Cinque stili per dire l’amore (e il fumetto) con Giovanni Truppi

di Alessio Altieri

La musica sta bene su tutto. Se è quella viscerale e Vera di Giovanni Truppi, capace di aderire all’esistenza e coprirla interamente come un’erba rampicante, poi, sta bene anche con i fumetti. 5 è il nuovo Ep del cantautore, Cinque è la raccolta di racconti illustrati, dei flash, brevi viaggi per immagini per ognuna delle canzoni del disco, che ovviamente sono cinque. Libro e CD sono usciti il 31 gennaio in un unico formato edito da Coconino Press. 

Tre le reinterpretazioni, quella di Mia (con Calcutta), Due segreti (con La rappresentante di lista) e Conoscersi in una situazione di difficoltà (con Niccolò Fabi), brani tratti dal prezioso Poesia e Civiltà, il disco uscito a marzo 2019, più i due inediti Procreare (con Brunori Sas) e Il tuo numero di telefono. Cinque brani illustrati da sei tra i migliori autori del fumetto italiano: la coppia Fulvio Risuleo e Antonio Pronostico, Pietro Scarnera, Cristina Portolano, Mara Cerri, Zuzu.

Di videoclip animati ce ne sono a bizzeffe, così come copertine di dischi create da giganti dell’illustrazione (tre nomi su tutti: Tanino Liberatore per Frank Zappa, Dave Gibbons per i Jethro Tull, Frank Frazetta per i Molly Hatchet) ma l’idea di codificare in immagini una canzone attraverso un fumetto, ovvero di sostituire il videoclip con un racconto disegnato, è una novità per il panorama italiano. Si potrebbe dire che è un progetto iper sensoriale: si ascoltano le canzoni, si leggono i testi e si guardano le immagini. In un passaggio di Due segreti, Giovanni Truppi parla del prosciugamento delle “seconde vite di ogni parola”, con Cinque  le parole assumono peso e forma, tridimensionalità e colore, diventano fuoco. 

Un fuoco su cui soffia il talento dei fumettisti, che hanno lavorato a modo loro sul testo, divisi tra chi si è attenuto in modo più rigoroso, e chi, usandolo come base, ha proceduto poi per astrazione. 5 è un concept album sull’amore, e Truppi è talmente bravo da non farlo sembrare banale nemmeno per un attimo. Lo sono stati altrettanto gli artisti, avanzando una loro proposta di cosa disegnano quando disegnano d’amore.  

Mia, di Fulvio Risuleo e Antonio Pronostico

truppi cinque mia

In tempi non sospetti, Antonio Pronostico scriveva su Instagram che se avesse dovuto scegliere una colonna sonora per i propri disegni, avrebbe scelto Giovanni Truppi. Meno di un anno dopo, il suo spunto è stato realizzato. Prima ancora che il progetto Cinque venisse annunciato, il 22 novembre è uscita questa versione di Mia cantata con Calcutta. Lo stesso giorno Fumettologica ha presentato in esclusiva la storia a fumetti ispirata alla canzone, scritta da Risuleo e disegnata da Pronostico, i due autori di Sniff

È proprio questo racconto ad aprire 5, in un immaginario vicinissimo al primo graphic novel dei due autori, tanto che in un altro contesto avremmo detto che sembra ambientato nello stesso universo. I due hanno rielaborato Mia come la storia di un amore finito ma non già assopito, di una separazione imposta ma ancora mal digerita, soprattutto da lui. Nel bel mezzo di un presente fatto di pene d’amore a tinte arancione, blu e verde, c’è una fuga immaginifica, proprio come quella della canzone, salvifica e consolatoria, sospesa tra il rosa e il blu. Dopo questa magia, il ritorno alla vita dell’ultima tavola sarà leggero e aperto a qualcos’altro. Qualcosa che potrebbe chiamarsi amore. 

