10 anime da guardare in binge watching su Amazon Prime Video

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Amazon Prime Video è ormai diventata un’ampia risorsa di anime giapponesi, soprattutto in seguito all’accordo con Dynit, in grado di offrire un buon equilibrio tra classici e serie recenti. E in questi tempi di isolamento sociale abbiamo magari l’occasione di fare binge watching, per scoprire titoli che ci erano sfuggiti, serie di cui tanto si parla in giro ma che ancora non avevamo guardato, oppure ritirare fuori classici che non vedevamo più dai tempi dell’infanzia.

Quella che segue è una selezione che vuole aiutare a orientarsi tra le tante proposte della piattaforma Amazon Prime Video, con un buon equilibrio tra classici e novità, per migliorare la qualità del tempo passato in casa.

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L’imbattibile Daitarn 3

Una delle serie di robot giganti più amate di sempre, Daitarn 3 è stata un vero mito per almeno un paio di generazioni. 40 episodi pronti per il binge watching, adatta a padri e figli. La storia è semplice ma anche carica di pathos e comicità. Haran Banjo si batte a bordo del suo Daitarn 3 contro robot alieni intenzionati a schiavizzare i terrestri, guidati da Don Zauker, un cyborg dotato di un cervello umanoide.

In ogni episodio la Terra è attaccata da uno dei loro comandanti, capaci di assumere dimensioni gigantesche e sembianze mostruose. Banjo, assistito dalle sue affascinanti compagne di avventure Beauty e Reika, dal maggiordomo tuttofare Garrison e dal giovane amico Toppy, difende la Terra salendo sulla Match Patrol, un’auto trasformabile che gli permette di entrare nel Daitarn 3 e comandarlo. Banjo è un eroe sgangherato e imperfetto, e dev’essere anche per questo che ha sempre fatto breccia nel cuore dei ragazzini. Ce la fa sempre, in ogni episodio, grazie all’energia solare che permette al Daitarn 3 di sferrare il suo colpo di grazia al nemico.

(Valerio Stivè)

Vinland Saga

Un anime composto da 24 episodi e ispirato al bel più longevo manga omonimo arrivato attualmente al ventiduesimo volume (pubblicato in Italia da Star Comics). È quanto di più insolito ci si sarebbe potuto aspettare da un fumettista come Makoto Yukimura, che si è fatto conoscere al grande pubblico con una singolare opera di fantascienza, Planetes.

Vinland Saga è invece un racconto epico di impronta storica, ambientato un migliaio di anni fa e incentrato sulle gesta dei vichinghi, raccontate dal punto di vista di una manciata di personaggi ambiziosi e assetati di vendetta. La serie non risparmia sulla quantità di violenza e si appoggia su una buona documentazione storica e un character design dall’impronta realistica. Una visione adatta a un pubblico maturo.

(Valerio Stivè)

Dororo

Dororo è una serie manga di Osamu Tezuka del 1968, sulla quale già nel 1969 era stata basata una serie animata (in bianco e nero, disponibile in Italia su VVVVID). A cinquant’anni di distanza, nel 2019 la storia ha avuto una nuova trasposizione, disponibile ora su Amazon Prime Video. La serie ha per protagonista Hyakkimaru, un giovane samurai che combatte i demoni, dopo che alla nascita dodici di essi lo hanno privato di altrettante parti del corpo.

I genitori lo hanno abbandonato ma un medico lo ha accolto con sé e gli ha donato un corpo artificiale. Ad affiancarlo nella caccia ai demoni c’è il piccolo ladruncolo Dororo. Il nuovo anime è assai diverso dal manga di Tezuka e può far storcere il naso a più di un purista, dato che la sua estetica moderna non ha niente a che spartire col segno sinuoso e morbido del Dio del manga, ma siamo di fronte a un’appassionante e audace reinterpretazione di un classico.

(Valerio Stivè)

Blade of the Immortal

In Giappone, durante il Periodo Sengoku (1232 – 1603), un samurai immortale cerca di espiare le sue colpe, abbandonandosi alla violenza, alle guerre, ma concedendosi anche squarci di pietà. Tratto dal manga di Hiroaki Samura (noto in Italia come L’immortale), questo anime è una trasposizione dalla qualità altalenante.

Se da una parte emergono alcune tematiche interessanti, come la reinterpretazione di elementi storici reali, la triste condizione della donna in un Giappone in cui la violenza maschile sembra regnare su tutto e tutti, il desiderio di redenzione di un individuo travagliato, dall’altro ci sono limiti per lo più tecnici che riguardano le scelte di regia e le animazioni piuttosto piatte. Ma Blade of the Immortal resta un esperimento interessante nell’animazione contemporanea, nel tentativo di dare una interpretazione nuova a un manga estremamente coraggioso e iconoclasta.

(Andrea Fontana)

Banana Fish 

Banana Fish è una serie un po’ borderline: si tratta infatti di uno shojo manga di genere crime, che anche esteticamente si avvicina molto a un seinen. Il manga su cui è basato fu serializzato in Giappone tra il 1985 e il 1994 ma è tornato in auge negli ultimi tempi (e in Italia è stato ripubblicato da Panini Comics) grazie a questa serie animata che, in appena 24 episodi, rende giustizia all’originalità dell’opera originaria.

