I 5 migliori fumetti pubblicati ad aprile 2020

I cinque migliori fumetti pubblicati nel nostro paese ad aprile 2020, selezionati e commentati dalla redazione di Fumettologica.

Dylan Dog 404, di Roberto Recchioni, Sergio Gerasi e Giorgio Pontrelli (Sergio Bonelli Editore)

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Continua l’opera di reinvenzione di Dylan Dog da parte di Roberto Recchioni dopo la caduta della meteora che ha distrutto il mondo e ne ha generato uno nuovo. Reinvenzione che shackera comprimari vecchi e nuovi, elementi di varie epoche della sua storia editoriale e soprattutto le radici del personaggio, da Dellamorte Dellamore ai primi albi della collana. Dopo L’alba dei morti viventi, Jack lo squartatore e Le notti di luna piena è quindi la volta di Il fantasma di Anna Never, ovvero Dylan Dog 4 del gennaio 1987.

A differenza di quanto fatto nei numeri immediatamente precedenti, Recchioni non riprende pedissequamente la trama originale ma ne estrapola alcuni temi cardine – l’alcolismo, l’ossessione per la figura della donna vista in sogno – e li rielabora adattandoli alla diversa sensibilità sua, dei lettori di 30 anni dopo e soprattutto al suo personaggio. Il suo Dylan Dog, infatti, è decisamente diverso da quello di Tiziano Sclavi in tanti piccoli dettagli, di cui la barba e l’abbigliamento sono solo la rappresentazione esteriore.

Dylan sogna continuamente una donna bellissima di nome Anna e di ucciderla. Un giorno, in giro per Londra, vede la sua foto sul manifesto di uno spettacolo teatrale, fa di tutto per incontrarla e scopre che anche lei sogna lui. Ovviamente sogna di ucciderlo. Da lì nasce un amore passionale e tormentato, che naufragherà per colpa dell’alcolismo e dell’autolesionismo dell’Indagatore dell’incubo. Il finale, un po’ troppo retorico rispetto all’equilibrio mantenuto nel resto della storia, riprende i temi cari a Recchioni dell’accettazione della propria malattia e si chiude con un codino supersplatter che anticipa il prossimo numero, ispirato a Gli uccisori.

Gran parte dell’albo si regge sui disegni di Sergio Gerasi, sul suo tratto sporco, graffiato, molto efficace nelle scene splatter e soprattutto nella recitazione dei personaggi: espressioni estreme, gesti esagerati e immediatezza della messa in scena riescono a emozionare il lettore e al tempo stesso a guidarlo senza sforzo per tutte le pagine. Addirittura quasi un terzo dell’albo – 30 tavole su 94, il racconto della storia d’amore tra Dylan e Anna – è completamente muto, ed esalta la capacità del disegnatore di far recitare i personaggi. Una prova d’autore decisamente riuscita per una delle migliori matite attualmente al lavoro in Bonelli.