“Miss Hokusai”, un omaggio agli artisti dell’epoca Edo

di Vanessa Maran

Katsushika Hokusai è probabilmente il pittore giapponese più famoso in Occidente. Noto soprattutto per La grande onda di Kanagawa, fu di grande ispirazione per artisti come Vincent Van Gogh, Paul Gauguin e Claude Monet, che lo ammiravano per il suo gusto della composizione e per il modo in cui rappresentava sia la natura che le scene di vita quotidiana.

Non sono in molti invece a conoscere Katsushika Ōi, detta O-Ei, figlia di Hokusai: una donna tenace, anch’ella artista, con un talento tale da sostituire spesso il padre nel suo lavoro senza che qualcuno notasse la differenza.

Miss Hokusai, manga di Hinako Sugiura pubblicato in Italia da Dynit in due volumi, omaggia proprio questa figura poco raccontata e occultata dalla fama del genitore. Il manga risale agli anni Ottanta, ma di recente è stato “riscoperto” grazie soprattutto alla trasposizione anime del 2015, ancora inedita in Italia.

Ambientato in tarda epoca Edo (ossia durante il XIX secolo), Miss Hokusai racconta attraverso storie brevi e autoconclusive la quotidianità di Hokusai, della figlia O-Ei (da lui chiamata “Mento”) e della cerchia di personaggi che frequentano abitualmente, come il giovane illustratore squattrinato Zenjiro Ikeda. Comparse e personaggi di minore importanza aiutano a comporre un collage di editori, artisti, prostitute e committenti che, insieme, raccontano un’epoca particolare del Giappone, quando le stampe ukiyo-e erano all’apice del loro successo ed erano molto richieste da case editrici e privati.

Capitolo dopo capitolo, il lettore impara a conoscere i protagonisti e a familiarizzare con il loro stile di vita, apprezzandone l’eccentricità, come l’abitudine di Hokusai e di O-ei di cambiare periodicamente casa invece di pulirla e metterla in ordine. Nonostante il manga si intitoli Miss Hokusai, il lettore si rende conto fin dalle prime pagine che la storia non è incentrata su O-ei ma è invece un racconto corale, avendo come base lo studio di Hokusai e della figlia, via-vai di numerosi personaggi, alcuni ricorrenti, altri poco più che comparse.

miss hokusai manga dynit

Il tema dei singoli episodi varia molto, passando da storie che raccontano le commissioni di Hokusai e della figlia ad altre più vicine al genere sovrannaturale, dove compaiono creature del folklore giapponese. Questa scelta allontana il manga dall’essere una vera e propria biografia, prediligendo invece la narrazione di un contesto storico e sociale ben preciso e della sua quotidianità, oltre che delle sue credenze e superstizioni.

Nel corso della storia non mancano i riferimenti e gli omaggi alle illustrazioni tipiche di quel periodo storico, a cominciare dalle copertine di inizio capitolo. Il tratto pulito e preciso delle stampe ukiyo-e si ritrova anche nel disegno di Hinako Sugiura e nella composizione delle pagine. Solamente in alcuni passaggi, specialmente nelle scene notturne e nei momenti in cui si manifesta una certa tensione, il pennello si fa più istintivo ed evocativo.

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Nonostante la chiarezza della messa in scena, la narrazione a volte può risultare un po’ fredda, specialmente del rapporto tra Hokusai e O-ei: la loro è una relazione che probabilmente il lettore non capirà mai a fondo, ma forse è nelle intenzioni dell’autrice non “svelarla” del tutto. In compenso si trovano legami che si comprendono anche in un solo episodio, come quello tra O-ei e la madre Kotome, seconda moglie di Hokusai.

Miss Hokusai è un manga che indaga e approfondisce l’importanza di una figura chiave dell’arte giapponese e il periodo storico in chi ha vissuto. Risulta quindi molto interessante per chi già conosce quello di cui si parla, ma potrebbe essere confusionario per coloro che non hanno un’infarinatura generale dei temi trattati e dei personaggi raccontati, nonostante le note alla fine del volume.

Miss Hokusai
di Hinako Sugiura
traduzione di Enrico Colasurdo
Dynit, marzo 2020
brossura, 360 pp., b/n
24,90 €

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