Migliori Fumetti 2019 International – Belgio e Olanda

Durante i mesi di marzo e aprile, Fumettologica pubblicherà ogni giorno una speciale rassegna sul meglio del fumetto mondiale nel 2019. Si tratta della traduzione, con qualche contributo inedito, del ‘best of’ che il britannico Paul Gravett – il più importante critico di fumetti europeo, definito da Neil Gaiman “The man at the crossroads” – pubblica ogni anno sul proprio sito.

La selezione è un’autentica bussola sulle novità e le tendenze soprattutto nell’ambito del graphic novel (ma non solo), è seguita da molti professionisti dell’editoria di fumetto, ed è realizzata grazie alla collaborazione di una vasta rete di corrispondenti stranieri (per l’Italia, il nostro direttore Matteo Stefanelli). Soprattutto, si tratta di una playlist utile per scoprire quali sono le opere più interessanti pubblicate in Paesi che vanno al di là dei tre mercati principali del fumetto globale – Giappone, Stati Uniti, Francia – e che quest’anno sono 15, dall’Argentina alla Corea del Sud a Singapore.

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Belgio e Olanda

Il 2019 è stato un grande anno per il fumetto in lingua olandese. Avrei potuto scegliere anche venti titoli interessanti, ma mi limiterò a tre debutti e tre fumetti di autori già affermati.

Beatrice, Joris Mertens (editore: Oogachtend)

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Circa un secolo fa, la giovane Beatrice vende guanti in un grande magazzino che ricorda quelli di Parigi, Bruxelles o Anversa. Di ritorno dal lavoro, nota spesso una borsa rossa che sembra non appartenere a nessuno. Un giorno, decide di assecondare la propria curiosità e porta a casa con sé la borsa. Dentro c’è un album fotografico che dà alla sua vita solitaria una svolta magica.

Servendosi di questi semplici elementi narrativi, il fumettista belga Joris Mertens all’età di cinquantuno anni ha disegnato un sorprendente debutto. La sua esperienza nel cinema e nella televisione può spiegare perché sia riuscito così bene a raccontare questa storia senza l’uso delle parole, nonostante qualche passaggio sia piuttosto complesso.

Beatrice è soprattutto un trionfo di atmosfera e stile. La città del passato rappresentata da Mertens mescola elementi diversi tra loro, con una certa connotazione parigina, sembrando allo stesso tempo sia realistica che da favola. I disegni sono a volte abbozzati a volte estremamente dettagliati, i toni rossi e quelli marroni rimandano al lavoro di Nicolas de Crécy, mentre le tinte romantiche che assume la città ricordano Amélie di Jean-Pierre Jeunet o Midnight in Paris di Woody Allen. Beatrice ha rivelato un fumettista dalle grandi potenzialità, come hanno già notato anche all’estero: all’inizio di marzo, infatti, il libro di Mertens è uscito anche in Francia per il grande editore Rue de Sèvres.

Tremen, Pim Bos (editore: Ballon Media)

Un uomo viaggia attraverso un arido paesaggio in groppa a un animale, una specie di dromedario senza testa. Incontra esseri umanoidi e passa da strutture apparentemente in rovina, il cui scopo lui sembra conoscere, a differenza del lettore. Nonostante le sue conoscenze pregresse, il suo viaggio non è privo di rischi.

Questa è la semplice storia raccontata in Tremen, il debutto del fumettista olandese Pim Bos, che dà però largo spazio a immaginazione e strane atmosfere. La forza dell’opera sta negli ottimi disegni in bianco e nero che mostrano una vivace fantasia, manifestata nei ricchi sfondi che circondano i personaggi di Bos. Il libro costruisce un intero mondo in cui indugiare. Essendo un viaggio fantascientifico muto, Tremen non può sfuggire il paragone con Arzach di Moebius. Lo si può interpretare come un omaggio, anche se Tremen appare forse più difficile da interpretare.

Bos non concede molti elementi su cui costruire la nostra interpretazione. L’interazione tra le creature e le creature mostrate nel libro sono talmente strane da ricordare L’approdo di Shaun Tan. Tremen è stato pubblicato da Dargaud per il mercato francese prima ancora che arrivasse l’edizione in lingua olandese.

Buck: de eerste man op aarde [“Buck: il primo uomo sulla Terra”], Frederik Van den Stock (edizione: Oogachtend)

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Il fumettista belga Frederik Van den Stock disegna fumetti da oltre dieci anni, ma Buck: de eerste man op aarde è il suo debutto ufficiale. È un colorato racconto alternativo della storia dell’umanità. L’Adamo di Van den Stock si chiama Buck e vive in un paradiso naturale, dove piante e animali richiedono la sua attenzione.

Van den Stock chiaramente non tenta la strada della fedeltà storica. Mostra infatti dinosauri e mammut camminare sullo sfondo insieme, pacificamente. Gli eventi mostrano la stessa attitudine anacronistica. Buck non solo inventa un linguaggio, il concetto di divinità, e l’arte, ma anche i soldi, l’artiglieria e la bomba atomica. Anche se il suo protagonista affronta il diluvio e il disastro della Torre di Babele, la storia si concentra particolarmente sulla mancanza di una compagna femminile. Van den Sock si è chiaramente divertito molto a disegnare animali ovunque nel libro e l’indice degli animali in appendice al volume trasforma Buck in una sorta di gioco in stile Dov’è Wally.

