Sunday Page: Liz Suburbia su Catwoman

*English text

Ogni settimana su Sunday Page un ospite ci spiega una tavola a cui è particolarmente legato o che lo ha colpito per motivi tecnici, artistici o emotivi. Le conversazioni possono divagare nelle acque aperte del fumetto, ma parte tutto dalla stessa domanda: «Se ora ti chiedessi di indicare una pagina che ami di un fumetto, quale sceglieresti e perché?».

Questa domenica è ospite Liz Suburbia, fumettista statunitense autrice di Cyanide Milkshake, Egg Cream e Sacred Heart, fumetto edito in Italia da Eris Edizioni con protagonista una ragazza che vive nella comunità religiosa di Alexandria, in Virginia, in cui tutti i genitori sono scomparsi lasciando i figli adolescenti in preda a loro stessi.

catwoman pulido brubaker

Hai scelto una pagina da Niente di facile laggiù, storia apparsa du Catwoman 19 agli inizi degli anni Duemila. Come mai?

Non sono mai stata una grande lettrice di fumetti di supereroi, a parte un breve amore per gli X-Men quando ero adolescente. Ciononostante, quando avevo vent’anni lavorai in una fumetteria per qualche anno, più o meno nel periodo in cui stavo iniziando a disegnare e autopubblicare i miei fumetti. Era un negozio abbastanza grande e ben fornito; avevamo molti clienti ma c’era comunque del tempo libero in cui potevi leggere e familiarizzare con l’enorme varietà di fumetti pubblicati, così finii per leggere un sacco di fumetti DC e Marvel che altrimenti non avrei mai degnato di uno sguardo. Scoprii che alcuni mi piacevano.

Questa pagina è tratta da una storia di Catwoman scritta da Ed Brubaker, che conoscevo, e disegnata da Javier Pulido, che non avevo mai sentito nominare – probabilmente perché disegnava solo storie di supereroi. Vedendo i suoi disegni per la prima volta, mi sentii fisicamente trascinata e spinta a forza dentro quel fumetto. Più lo guardavo e più mi piaceva.

Scelta interessante per una fumettista come te, non associata al genere. Cosa ti ha colpito in particolare di questa tavola?

Ora sto avendo una crisi di coscienza! Forse avrei dovuto scegliere qualcos’altro, ma eccoci qui. Ho riguardato questo albo di recente perché mi sto preparando a disegnare il mio prossimo fumetto e tendo sempre a tornare su quei disegnatori che mi piacciono, per farmi ispirare. L’opera di Pulido colpisce a fondo. È essenziale e si distingue dal resto della produzione supereroica. I colori di Matt Hollingsworth sono un buon connubio, non sono troppo stratificati e non “bruciano gli occhi” come fa la maggior parte dei coloristi, almeno a mio parere.

Forse è il mio cervello da disegnatrice che è attratto da questi approcci minimalistici, invece del mio cervello da lettrice… Quando sono coinvolta nella storia mi piace essere sommersa dai dettagli e dallo spettacolo come chiunque altro. Ma quando studio il disegno, cose del genere, dove ogni linea e ogni inquadratura è scelta con cura e niente va sprecato, mi entusiasmano, perché so che è molto più difficile di quanto sembri. Mi sembra che questa pagina si un esempio particolarmente centrato di questo discorso. Inoltre, mi piace – come mi piace la storia – perché si gioca sul dramma delle relazioni! C’è molto dramma nel mio prossimo fumetto quindi mi fa bene studiare dei modi per comunicare visivamente quel sentimento.

Dopo aver letto questo albo ti è venuta voglia di approfondire questo mondo?

Be’, ho continuato a leggere Catwoman fintanto che ho lavorato in quella fumetteria, insieme a un sacco di altri titoli (supereroici e no) che non avrei normalmente letto, perché potevo farlo gratis. Il mio capo mi incoraggiava a imparare quanto più potessi dei fumetti che avevamo, e il tempo libero non mancava. In pratica, venivo pagata per leggere fumetti!

Oggigiorno ho perso il polso della situazione per quanto riguarda DC e Marvel, ma ci sono fumetti di alcuni autori che leggo a scopo didattico, e per divertimento. Pulido ha disegnato alcuni numeri di Occhio di falco scritti da Matt Fraction, che ho letto. Un mio amico mi ha invogliato a leggere la gestione dei Nuovi mutanti di Chris Claremont e Bill Sienkiewicz, anche quello era molto bello. Poi ho letto i numeri di New X-Men disegnati da Frank Quitely. Penso sia tutto.

Mi piace come Pulido disegni Catwoman in una posa fiera rispetto all’atro personaggio. I dialoghi ci dicono che è lui che comanda la situazione, ma i corpi raccontano un’altra storia. Lei non cede e l’unica cosa che concede è la lacrima. Mi domando se siano elementi inseriti con cognizione di causa o sia una mia lettura della scena.

Come in ogni buona rappresentazione dei sentimenti umani, ci sono talmente tante cose che accadono che si possono intravedere molte sfumature – e serve molto istinto per inserirle. Penso che la tua lettura funzioni benissimo! Le pose sono una componente molto importante in questa sequenza, specie perché le espressioni facciali sono appena visibili. Io mi affido molto sui volti, nei miei fumetti, ma è importante ricordare che le persone comunicano con tutto il corpo, con la scelta delle parole e perfino con cosa scelgono di non esprimere (come l’apparente immobilità di Catwoman, proprio come hai detto tu).

Hai imparato qualcosa da questa pagina come disegnatrice?

Mi sono portata a casa questo fumetto dal negozio (era danneggiato e il mio capo me l’ha regalato) per poterlo studiare, ma mi piace molto anche la storia. Per lo più perché parla meno di supereroi e più di relazioni e traumi, come questa pagina esemplifica bene. Come ho detto, la qualità sottrattiva del disegno è qualcosa che cerco sempre di incamerare. Ci vuole molta sicurezza per lasciare così pochi segni sulla pagina quando vuoi comunicare qualcosa di complesso. La narrazione salta avanti e indietro nel tempo – vediamo un flashback dell’amante di Catwoman che la molla, in mezzo a una sequenza che la vede reagire a quella rottura. I colori aiutano a codificare il passaggio del tempo, toni caldi per le parti d’azioni concitate, colori freddi per le scene statiche e tristi del passato.

Mi piace molto anche la vignetta ripetuta della faccia di Catwoman in ombra, dove l’unica differenza è la lacrima, anche perché si vede dai capelli e dalle ombre sul collo che non l’ha semplicemente fotocopiata cambiando un dettaglio. Penso che la mia parte preferita, però, siano i frammenti che compongono il suo volto: non vediamo gli occhi nel flashback, dove è in pieno subbuglio emotivo, ma nel presente sono l’unica cosa che ci viene mostrata, grandi, brillanti e vuoti. È un ottimo modo per mostrare visivamente la sua incapacità di gestire i sentimenti. Apprezzo quando il disegno è al servizio delle emozioni della storia! È tipo l’unica ragione per cui leggo fumetti.

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