Make Britain Great Again: “Once & future” di Kieron Gillen e Dan Mora

La premessa di Once & Future è delle più interessanti: un gruppo di ultranazionalisti vuole restituire la Gran Bretagna agli antichi fasti e pensa bene di farlo riportando in vita il condottiero che la difese in uno dei suoi momenti più bui, Re Artù. A opporsi a un piano così folle troviamo un goffo curatore museale e sua nonna, un’arzilla cacciatrice di mostri in fuga dalla casa di riposo. Sventare il piano dei folli terroristi rappresenterà per il protagonista un’occasione per conoscere meglio l’anziana tutrice, un’adorabile e dispotica vecchietta con la passione per le armi da fuoco e le sigarette da rollare.

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Parlare di un’epoca fatta di populismi, culto dell’uomo forte e isolazionismo attraverso una rilettura inedita del mito è un’idea davvero brillante. Una di quelle metafore che solo il fumetto rende possibili senza allontanarsi troppo dall’evasione e scadere nel didascalico. Riprendere figure legate all’identità storica di una nazione e cercare di raccontarle alla luce del momento che stiamo passando rappresenta un metodo perfetto per riflettere su quanto quei valori siano – o meno – ancora validi oggi. Oltre che sui cambiamenti attraverso cui tutti siamo stati obbligati a passare.

E invece in Once & Future tutta questa affascinante premessa è messa quasi subito in disparte per una più convenzionale storia d’azione, sospesa tra fantasy e soap-opera familiare. L’unico spaccato genuinamente feroce si ha proprio al momento del risveglio del leggendario sovrano, la cui prima azione è falciare un paio di sgherri dell’organizzazione che tanto si è prodigata per riportarlo in vita. La loro unica colpa era di avere antenati riconducibili al popolo dei sassoni, antichi invasori della terra di Albione. Un pò come a dire che, per quanto tu possa essere estremo e integralista, c’è sempre qualcuno in grado di settare nuovi standard. E non è detto che tu ci possa rientrare.

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Once & Future ha così uno spunto brutale e irriverente ma sceglie di metterlo in scena nella maniera più inoffensiva possibile. Nel mondo disegnato da Dan Mora tutti sono disegnati come delle specie di modelli e modelle che si esprimono con faccette buffe, mentre i colori di Tamra Bonvillain – tendenzialmente tutti sul rosa, viola e blu con occasionali sprazzi di calore a bucare la pagina – rendono ogni tavola patinata ed estetizzante.

I dialoghi di Kieron Gillen sono sempre brillanti e giocano a rimanere sospesi tra one-liner da film d’azione e ritmo da commedia, così come gli intrecci tra i vari umori del fumetto. C’è la parentesi buffa con la fidanzata del protagonista, la drammatica maturazione dell’eroe, un minimo di violenza e repentine aperture fantasy. Tutto procede spedito e con una struttura studiata per non far cedere di un passo l’attenzione del lettore.

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A questo scopo le impunture di sottile comicità si alternano con una serie di splash page molto d’effetto. Alcune di matrice più tipicamente gotica – con pesanti tratti a definire il risveglio del corpo di un non morto, per esempio – altre più moderne e quasi astratte. L’influenza in questi passaggi di un’estetica tipicamente da illustrazione fantasy – alla Michael Whelan, diciamo – è palese e mai nascosta, come a voler aggiungere un ulteriore livello al gioco di richiami dell’intera serie.

L’abilità grafica degli autori viene sfruttata solo fino a un certo punto dalla sceneggiatura, limitando le trovate più d’effetto a qualche layout di pagina che va a morire in campiture bianche o, ancora, a deformazioni esasperate delle vignette. Come a voler raggiungere un compromesso tra un’estetica da sogno e l’effetto straniante di certe riprese da action-cam. Ma si tratta di piccole cose, utili a rendere l’insieme più frizzante senza distaccarsi troppo dai classici canoni dei comic book statunitensi.

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Mora si adatta a ogni richiesta del plot, dalle scene efferate a quelle più evocative, portando avanti un tratto che sembra una rilettura ripulita ed elegante della tipica estetica glamour/horror della Top Cow di metà anni Novanta. Peccato che il problema di tutta la serie sia proprio questo. Once & Future si dimostra un’operazione di gran mestiere.

Ha una bella idea alla base che viene sfruttata il minimo, preferendo far rientrare la storia nei binari più consolatori del fantasy post-moderno. Ci si diverte, le tavole riempiono gli occhi e si arriva in fondo in un attimo. Peccato che rimanga davvero poco.

Once & Future 1
Kieron Gillen e Dan Mora
traduzione di Federico Salvan
Edizioni BD, maggio 2020
brossura, 144 pp., colore
15,00 €

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