella serata, in fondo.

La società dei draghi del tè
di Katie O’Neill
traduzione di Deborah Cerri
saldaPress, ottobre 2019
cartonato, 60 pp., colore
18,00 €

Leggi le prime pagine del fumetto

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