Nello studio di Grégory Panaccione

Per la nostra rubrica #tavolidadisegno, siamo entrati nello studio milanese di Grégory Panaccione, animatore e fumettista francese, che ha pubblicato in Francia per Delcourt e in Italia per Panini Comics, Bao Publishing e ReNoir Comics. Con Un oceano d’amore ha vinto il premio FNAC per il miglior fumetto del 2015 e nel 2019 è stato candidato a tre Eisner Awards. Il suo ultimo lavoro è Un’estate senza mamma. Come al solito gli abbiamo fatto 5 domande e scattato diverse foto.

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Quali sono i progetti a cui stai lavorando attualmente?

Sto lavorando ad un nuovo fumetto con Bruno Bozzetto alla sceneggiatura [il secondo, dopo Minivip & Supervip. Il mistero del via vai del 2018, ndr]. Sarà pubblicato da Delcourt in bianco e nero, e saranno circa 100 pagine. È la storia di un microbo che s’innamora di una star del cinema. È completamente assurdo e divertente. 

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Quali sono gli strumenti che usi per disegnare?

Uso essenzialmente china e pennino su carta formato A3. Non posso specificare le marche dei pennini perché le cambio in continuazione, sono ai primi passi con questo metodo di lavoro. Prima lavoravo tutto in digitale, ma da marzo scorso ho deciso di passare a un metodo tradizionale.

Hai qualche abitudine prima di metterti a disegnare?

Non particolarmente…Provo a chiudere i problemi amministrativi e a rispondere alle email prima di iniziare a lavorare, così ho la mente libera per concentrarmi. 

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Ci sono libri o fumetti che devono essere a portata di mano mentre disegni?

Si, secondo allo stile che utilizzo in quello che sto facendo. Ad esempio per il lavoro su Donjon Antipodes -10000 – L’Armée du crâne, della serie La fortezza, avevo sempre sotto mano i disegni di Christophe Blain. Adesso mi tengo sempre vicino Cazado di Moebius.

Hai qualche oggetto in studio a cui sei particolarmente affezionato?

Purtroppo non ho nessun oggetto particolare. Però abbiamo un’abitudine in studio: visto che siamo in 10 andiamo tutti a pranzo mangiare insieme e approfittiamo della pausa per disegnare sulle tovaglie dei ristoranti. Riuniamo questi disegni su una pagina Facebook “Le tovagliette dei Capurso”.

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