“Sniff”: «Nasi che si amano alla follia»

Sniff è il fumetto di debutto della coppia di autori Fulvio Risuleo (testi) e Antonio Pronostico (disegni), pubblicato da Coconino Press ad agosto 2019 (per noi uno dei migliori graphic novel italiani dell’anno scorso).

Il libro racconta la storia della fine di un amore, una vicenda ordinaria ma vista da un punto di vista del tutto singolare, quello dei nasi dei due protagonisti. I nasi della coppia in crisi si amano ancora, si desiderano e fanno di tutto per cercare di far restare insieme i loro “proprietari”. 

Pronostico e Risuleo sono abili a far recitare i protagonisti in una commedia amorosa brillante e piena di sorprese e imprevisti, grazie a testi vivaci e un segno fluido e sinuoso. La loro chiave di lettura della crisi sentimentale è alquanto originale. Li abbiamo intervistati per farci raccontare il loro lavoro.

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Come è nata la vostra collaborazione?

Risuleo: Ci conosciamo da anni, ma Pronostico lavorava da illustratore e grafico. Non aveva intenzione di approcciare il linguaggio fumetto. Poi dopo un BilBOlbul da visitatori siamo tornati a Roma e lui ha capito che era arrivato, finalmente, il momento. Aveva delle idee e me le ha raccontate. Una di queste, quella che poi è stata la base della storia, mi ha letteralmente stregato. Gli ho detto: fermo! Posso scriverla io? E abbiamo fatto Sniff.

Pronostico: Fulvio è stata una delle prime persone che ho conosciuto quando mi sono trasferito a Roma, dopo aver vissuto 8 anni a Firenze. Mi ha subito colpito perché era un ragazzo molto curioso che girava tra le scrivanie dei disegnatori di uno studio che frequentavo. Lui era un giovane regista, dinamico, in mezzo a una stanza di disegnatori statici, seduti alle scrivanie a disegnare. Un giorno gli chiesi di scrivermi una storia per bambini. Lui lo fece, ma io non la disegnai mai. 

Dopo anni, e diversi confronti tra noi, successe di nuovo. Ci trovammo a confrontarci su un’idea che poteva portare ad un buon fumetto, e ovviamente, prima di mostrarmi tutta la sceneggiatura, Fulvio voleva vedere le prime tavole disegnate.

Come nasce l’idea di incentrare una storia a fumetti su una metafora che ruota attorno al naso e al senso dell’olfatto?

Risuleo: L’olfatto è secondario. In questa storia i nasi sono i protagonisti, certo l’olfatto per il naso è importante, è la sua peculiarità, il suo orgoglio. Ma il naso è tante altre cose. Cioè, in questa storia i nasi si innamorano e quindi per me è stato più interessante concentrarmi su questo. Se non ci fosse stato di mezzo l’amore forse ci saremmo concentrati sugli odori, ma sai com’è… 

Pronostico: Pensavo a una grande storia d’amore che stava per andare in frantumi e riflettevo: cosa può opporsi a questo se non qualcosa che appartenga agli stessi amanti? I loro nasi, che si amano alla follia e che pure sono costretti ad accettarne le conseguenze! A meno che…

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Uno di voi due ha una fascinazione un po’ fetish per il naso?

Pronostico: Sin da piccolo avevo il dubbio di avere un naso grande, dubbio confermato dalle caricature dei miei compagni sui banchi di scuola e da un regalo della maestra di italiano per la mia prima comunione: un libro de Il battello a vapore, Il naso di Moritz, in cui il protagonista, un postino dal naso pronunciato, dopo un raffreddore e un colossale starnuto, era in grado di annusare tutto, persino i pensieri e i sentimenti più nascosti delle persone! 

Con gli anni capii che quello che le persone definivano naso grande, era semplicemente un naso rotondo! Ho poi scoperto che il naso, insieme alle orecchie, sono le uniche parti del corpo che continuano a crescere con il passare del tempo, ma la cosa che mi ha spaventato più di tutto è stato scoprire la somiglianza del mio naso con quello di Ricky Tognazzi. La somiglianza del mio naso trentenne con quello del naso sessantenne di Ricky Tognazzi.

Quanto grande sarà il mio naso a sessant’anni? Ecco, sono almeno cinque anni che monitoro il naso di Ricky Tognazzi.

In che modo la scelta della montagna come ambientazione è stata funzionale alla storia?

Risuleo: Volevamo un luogo dove i due protagonisti umani si potessero isolare per cercare di valutare lo stato di salute del loro rapporto. Abbiamo vagliato il viaggio in tenda, il bosco, la montagna d’estate. Né io né Pronostico siamo mai stati in settimana bianca… era ora di andarci!

Dal momento che i personaggi non parlano veramente, la loro comunicazione reale è affidata tutta alla recitazione. Come hai lavorato su questo, Antonio?

Pronostico: Diciamo che questa è stata la mia sfida: quella di garantire una narrazione visiva alla storia di due personaggi che per tutto il fumetto non avrebbero mai aperto bocca.

Questo mi ha permesso di uscire dalla “staticità” dell’illustrazione a cui io. Fino a quel momento, ero abituato e aprirmi alla dinamicità e alla comunicazione che esiste tra una vignetta e l’altra in un fumetto.

Quello che mi ha permesso tutto ciò è stato leggere la sceneggiatura di Fulvio di volta in volta mentre lavoravo ogni singola tavola e immedesimarmi in ogni precisa situazione, come se fossi io a viverla. Tutto mi è sembrato, così, abbastanza naturale.

Avete avuto riferimenti, altre opere che vi hanno ispirato a coniugare questo particolare registro comunicativo parallelo?

Risuleo: Non particolarmente. Personalmente è qualcosa a cui penso un po’ da sempre, nel senso che le cose possano avere un’anima. Anima mi rendo conto è un po’ vago. Nella finzione delle storie tutto è possibile, purché sia fatto con rigore e coerenza (spesso intuitiva). I nostri nasi provano dei sentimenti, ma la storia doveva apparire realistica… questa era la sfida. Il linguaggio del fumetto è l’ideale per una storia del genere.

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Ci sono edifici ed elementi di design dal gusto particolarmente ricercato. Hai riprodotto qualcosa di realmente esistente o ti sei ispirato a particolari stili?

Pronostico: Mi ispiro sempre a qualcosa che mi aiuti graficamente a pensare l’impostazione della tavola o della vignetta. Questo mi ha portato ad una ricerca precisa nelle architetture e nell’uso di uno stile retrò. Apprezzo tantissimo le loro forme, che ho sfruttato graficamente.

[SPOILER ALERT] Alla fine vince il nasone più bruttino, perché?

Risuleo: I gusti dei nasi, in quanto a naso, sono molto diversi dai nostri. È legittimo da parte tua dire che è bruttino, perché stai ragionando da umano. Se ragionassi da naso avresti una concezione diversa di quel naso.

Pronostico: È vero, però chi non cederebbe alla corte di Barbra Streisand?

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