Due Segreti, di Pietro Scarnera 

truppi cinque Due Segreti di Pietro Scarnera

Il cosmo complesso e sentimentale di un letto e dei due comodini ai suoi lati, le routine solitarie per riempire i momenti di assenza dell’altro, i piccoli vezzi privati che riempiono le attese. È così che Pietro Scarnera ha disegnato Due Segreti. La canzone è il pretesto, l’attacco di questo quadretto privato, esce dalla radiosveglia sul comodino di lui e rimane in testa a lei, che non sa il titolo, e allora lui lo trova e glielo regala in un post-it. Otto tavole di un’intimità che fa arrossire, illustrate con la solita eleganza essenziale e diretta di Scarnera, con due personaggi senza volto ma con pensieri precisi e sentimenti lucenti, un contesto un po’ trasognato e lirico, proprio come la canzone, ovattato tra marrone, rosa chiaro e molto blu. Una rielaborazione che restituisce perfetto il complesso “sistema di nodi” di cui parla Truppi, dove Scarnera li scioglie e li rilega. 

Conoscersi in una situazione di difficoltà, di Cristina Portolano

Conoscersi in una situazione di difficoltà Cristina Portolano

“Non ti preoccupare, nelle cose scure come nelle cose chiare noi ci andremo insieme, come due cavalieri”, canta Truppi, e Portolano lo prende alla lettera. L’illustratrice, che aveva già disegnato la copertina del disco Giovanni Truppi, e che del cantautore è amica e fan (e da brava seguace, fa proselitismo: è stata lei a far conoscere la musica di Truppi a Scarnera) immagina per questa canzone un’ambientazione medievale fatta di cavalli, lance e cavalieri. Un duello che diventa un incontro, una conoscenza nel massimo momento di difficoltà, quando si lotta per la vita, con la scelta di farla diventare un’opportunità per altro. Per l’amore, ovviamente, un amore tutto rosa, giallo e arancione, un amore dove le lance volano giù dal burrone, così come le inibizioni.

Procreare, di Mara Cerri

truppi cinque Procreare Mara Cerri

Mara Cerri ha deciso di non farsi sfuggire niente del primo inedito del disco. Sette tavole in cui viene riportato l’intero testo e in cui spesso l’illustrazione segue letteralmente il senso delle parole. Ma lo fa a modo suo, con quel tocco fatato che il suo tratto e il suo colore hanno, quella delicatezza poetica sottesa a ogni canzone di Truppi, che in Procreare esplode con tanta luce e speranza, in un ottimismo non incondizionato ma raggiunto, conquistato. Nella storia che più di tutti assomiglia a un videoclip, la forza della breve narrazione sta nell’attenzione ai dettagli che l’artista ha scelto di mettere al centro, un orecchio, un dente, una visionaria scena teatrale, una passeggiata sotto i portici. Piccoli diletti che ci mostrano gli infinitesimali ma vitali godimenti giornalieri, animali o spirituali che siano, quelli che, quando va bene, ci convincono che in fondo anche se fosse tutto qui, potrebbe andarci bene. 

Il tuo numero di telefono, di Zuzu

truppi zuzu

C’è un humus comune da cui si cibano la delicatezza struggente della canzone e il tratto punk e graffiato di Zuzu: l’enorme fragilità, intesa come una vitalità debordante, un amore che accartoccia tutto, che può arrivare ad annichilire, ma che è necessario. In Truppi c’è una vena di ponderata accettazione, un risultato ottenuto – lo si intuisce, con un enorme dispendio di energie – ma ora custodito preziosamente: la capacità di essere in pace col proprio amare, indipendentemente dall’altro. Zuzu, che è di quindici anni più giovane del cantautore, disegna l’impaccio e l’inadeguatezza, la possibilità di sostenerlo solo se aiutati, protetti. Un cortocircuito perfetto tra chi, con ancora il sudore che scende dalla fronte, è arrivato in cima alla montagna e chi, con tutto il timore di chi se la vede davanti, inizia a scalarla.

Cinque
di Giovanni Truppi e Aa. Vv.
Coconino Press, gennaio 2020
CD + Libro (64 pp., colore)
24,00 €

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