I 20 migliori episodi de I Simpson

Marge contro la monorotaia

Stagione 4, episodio 12 (71)

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Di che parla?

Springfield si trova a decidere come utilizzare un inaspettato surplus di entrate in seguito a una multa pagata dal signor Burns, reo di aver smaltito i rifiuti tossici della sua centrale nel parco cittadino. Un imbonitore di folle truffa la città convincendola a costruire una monorotaia che si rivelerà un abominio urbanistico nonché una minaccia per l’incolumità degli springfieldiani. Sarà solo la tenacia di Marge a salvare la popolazione.

Cos’ha di speciale?

Partiamo da un presupposto: non tutte le storie migliori de I Simpson hanno come protagonista Marge o Lisa, ma tutte le storie con protagonista Marge o Lisa sono le migliori. Le due anime femminili della famiglia sono infatti il perno emotivo attorno a cui ruota tutto l’universo simpsoniano. Sono anche le più difficili da scrivere. Quelli con Marge, in particolare, erano i copioni più complicati da risolvere, proprio per la distanza rispetto al vissuto degli autori, che potevano al massimo pescare nelle esperienze di seconda mano delle loro madri, sorelle, mogli. Quando funzionano, gli episodi Marge-centrici sono di solito i più emotivi, sia in sua presenza (Marge non essere orgogliosa) sia in sua assenza (Homer da solo, in cui la permanenza di Marge in un centro relax mette le responsabilità famigliari sulle sole spalle di Homer).

Marge contro la monorotaia però è diverso dai precedenti episodi con Marge o Lisa, per un motivo che si chiama Conan O’Brien. Fu lui a proporre – e poi sceneggiare – Marge contro la monorotaia, un’idea che gli showrunner Mike Reiss e al Jean ritenevano troppo azzardata (dentro ci sono canzoni da musical, giravolte narrative e la comparsata di Leonard Nimoy). Era un’idea talmente fuori dai canoni che, al primo ritrovo collettivo a cui partecipò Conan, Jean gli aveva consigliato di tenerla come ultima. Il risultato, frutto come al solito della mente collettiva della writers’ room, convinse gli autori ad adottare uno stile più surreale.

Quell’equilibrio perfetto tra surrealismo e realismo, fantasia e pragmatismo, fu ciò che animò la quarta stagione e che sarebbe stato ripreso dal seguente head writer, David Mirkin, nelle successive due stagioni. In questo periodo i personaggi arrivarono al massimo livello di complessità psicologica e sfaccettatura. La satira si fece acuminata e gli autori presero a levigare le sceneggiature con la cura di intagliatore, rifinendo ogni linea di dialogo, che doveva contenere prima una gag, poi due, facendo nascere l’ammonizione “Una battuta alla volta, per favore”.

Momento migliore

Come scrisse John Ortved, questo episodio «rivela la mentalità da gregge e la mancanza collettiva di ragionevolezza della città, definendo Springfield con più precisione di ogni altra puntata». Lo dimostra la battuta d’esordio di Lyle Lanley, l’affabulatore che convince Springfield a costruire la monorotaia: «Sapete, una cittadina con del denaro è un po’ come un mulo con un forno a microonde: nessuno sa dove l’abbia preso e gli venisse un colpo se saprà mai come usarlo!». Segue trascinante numero da musical che incanta la popolazione, portandola alla rovina.

Episodi simili (altrettanto belli): Grattachecca e Fichetto e Marge (Marge protesta contro la violenza nei cartoni animati); Marge in fuga (una parodia di Thelma e Louise); La facciata (Bart e Lisa diventano sceneggiatori di cartoni animati, usando il nonno come prestanome).

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