Bouvaert: Elegie voor een ezel [“Bouvaert: elegia per un asino”], Simon Spruyt (editore: Ballon Media)

Dopo il successo internazionale con Junker, il suo apprezzato graphic novel sulla nobiltà prussiana, e dopo la favola Papa Zoglu, Simon Spruyt ha basato il suo libro più recente sul mondo dell’arte di Anversa nel Diciassettesimo secolo. Bouvaert è una biografia immaginaria di un artista che sembra avere molto in comune con Peter Paul Rubens.

Come molti suoi colleghi dell’epoca, Jan Bouvaert visita l’Italia per imparare dai migliori; dipinge ritratti di bellissime duchesse su richiesta speciale del suo mecenate; ed è al lavoro su un grande altare. Nel frattempo, suo fratello Pieter si prende cura della loro madre a casa e si occupa della bottega di famiglia. Nel tempo libero, continua a scrivere l’insolita elegia – esercizio letterario comune all’epoca – di un asino. Quando Jan ritorna ad Anversa, la sua carriera prende una svolta positiva, dopo che Isabella, una giovane nobile donna in ascesa nell’alta società locale, si interessa a lui.

Spruyt attinge dall’arte dell’epoca di Rubens per immaginare il lavoro di Bouvaert, ma ricrea anche discussioni intorno all’arte nei salotti dell’epoca. Un elemento tipico del suo lavoro è l’umorismo irriverente. All’ambizione degli artisti fanno spesso da contrappeso situazioni imbarazzanti o considerazioni molto terra terra, come quando diviene chiaro che molti dei lavori di Jan Bouvaert sono di natura erotica adatti alle stanze private dei più facoltosi. Il libro di Spruyt è ricco, ben documentato, ben narrato e divertente. Bouvaert è stato immediatamente tradotto in francese da Casterman.

In Hollandia Suburbia 1: De aankomst [“In Hollandia Suburbia 1: L’arrivo”], Guido van Driel (editore: Concerto)

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Una band musicale di adolescenti in un tipico sobborgo olandese si fa chiamare In Hollandia Suburbia. Un giorno, uno dei membri della band perde un braccio quando gli cade sopra un misterioso disco di metallo. Una creature sembra vivere in un pozzo sigillato che era stato scavato per cercare gas. Un ispettore di polizia collega presto i due fatti.

Il fumettista e regista Guido van Driel non limita la trama a un’unica serie di eventi. A rendere particolare questo libro ci sono gli aneddoti e le sottotrame apparentemente non legate alla storia principale che però alla fine giocano un ruolo nel proseguo della storia, come una barzelletta con un cane scomparso, una nonna che incontra un alieno e il bassista della band che tenta di sedurre una ragazza con un foulard. Il libro inizia con la morte di uno dei personaggi principali e dei flashback raccontano gli eventi precedenti a piccoli tasselli. Poiché De aankomst, con le sue 176 pagine è solo il primo di due volumi, molte parti complesse del puzzle ancora sembrano non tornare. Conoscendo Guido van Driel, posso dire che ogni parte del mistero alla fine tornerà.

Taxi!: Verhalen vanaf de achterbank [“Taxi!: Storie dai sedili posteriori”], Aimée de Jongh (editore: Scratch Books)

Taxi è un libro che rischia di essere facilmente sottovalutato. Sfogliandolo, si vedono semplicemente viaggi in taxi apparentemente tutti simili tra loro, disegnati in bianco e nero. Dunque, il lettore che conosce già i lavori precedenti di De Jongh, The Return of the Honey Buzzard o Blossoms in Autumn (con il popolare scrittore Zidrou), potrebbe chiedersi se Taxi non sia un passo indietro. Ma è l’opposto. A differenza dei libri precedenti, Taxi è basato sulle esperienze personali dell’autrice. È composto interamente da conversazioni con tassisti a Los Angeles, Jakarta, Parigi e Washington.

La struttura del libro è meravigliosa: invece di raccontare una storia breve per ogni viaggio in taxi, De Jongh salta sempre da una conversazione all’altra. Con ogni autista, riesce sempre a toccare argomenti sensibili. A Jakarta, il personaggio di De Jongh parla con l’autista di come entrambi hanno perso il padre; a Los Angeles, si rende conto di voler assolutamente parlare con un tassista per nulla amichevole, perché si sente sola; a Parigi, lo chauffeur musulmano passa davanti al Bataclan dopo che vi è stato l’attacco terroristico. Anche se già ogni singolo incontro merita di essere raccontato, il merito del libro sta nel modo in cui De Jongh mette insieme le varie conversazioni, trovando sempre il tono ideale. Il libro è disponibile anche in inglese per Conundrum Press.

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Questa selezione dei migliori fumetti 2019 pubblicati in Belgio e in Olanda è firmata da Gert Meesters. È stata pubblicata sul sito www.paulgravett.com, e la traduciamo qui con il permesso degli interessati.

Gert Meesters è professore associato di lingua e cultura olandese all’Università di Lille, in  Francia. È tra i cofondatori del gruppo di ricerca sul fumetto Acme a Liegi, in Belgio, e  ha cocurato la raccolte di saggi sulla casa editrice francese L’Association, sulla rivista (À Suivre) e sul personaggio di Spirou. Dal 2001 scrive settimanalmente recensioni di fumetti per la rivista di fumetto fiamminga Knack.

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