“Quando tutto diventò blu”, raccontare la depressione a fumetti

di Valeria Righele

Quando tutto diventò blu di Alessandro Baronciani, uscito per la prima volta nel 2008 per Black Velvet, torna in una nuova edizione per Bao Publishing, che continua l’opera di riproposta dei primi lavori dell’autore pesarese in alternanza a nuove produzioni.

La veste grafica – un cartonato con copertina a colori – celebra in tutto e per tutto l’opera e il suo colore “portante” riproponendo gli interni in una bicromia aggiornata con Pantone Classic Blue. Come per la riedizione de Le ragazze nello studio di Munari (Bao Publishing, 2017), anche per Quando tutto diventò blu l’autore ha voluto aggiungere nuove pagine alla storia originaria, utilizzando anche alcuni disegni scartati dal primo editing.

quando tutto diventò blu alessandro baronciani

Uscito programmaticamente nel blue monday (20 gennaio), il giorno più triste dell’anno, il libro racconta una storia in realtà meno malinconica di quanto potrebbe sembrare. È una storia di paura, ma anche di coraggio. La protagonista è una ragazza che inizia a soffrire di attacchi di panico quando muore improvvisamente un suo compagno di università a cui era molto legata. Con un lavoro, degli amici e un fidanzato, Chiara è paralizzata all’idea di riconoscere il suo problema e ricorre a diverse terapie farmacologiche prima di riuscire a guarire.

Tutto diventa blu quando lei ha un attacco. Accade all’improvviso, sempre in modo acuto e anche se dura pochi minuti, l’effetto è estremamente debilitante. Baronciani scrive la storia usando la prima persona personale dal punto di vista della ragazza, permettendoci di sapere cosa sta vivendo e pensando: «Il cuore sembra impazzire. Devi calmarlo, devi calmarti. Adesso mi calmo… ma perdo il treno»). Il lettore si trova in una posizione quasi privilegiata, perché può comprendere la protagonista e il suo disagio. Chi le sta intorno, diversamente, non riesce ad offrirle conforto o interpretare il suo comportamento apprensivo.

quando tutto diventò blu alessandro baronciani

Col uno stile pop dal segno spesso, una griglia semplicissima da fumetto popolare (a la Diabolik) fatta di due grandi vignette di uguale dimensione per ciascuna pagina, anche a distanza di dodici anni dalla sua prima comparsa in libreria Quando tutto diventò blu non è invecchiato di un giorno.

È una storia che riesce a restituire con grande sensibilità e accuratezza la frustrazione di chi è affetto da questi episodi di paura intensa e vorrebbe liberarsene prima possibile; i meccanismi di auto-rassicurazione (i medicinali sempre in borsa perché «non si sa mai»); le inevitabili difficoltà nella gestione dei rapporti interpersonali percepiti come ansiogeni e il progressivo accettare di poter stare bene solamente da soli, in casa.

Uno dei punti cruciali del disturbo di panico è che porta con sé la preoccupazione che l’attacco si possa ripetere, azzerando ogni capacità di esporsi o farsi carico dei bisogni altrui. Così, quando Chiara si accorge che anche una sua collega di lavoro è soffre degli stessi problemi (e spesso assente per motivi di salute), invece di avvicinarsi a lei, si ritrae pensando: «Ha parlato a tutti dei suoi problemi, non sono come lei. Io non la voglio ascoltare. Quando stai male non riesci ad ascoltare altre persone che stanno male».

quando tutto diventò blu alessandro baronciani

Combattere i pregiudizi legati alla salute mentale non è semplice, specie se non c’è ancora la consapevolezza del proprio stato e l’energia necessaria per consolidare uno stato di benessere generale. Serve coraggio e una giusta guida.

Ad un certo punto, la protagonista inizia a leggere, rapita, Memorie di Adriano di Marguerite Jourcenar. Si sofferma sulle righe in cui l’imperatore romano descrive il presagio del malessere che lo porterà alla morte utilizzando la metafora dell’annegamento («Sentii, per la durata d’un secondo, affrettarsi il battito del mio cuore, poi rallentare, interrompersi, cessare, e mi parve precipitare come un sasso in una voragine buia, senza dubbio la morte. […] Ero travolto da una cascata, assordito come un tuffatore dal rombo delle acque.»)

È una trovata ormai comune nei lavori di Alessandro Baronciani, che inserisce spesso nei suoi lavori citazioni, rimandi, e apparenti digressioni per rafforzare e correggere il suo messaggio, che qui potremmo riassumere con: trovare nei libri qualcosa che parla di noi è rincuorante, a volte doloroso, ma comunque prezioso; può aiutarci a vedere le nostre esperienze da una prospettiva diversa.

La chiave della catarsi della ragazza sarà proprio quella presa di coscienza che, assieme alla giusta terapista, la aiuterà a rompere il circolo vizioso dell’ansia, evitando che le sensazioni fisiche e mentali spiacevoli vadano peggiorando.

Il libro è una sorta di viaggio nel profondo dell’animo, una storia universale di rinascita e riscoperta di sé, dotato di efficace semplicità di scrittura e di disegno.

Quando tutto diventò blu
di Alessandro Baronciani
Bao Publishing, gennaio 2020
cartonato, 128 pp., colore
17,00 €

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