In “Gli Orchi-Dei” il potere corrompe sia i giganti che gli uomini

di Vanessa Maran

La figura dell’orco mangia-uomini fa parte del nostro immaginario collettivo: basti pensare a Jack e la pianta di fagioli e a tutti gli altri giganti che popolano le fiabe, note e meno note. In Francia questa figura mostruosa è stata poi reinterpretata in chiave satirica nel XVI secolo da François Rabelais con il ciclo di romanzi Gargantua e Pantagruel che, tra le altre cose, sono stati adattati a fumetti da Dino Battaglia.

gli orchi dei bao

I giganti di Rabelais però hanno ben poco a che fare con gli Orchi-Dei immaginati dal compianto Hubert (Bellezza, Bao Publishing) e da Bertrand Gatignol (Il ladro di desideri e Pistouvi, Tunuè), creature protagoniste di una trilogia edita in Francia da Soleil e pubblicata in Italia da Bao Publishing (al momento sono stati tradotti i primi due volumi). Hanno in comune una cosa, però: il periodo storico.

A dire il vero Gli Orchi-Dei non è ambientato nella nostra realtà, ma in un Cinquecento-Seicento molto simile al nostro a livello di ambientazione (non a caso la copertina del primo volume, Piccolo, è un omaggio alla Gioconda di Leonardo), in un regno governato da una brutale aristocrazia di giganti che si erge come divinità sugli uomini. “Governato” per modo di dire dato che, in realtà, la casta degli orchi è in decadenza: proprio come accadde a molte famiglie nobili, i giganti si sono riprodotti tra consanguinei e le nuove generazioni non solo sono più piccole di statura, ma presentano anche un ritardo mentale che li rende sciocchi e gratuitamente violenti. Ciononostante, continuano a mantenere il predominio sugli uomini, dei quali si nutrono, attraverso il terrore.

gli orchi dei bao

È in questo contesto che comincia il primo volume della trilogia, che fin da subito fa entrare il lettore in un castello sproporzionato rispetto ai giganti che lo abitano ora, facendo intendere quanto i loro antenati fossero molto più grandi rispetto a loro. Il castello ha un ruolo importante in questo volume: serve a sottolineare il declino dei giganti in confronto a un passato glorioso e irraggiungibile.

Con altrettanta efficacia e immediatezza viene mostrata la crudeltà degli orchi nei confronti degli esseri umani, quando Emione, moglie del re gigante Gabaal, partorisce un minuscolo gigante senza nemmeno sapere di essere gravida. I membri della corte fanno a gara per mangiare il bambino, così simile a un neonato umano, ma Emione riesce a salvarlo e a nasconderlo da tutti, re compreso. Solo una speranza l’ha spinta ad agire in questo modo: quel figlio così diverso dagli altri, che chiama Piccolo, potrebbe riportare in auge la casta dei giganti.

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Attraverso la storia di Piccolo, deciso a ribellarsi alla madre e a rifiutare le speranze riposte in lui, il lettore impara a conoscere la corte dei giganti e i suoi meccanismi spietati, oltre che la sua quotidianità. Particolarmente affascinanti sono le scene che vedono interagire orchi ed esseri umani tra loro, dalle serve che vestono faticosamente la regina Emione con un complicato sistema di corde al confronto tra il re e il ciambellano reale, la figura politica più potente tra gli uomini.

È proprio su questo punto che si concentra il secondo volume, Mezzosangue, ambientata nello stesso periodo di Piccolo ma dedicato al personaggio di Yori, un umano figlio illegittimo di un nobile. Attraverso i suoi occhi viene raccontata l’aristocrazia umana, corrotta e senza morale tanto quanto quella dei giganti. Il protagonista per certi versi è simile a Piccolo, essendo anche lui “emarginato” dalla classe sociale alla quale dovrebbe appartenere.

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Se però Piccolo rifiuta di far parte della casta dei giganti e di comportarsi come loro, Yori invece fa di tutto pur di essere riconosciuto non solo come nobile, ma anche come potente uomo politico capace di ergersi sopra tutti gli altri aristocratici. Spinto soprattutto dall’odio profondo nei confronti del padre, che non l’ha mai riconosciuto come figlio, Yori è trascinato da una cieca ambizione che lo porterà a fare di tutto pur di diventare ciambellano reale.

A rendere ancora più intrigante la lettura di questa saga sono Il Libro degli Avi (in Piccolo) e Il Libro dei Ciambellani (In Mezzosangue), le cui pagine si alternano alla storia a fumetti approfondendo il passato dei popolo dei giganti, del loro regno e di alcuni personaggi presenti nella storia. Imitando i testi antichi, le pagine dei Libri sono impreziosite da decorazioni in oro e illustrazioni accompagnate da didascalie. Questi “inserti” non sono vitali per comprendere il percorso dei due protagonisti, ma non sono nemmeno dei banali extra: infatti permettono al lettore di appassionarsi non solo alla trama ma anche a questo mondo complesso e ben costruito, incuriosendolo sul suo passato.

Sicuramente la sfida maggiore per il disegnatore è stato mantenere la giusta proporzione tra i diversi giganti e muoverli all’interno del castello, evidenziando la loro imponenza in vignette piccole e piene, che non lasciano respiro: lo spazio è occupato dal corpo mastodontico degli orchi e dalle complesse architetture del castello. È inoltre presente un buon “gioco” di alternanza tra pagine ricche di vignette e splash page, le quali aiutano il lettore a “scansionare” i personaggi e a rendersi veramente conto delle loro proporzioni rispetto all’ambiente in cui sono inseriti.

Un altro elemento che sottolinea la grandezza dei giganti rispetto a Piccolo e agli uomini è l’uso frequente di prospettive dal basso, che contribuisce ulteriormente a sottolineare non solo la grandezza, ma anche l’autorità rappresentata dagli Orchi-Dei.

hubert gatignol bao

In una trama così colma di intrighi, macchinazioni e inganni ci si potrebbe aspettare un tipo di disegno ricco di zone d’ombra, nascoste dal nero, ma il tratto e il colore di Gatignol mostrano al lettore ogni singolo dettaglio dei personaggi e delle ambientazioni. Le ombre sono ugualmente presenti, in modo molto netto e con un forte contrasto tra bianco e grigio, ma, quando il nero compare, non nasconde nulla: in questo caso la linea si fa bianca (o grigia) per continuare a mostrare ogni singolo dettaglio del disegno.

Nulla viene celato all’occhio del lettore, non c’è mistero: l’unica incognita riguarda un particolare della storia, ossia l’origine dei giganti. Da dove vengono? Ce ne sono altri? Forse il terzo volume, già pubblicato in Francia con il titolo Le Grand Homm, fornirà delle risposte in merito, oltre a proseguire le vidence di Piccolo e Yori.

Gli Orchi-Dei 1-2
di Hubert e Bertrand Gatignol
traduzione di Laura Poletti, Francesco Savino
Bao Publishing
cartonati, 176 pp., b/n e colore
18,00 € a volume

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