La storia ruota attorno al mistero che portano con sé le parole “banana fish”, pronunciate dai soldati nella guerra del Vietnam e poi da un uomo sul punto di morire, anni dopo a New York. Il protagonista, Ash, si ritrova così suo malgrado invischiato in un fitto mistero. Curiosità: il bizzarro titolo è ispirato al racconto di J.D. Salinger Un giorno ideale per i pescibanana, e anche i titoli degli episodi sono pieni di citazioni letterarie.

(Valerio Stivè)

Inuyashiki l’ultimo eroe

Tratta dal manga omonimo di Hiroya Oku, questa serie racconta le vicende del povero Inuyashiki, un uomo di mezza età con l’aspetto di un settantenne, trattato male al lavoro, bullizzato perfino in casa sua, che scopre di avere un cancro terminale. Ma questo è solo l’inizio delle disavventure straordinarie del protagonista, che entra in possesso di un corpo da robot dopo un incontro notturno con un UFO. A quel punto si ritrova a dover scegliere tra la vecchia esistenza e una vita da eroe.

La serie, composta da 11 episodi, fa sfoggio di una animazione di alto livello tecnico, che talvolta finisce però per eccedere nell’uso dell’animazione in CGI. Un difetto però che conta davvero poco, perché il vero pregio della serie sta nel tema che affronta. Nella storia iperbolica di Inuyashiki e della sua nemesi Hiro Shishigami c’è tutta l’assurdità della società contemporanea, i controsensi di un mondo che rende le persone peggiori di quelle che sono in nome di valori senza spessore. Consigliato a chi vuole un po’ di action fantascientifico non banale.

(Andrea Fontana)

Dopo la pioggia

Lo studio Wit, che ha realizzato L’attacco dei giganti e Vinland Saga ha anche avuto il pregio di trasporre in versione animata il grazioso manga After the Rain di Jun Mayuzuki. È la storia di Akira Tachibana, una liceale irrequieta che si innamora del responsabile del ristorante in cui lavora, molto più grande di lei.

L’anime rispetta lo spirito dell’opera originale, mescolando con equilibrio dramma, sentimenti, comicità e puntando tutto su personaggi studiati nel dettaglio e un’animazione minimalista ma funzionale, esaltata dai bei fondali. 13 episodi in cui immergersi in una storia semplice, divertente e mai banale, con una delicatezza talvolta poetica.

(Andrea Fontana)

Case File N°221: Kabukicho

Case File N°221: Kabukicho è una tra le proposte più recenti di Amazon Prime: in Giappone si è concluso solo a fine marzo, ma in Italia sono già disponibili tutti i 24 episodi. Si tratta di una rivisitazione moderna delle avventure di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle, però con ambientazione giapponese.

Siamo nel quartiere Kabukicho di Tokyo, dove la vita notturna è particolarmente vivace, e Sherlock e il suo assistente John H. Watson hanno a che fare con Jack lo Squartatore e sono circondati da personaggi ambigui e bizzarri. Si tratta di un anime dalle tematiche adulte, che mette insieme con equilibrio elementi del crime e della commedia.

(Valerio Stivè)

Hurricane Polimar

Sulla piattaforma sono presenti tre grandi classici della fantascienza animata degli anni Settanta: Kyashan – Il ragazzo androide (1974), Hurricane Polimar (1975) e Tekkaman – Il cavaliere dello spazio (1975), tutti prodotti da Tatsunoko, casa di produzione responsabile di grandi successi di quegli anni (come Yattaman, che purtroppo non è presente su Amazon Prime). Si tratta di serie da riguardare con spirito nostalgico ma che non sono invecchiate benissimo, a causa dei loro cliché e di animazioni non fluidissime.

Difficile dire che effetto possano fare sulla generazione contemporanea. Di questo trittico, la serie che si è conservata meglio è sicuramente Hurricane Polimar, anche grazie alla coolness del costume e delle pose del protagonista. È la storia di un eroe mascherato dalla forza sovrumana e con la capacità di trasformarsi che combatte contro organizzazioni criminali internazionali segrete.

(Valerio Stivè)

Mobile Suit Gundam

Amazon Prime Video offre un’importante occasione per rivivere o magari scoprire uno dei capisaldi dell’animazione nipponica: Mobile Suit Gundam, la serie originaria composta da ben 42 episodi realizzati nel lontano 1979 ma ancora oggi attuali, grazie alla loro forza senza tempo.

Nell’anno 0079 UC, il Principato di Zeon dichiara la secessione dalla Federazione Terrestre, dando inizio a una guerra violenta. La Federazione ha solo un’arma in grado di risolvere il conflitto: il robot gigante Gundam. Rivedere oggi il Gundam originario dimostra quanto fossero senza tempo le tematiche toccate, dall’orrore della guerra al potere dell’amore come antidoto universale a ogni male. Più si va verso la conclusione, più la serie acquisisce coraggio, diventando a tratti astratta e sperimentale. Unica e fondamentale. E una volta (ri)scoperta la prima serie, Prime offre molti altri titoli successivi del lungo ciclo di Gundam.

(Andrea Fontana)

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