Dalla parte di Swan: la Parigi impressionista di Nejib

Nel 1859 Manet decise di partecipare al Salon con il dipinto Il bevitore d’assenzio. Nonostante il parere favorevole di Eugène Delacroix, l’opera fu rifiutata perché ritenuta un affronto. Thomas Couture, vicino al giovane pittore, si disse inorridito dal cattivo gusto dell’allievo. Il quadro rappresentava un’aperta critica al gusto dell’Accademia: al dipinto di interesse storico o naturalistico, veniva contrapposta un’opera di rottura, dove il soggetto storico era sostituito dall’”ultimo degli uomini”.

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swan nejib coconino

Non è un caso che la scelta di Manet cadde su Collardet, un noto alcolista che bighellonava per il Louvre. Il pittore lo vestì di tutto punto con un cilindro e un mantello – segni inequivocabili della borghesia parigina – ma lo appoggiò contro una parte, concentrando l’attenzione sulla posa innaturale e scomposta delle gambe a cui piedi pose una bottiglia vuota, riversa sul selciato.

L’assenzio, come ricordano Ariès e Duby in un testo dedicato alla vita privata nel XIX secolo, rappresentava una piaga sociale per la nuova classe operaia. Manet ritrae il degrado, il vizio e la miseria degli ultimi mostrando quanto pochi frutti avesse avuto la campagna di sensibilizzazione alla temperanza e alla misura. 

In questo contesto, Nejib ambienta il primo volume della sua nuova serie a fumetti: Swan – Il bevitore d’assenzio, pubblicato da Coconino Press, che aveva già dato alle stampe il precedente lavoro dell’autore franco-tunisino, Stupor Mundi, censito e apprezzato dalla critica e dai lettori. 

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L’esordio di Nejib è recente: dopo anni dedicati all’editoria per ragazzi e alla direzione artistica di Casterman, pubblica il primo lavoro nel 2012 alla “veneranda” età di 36 anni. Haddon Hall è dedicato al David Bowie del periodo pre-Ziggy Stardust. È un’opera fantasiosa e brillante, che adotta un punto di vista eccentrico per raccontare un periodo particolare del cantautore inglese. Lo stile di Nejib è già tutto lì: semplice, grafico, impressionista. Un segno leggero e pulito, pochi tratti utili a definire un’espressione, un particolare, un gesto. Tavole morbide e un’uso frequente delle vignette scontornate che danno leggerezza e velocità all’illustrazione. Una palette cromatica acida e innaturale, ma utile al racconto. 

Nel suo ultimo lavoro, Nejib racconta l’arrivo nella Parigi del barone Haussmann dei due rampolli di una ricca famiglia americana, Swan e Scott. Quest’ultimo, infatti, è intenzionato a entrare nella prestigiosa Accademia di Belle Arti e coronare il suo sogno di diventare un artista. In realtà, scopriamo già dalle prime pagine che il talento di casa è invece proprio la giovane e affascinante Swan.

Nella loro avventura francese – grazie alla guida del cugino Edgar – si imbattono nel microcosmo che pullula nei corridoi del museo del Louvre. Nel primo volume, vediamo appunto la coraggiosa Swan farsi strada in un mondo esclusivamente maschile, conoscere grandi artisti come Couture ed entrare nelle grazie di Édouard Manet. Nejib, però, non si limita all’evocazione storica, ma insegue un disegno più ampio in cui diversi temi si intrecciano: il ruolo delle donne nella società patriarcale dell’Ottocento, l’omosessualità, lo sviluppo tecnologico della capitale francese e il ruolo centrale dell’artista nella società borghese. 

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La ricchezza della trama, la profondità dei personaggi, le epifanie rivelatrici si susseguono lungo il volume rendendo la lettura densa di avvenimenti, ma altrettanto ricca di sorprese. Pur respingendo un’idea realistica di fumetto, Nejib riesce a cogliere gli odori e i colori della Parigi dell’Ottocento: pochi segni di un equilibrio quasi surreale riescono a suggerire il disagio dei sobborghi così come i sontuosi interni dei palazzi sui boulevard illuminati a festa.

La scelta di una palette minima e molto spesso acida e innaturale sembra quasi fare da contrappunto alla scelte della nascente scena impressionista. Il colore non è un solo mimesi, ma anche una tonalità emotiva: Nejib lo usa come un regista userebbe un commento sonoro, per sottolineare dettagli, passaggi, espressioni. 

Un Nejib in stato di grazia traccia con mano ferma e veloce un fumetto degno dei migliori feuilleton del realismo francese, anche grazie alla ricca foliazione. Unico neo dell’edizione italiana è il lettering: freddo e fastidioso e che, pure avvicinandosi per grafia, non risulta altrettanto naturale, istintivo e vivo come quello realizzato a mano da Nejib.

Swan 1
di Nejib
traduzione di Emanuelle Caillat
Coconino Press, marzo 2020
brossura, 180 pp., colore
20,00 €

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