Migliori Fumetti 2019 – International: Malesia

Durante il mese di marzo, Fumettologica pubblicherà ogni giorno una speciale rassegna sul meglio del fumetto mondiale nel 2019. Si tratta della traduzione, con qualche contributo inedito, del ‘best of’ che il britannico Paul Gravett – il più importante critico di fumetti europeo, definito da Neil Gaiman “The man at the crossroads” – pubblica ogni anno sul proprio sito.

La selezione è un’autentica bussola sulle novità e le tendenze soprattutto nell’ambito del graphic novel (ma non solo), è seguita da molti professionisti dell’editoria di fumetto, ed è realizzata grazie alla collaborazione di una vasta rete di corrispondenti stranieri (per l’Italia, il nostro direttore Matteo Stefanelli). Soprattutto, si tratta di una playlist utile per scoprire quali sono le opere più interessanti pubblicate in Paesi che vanno al di là dei tre mercati principali del fumetto globale – Giappone, Stati Uniti, Francia – e che quest’anno sono 15, dall’Argentina alla Corea del Sud a Singapore.

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Malesia

Kartun Anti Racism, Zunar (autoproduzione)

Zunar ha vinto la sua battaglia. La sua nemesi, l’ex primo ministro malese Najib e la moglie Rosmah, sono sotto processo per corruzione. Dopo cosa ci sarà? La sfida è questa costante, per un vignettista satirico. Ci sarà sempre un altro rivale. E si spera che abbia tratti e caratteristiche da poter rendere in caricatura. L’incubo peggiore per il vignettista satirico è dover disegnare qualcuno dai tratti talmente neutri che lo rendano impossibile da ritrarre e da prendere in giro.

Zunar ha un problema, adesso. Ora il suo nemico è il razzismo. Come concetto, sappiamo tutti che il razzismo è una gran brutta cosa. Ma in che modo lo si ritrae in un fumetto? Non c’è una persona specifica da attaccare per affrontare questo problema. Si può scegliere di caricaturare una particolare razza, per riuscirci. Ma questo vuol dire applicare stereotipi razzisti. E va riconosciuto a Zunar che ha sempre evitato una tale pratica, restando sempre sincero e onesto verso i propri ideali. È ancora quel tipo di fumettista con gli attributi che riesce egregiamente nel proprio lavoro. Consiglio di leggere questa raccolta assieme alla sua biografia, Fight Through Cartoons (Marshall Cavendish).

Fatah: Kartunis Akbar TerengganuSabri Said (editore: RKKM Cartoon and Comic Gallery)

Nel 2015, c’è stata una mostra dedicata alla rivista Gila Gila, che si è tenuta a Kuala Lumpur. Da allora, ho fatto il possibile per saperne di più sulla storia dei fumetti malesi degli anni Settanta, al di là del lavoro del fumettista Lat.

Fortunatamente, nel 2017 è stata aperta la galleria RKKM (‘Rumah Kartun & Komik Malaysia’), che sta archiviando, esibendo e pubblicando i lavori di alcuni degli autori pionieri di quell’epoca. Una grande pubblicazione è uscita lo scorso anno sul fumettista sessantaseienne Fatah, che sta soffrendo di una malattia neurologica, e ormai costretto sulla sedia a rotelle, non può più disegnare o dipingere.

Questa nuova biografia di Sabri Said, ex redattore di Gila Gila, colma di ristampe di vecchi fumetti, è una miniera d’oro. Sabri Said scrive: «Fatah fa parte della prima generazione di fumettisti della Malesia che hanno fatto la storia, e a partecipato alla rinascita del fumetto in Malesia durante gli anni Settanta. Negli anni Sessanta è stato il primo a creare un personaggio con un ampio background di storie e il primo a usare il dialetto Terengganu nei fumetti».

Silent Horror GoldKS Tan (editore: DarkBox Studio)

Ci sono due grandi temi che ho identificato nel fumetto del sud-est asiatico. Uno è la politica, per via delle problematiche di quelle regioni. L’altro è l’horror, per come il paganesimo ha fiorito nel sud-est asiatico pre-islamico e pre-cristiano.

KS Tan riprende e aggiorna il fumetto horror tradizionale asiatico con brevi storie mute di sesso, avidità, orgoglio, altri peccati mortali e pura malvagità old-fashion. I suoi fumetti dallo stile manga/manhwa sono un successo sui social e le sue storie hanno per protagonisti alcuni dei peggio mali legati ai social e alle tecnologie. Questi lavori si possono leggere su Instagram (darkboxofficial). Ma questo è un volume pubblicato per soddisfare i suoi fan che chiedevano un ‘Best-of’.

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Questa selezione dei migliori fumetti 2019 pubblicati in Malesia è firmata dallo scrittore Lim Cheng Tju. È stata pubblicata sul sito www.paulgravett.com, e la traduciamo qui con il permesso degli interessati.

Lim Cheng Tju scrive di storia e cultura pop di Singapore. È co-autore di The University Socialist Club e di Contest for Malaya: Tangled Strands of Modernity (Amsterdam University Press/NUS Press) e ha co-curato Liquid City Vol 2 (Image Comics), un’antologia di fumetto del sud-est asiatico. È il curatore relativo a Singapore per International Journal of Comic Art e i suoi articoli sono apparsi nel Journal of Popular Culture e in Print Quarterly. È stato consulente per la mostra itinerante Mangasia. A volte scrive anche fumetti.

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