La visita guidata di Isaac Perlmutter agli uffici Marvel

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William Schanes, co-fondatore di Pacific Comics e per 28 anni braccio destro di Steve Geppi a Diamond Comic Distributors, ha raccontato di una singolare visita agli uffici Marvel Comics in cui la guida era Isaac “Ike” Perlmutter, schivo imprenditore che aveva preso il controllo della compagnia a metà degli anni Novanta, aggiungendola al suo portafoglio di aziende che includeva Remington e Toy Biz.

Su Perlmutter si narrano gli aneddoti più bislacchi. Riguardo alla sua frugalità, per esempio, una volta un addetto del marketing Marvel raccontò di essere stato ripreso per aver gettato un foglio a cui era attaccata una graffetta. Perlmutter, che aveva notato lo spreco, gli disse: «Se la butti via poi te ne devo ricomprare un’altra». Nei primi anni alla Marvel, il boss pose un veto sul rinnovo della vecchia mobilia e ordinò di spegnere le luci se un ufficio restava vuoto per più di cinque minuti. Fu sempre lui a caldeggiare la sostituzione dell’esoso Terrence Howard – il primo attore a interpretare James Rhodes nei film Marvel – perché «nessuno se ne accorgerà, tanto i neri sono tutti uguali».

L’episodio raccontato da Schanes risale al 1998 e permette di scoprire qualcosa in più su una figura importante di cui però si conosce molto poco. Perlmutter era da poco a capo della Marvel e Schanes, in qualità di rappresentante del distributore Diamond – che oltre a commerciare fumetti distribuiva action figure e giocattoli – si trovava alla fiera del giocattolo di New York. «Per qualche ragione, Diamond non aveva ancora conosciuto Ike e, dato che ero in città, fissai un appuntamento con lui negli uffici Marvel» scrive Schanes. «Aveva la reputazione di essere un negoziatore impavido, senza scrupoli, frugale e amante dei meeting di breve durata.»

Perlmutter spalancò le porte in vetro acidato della sala conferenze in cui Schanes lo stava aspettando e «senza esitazioni, mi disse di seguirlo per una breve visita agli uffici della Marvel (non ebbi neanche il tempo di dirgli che c’ero già stato varie volte). Fu un tour molto strano: conosceva il nome di tutti i dipendenti che incrociavamo e le loro paghe. Superammo la centralinista, la chiamò a gran voce, dicendo che non si spaccava di lavoro e urlò lo stipendio della ragazza affinché tutti lo sentissero. Fece lo stesso per tutti quelli che incontrammo, inclusi editor e manager. Di alcuni si sbilanciava perfino a dire se avessero o meno un futuro in Marvel».

Il tour si concluse in un ufficio molto modesto, dove Perlmutter passò dieci minuti a chiedere a Schanes cosa ne pensasse dei dirigenti Marvel, poi lo portò a un meeting con alcuni dirigenti di Toy Biz. Durante l’incontro, «mi disse che avrebbe fatto un’offerta speciale alla Diamond e che il modo in cui avrei risposto avrebbe decretato il suo giudizio su di me come “vicepresidente delle vendite” (detto con uno slang sarcastico). Ike disse che il precedente gruppo dirigenziale della Marvel aveva comprato le porte in vetro acidato a oltre 10.000 dollari. Se davvero rappresentavo Steve Geppi, avrei acquistato le porte seduta stante a 10.000 dollari».

Colto alla sprovvista dall’inusuale transuzione, Schanes rispose che «quelle porte non sarebbero potute entrare nella sala conferenze della Diamond» e che Perlmutter «avrebbe potuto parlarne direttamente con Steve Geppi. Ike disse arrivederci, e fu l’ultima volta che gli parlai».

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