5 fumetti scelti e commentati da Elisa Macellari

Per la nostra rubrica Lo scaffale di…, abbiamo chiesto a Elisa Macellari (Papaya salad, Kusama. Ossessioni, passione, arte) di scegliere e commentare 5 fumetti dalle sue letture più recenti.

Il viaggio, di Yuichi Yokoyama

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Un libro che avrei voluto disegnare io. Non ci sono parole, solo sequenze di immagini che mi accompagnano in un viaggio insieme a tre protagonisti misteriosi. Percorro paesaggi metafisici e mi lascio condurre verso una una meta sconosciuta, non senza avvertire una strana tensione.

Graficamente è davvero splendido, come le texture dei vestiti, i pattern delle stoffe, i motivi geometrici della natura e delle architetture, le volute del fumo di sigaretta e della nebbia. Un vero piacere per gli occhi che fa rimbalzare lo sguardo tra primi piani e inquadrature molto larghe, ricche di dettagli e anche di rumori. Arriviamo alla fine, io e i tre con cui ho viaggiato, davanti ad una scogliera, ma dopotutto la meta non è così importante. Il percorso che mi ha fatto fare Yokoyama è già pieno di senso, in perfetto stile orientale.

Murderabilia, di Alvaro Ortiz

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Ho conosciuto Alvaro l’anno scorso e mi è stato subito simpatico. Con la sua faccia rassicurante e sorridente mi ha regalato Murderabilia e io mi sono fidata. In copertina, che ricorda un po’ quelle dei libri di inizio Novecento, due gattini carini e toni sul rosa antico. A guardare bene ci sono anche dei coltelli e una strana melma che il titolo fa intuire essere qualcosa di atroce. In effetti i murderabilia sono collezioni di oggetti che sono appartenuti a scene del crimine violente. Le premesse giuste per una storia intrigante.

La narrazione scorre veloce e le pagine sono dense di vignette che si incastrano perfettamente. Il suo modo di disegnare ha un’ottima sintesi e dice tutto quello che serve. Mi è piaciuto molto lo humour nero che alla fine diventa nerissimo. Ho chiuso il libro e ho sorriso pensando alla faccia di Alvaro.

Trame libere. Cinque storie su Lee Miller, di Eleonora Antonioni

Non conoscevo Lee Miller, ma ero incuriosita dalla biografia di un’artista. La sua vita è stata straordinaria ed è ben narrata da Eleonora Antonioni. La scelta di usare due colori, il nero e il giallo che ricorda i capelli biondi della protagonista, la trovo efficace e ogni capitolo ha un’impostazione grafica che si rifà al periodo trattato e alle pagine pubblicitarie delle vecchie riviste.

L’autrice ha raccontato durante una presentazione di non avere mai ascoltato la voce della Miller, non ci sono video-interviste o documenti filmati che restituiscono il suo tono, così una delle fonti è stata la biografia che ha scritto il figlio dell’artista. Penso che Eleonora abbia sentito molto bene la voce di Lee ed ha interpretato il carattere volubile di una donna che non ha avuto mai paura di reinventarsi. Ci restituisce così un personaggio vero e credibile, di cui mi sono innamorata.

Sabrina, di Nick Drnaso

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In tanti molto più competenti di me in fatto di fumetti e letteratura avranno scritto di questo graphic novel. È stato pluripremiato e capisco perché. La narrazione è esemplare e mi ha proiettato in uno stato di ansia costante. Ci troviamo davanti all’omicidio di una giovane ragazza, Sabrina, di cui sappiamo ben poco. Capiamo subito che il tono e i gesti dei personaggi sono così familiari da non sentire nessuna frattura tra la finzione narrativa e la realtà.

Sembra un fatto di cronaca dei nostri giorni, come se accendessimo la tv e sentissimo in sottofondo le notizie mentre mangiamo uno yogurt con i cereali. Pare che non succeda nulla eppure si avverte costantemente una tensione generata da frasi dette a metà e segnali che scatenano paranoia pura. Mi sono ritrovata a credere e poi a dubitare, mettendo in discussione tutto. Dal punto di vista grafico non è un libro che mi accarezza l’occhio e mi appaga, non mi compiace ed è giusto così. Perfetto, rispetto alle sue premesse e crudele come la nostra contemporaneità.

Il mistero del mondo quantistico, di Thibault Damour e Mathieu Burniat

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Questo è un fumetto che ho regalato a mio marito, perché vicino ai suoi interessi legati alla fisica teorica. Ovviamente l’ho letto pure io concedendomi la possibilità di capire qualcosa di diverso rispetto a quello che mi attrae normalmente. L’ho trovato un ottimo libro, divulgativo e divertente allo stesso tempo.

Bob e Rick, i personaggini principali, rispettivamente il padrone con il suo cane, sono amabili e si muovono bene tra i grandi protagonisti della fisica moderna. Da Planck ad Einstein, da Schroedinger a Bohr. Le tavole a pagina intera hanno una bella qualità del segno e alcune diventano quasi pittoriche. I colori sono calibrati come nei grafici scientifici e ci accompagnano nella comprensione delle teorie.

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