10 grandi saghe a fumetti di DC Comics

In Italia, in questi giorni, i fumetti di DC Comics sono più che mai al centro delle attenzioni, con l’esordio di Panini Comics a raccogliere l’eredità che è stata di case editrici come Mondadori, Williams, Cenisio, Editoriale Corno, Play Press, Planeta DeAgostini e RW Lion. In occasione del lancio dei primi albi pubblicati dalla casa editrice modenese – che già dal 1994 traduce i fumetti di Marvel Comics – abbiamo selezionato alcune delle più grandi storie pubblicate dalla casa editrice di Superman e Batman.

Grandi saghe in più puntate – dalle due in su – scritte e disegnate dai più importanti autori della storia del fumetto americano e con protagonisti i principali personaggi della casa editrice, qui raccontate in ordine cronologico.

Lanterna Verde/Freccia Verde (Green Lantern vol. 2 76-87, 89 e The Flash 217-219, di Dennis O’Neil e Neal Adams,1970)

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Un classico ciclo di storie degli anni Settanta realizzato da due degli autori più importanti di quel periodo, Dennis O’Neil e Neal Adams. Il super-poliziotto Lanterna Verde e il liberale Freccia Verde si ritrovarono a vivere una serie di avventure in giro per gli Stati Uniti, con problematiche d’attualità (il razzismo, la diffusione delle droghe, la gentrficazione) e un approccio molto più realistico alla materia supereroistica.

Ne abbiamo parlato qui.

La saga del Quarto Mondo (The New Gods 1–11, Mister Miracle 1-18, Forever People 1-11, The Hunger Dogs, di Jack Kirby, 1970)

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Nel 1970, in rotta con Stan Lee e Marvel Comics, Jack Kirby passò a DC Comics, dove ebbe carta bianca per la creazione di un nuovo universo narrativo. Fu così che nacque la saga del Quarto Mondo, che si sviluppò su diverse testate e raccontò l’apice della millenaria guerra tra i pianeti di Nuova Genesi (guidato dall’Alto Padre) e Apokolips (governato dal tirannico Darkseid). L’opera non ebbe il successo che l’autore e la casa editrice si aspettavano, ma resta ancora oggi un grande pozzo di idee, situazioni e personaggi da cui gli autori contemporanei attingono mensilmente.

Legione dei Super-Eroi: La saga della grande oscurità (Legion of Super-Heroes vol. 2 287, 290-294, di Paul Levitz, Keith Giffen e Larry Mahlstedt, 1982)

Legione dei Super-Eroi fumetti dc comics

All’inizio degli anni Ottanta si affermò sulle testate dei super-gruppi uno stile di scrittura di più ampio respiro, con diverse trame orizzontali che si sviluppavano parallelamente nel corso di mesi – se non di anni – fino a sfociare in grandi saghe. I principali rappresentati di questo tipo di narrazione furono gli X-Men di Chris Claremont e proprio la Legione dei Super-Eroi di Paul Levitz e Keith Giffen, con le avventure del gruppo del Trentesimo secolo. Quella dei due autori fu una gestione quasi decennale, che trovò probabilmente il suo apice nella Saga della grande oscurità, che riportò in scena il Darkseid del Quarto Mondo di Kirby come avversario principale del gruppo.

Crisi sulle Terre infinite (Crisis on Infinite Earths 1-12, di Marv Wolfman e George Pérez, 1985)

Crisi sulle Terre infinite

Negli anni Ottanta DC Comics ebbe un’idea drastica, che oggi viene vissuta come una tendenza ordinaria ma che all’epoca fu particolarmente di rottura: un reboot. Si sarebbe ricominciato da capo, fatto piazza pulita del passato e ripresentato i personaggi sotto la luce della modernità. Tra il 1985 e il 1986, Crisi sulle terre infinite, una storia sulla fine del multiverso scritta da Marv Wolfman e disegnata da George Pérez, spaccò l’universo DC. Agli autori toccò prendere in mano i cocci e ricostruire i personaggi dal principio, a partire da una lunga saga avvincente e piena di personaggi.

Che cosa è successo all’Uomo del Domani? (Superman 423 e Action Comics 583, di Alan Moore e Curt Swan, 1986)

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Pubblicata nel settembre 1986 Che cosa è successo all’Uomo del Domani? segnò la fine di un’epoca. La storia di Alan Moore e Curt Swan rappresentò infatti un sentito requiem al periodo che, nella storia del fumetto americano, prendeva il nome di Silver Age. Ma fu anche l’ultima storia di Superman disegnata da Swan, storico artista du DC Comics che tra gli anni Cinquanta e Ottanta aveva legato il proprio nome alle pubblicazioni del personaggio (realizzando anche alcune guide per gli altri disegnatori).

Ne abbiamo parlato qui.

Superman: L’uomo d’acciaio (The Man of Steel 1-5, di John Byrne e Dick Giordano, 1986)

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A metà anni Ottanta, DC Comics azzerò la continuity di Superman, affidandone il rilancio a John Byrne, l’autore canadese reduce da cicli di successo su X-Men e Fantastici Quattro, tra gli altri. I cinque numeri della miniserie da lui scritta e disegnata ripresentarono in chiave più moderna tutti gli elementi della mitologia di Superman, dall’infanzia a Smallville alla scoperta dei poteri e ai primi incontri con Lois Lane, Lex Luthor e Batman.

Batman: Anno uno (Batman 404-407, di Frank Miller e David Mazzucchelli, 1987)

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Nel 1986, DC Comics azzerò le continuity di alcuni personaggi come Superman e Wonder Woman. Per Batman non ci fu nessun cambiamento di questo tipo: nel nuovo universo narrativo post Crisi sulle Terre infinite il personaggio era già attivo da anni. La casa editrice decise però di ri-narrarne le origini con un taglio più moderno, e affidò il compito a Frank Miller (che da poco aveva raccontato una possibile ultima storia del personaggio, con Il ritorno del Cavaliere Oscuro). L’autore scelse come disegnatore David Mazzucchelli, per una storia dalle atmosfere noir che si infilò tra le pieghe di quanto già raccontato quasi 50 anni prima da Bob Kane e Bill Finger, i creatori del personaggio.

Ne abbiamo parlato qui.

Justice League International (Justice League 1-25 di Keith Giffen, J.M. DeMatteis e Kevin Maguire, 1987)

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A metà anni Ottanta, Keith Giffen e J.M. DeMatteis aggiornarono l’idea della Justice League alla contemporaneità e la trasformarono in un’organizzazione internazionale. Soprattutto, gli sceneggiatori trattarono la materia del racconto con irriverenza, spingendo sulla comicità delle situazioni e sugli scambi ironici tra gli eroi, rifiutando l’atmosfera cupa e seriosa che andava di moda grazie ai lavori di Frank Miller e Alan Moore. Le avventure erano impreziosite dalla matita dell’allora esordiente Kevin Maguire, bravissimo a rendere le espressioni facciali e le impercettibili emozioni che comunicava ogni smorfia.

JLA (JLA 1-17, 22-26, 28-31, 34, 36-41, di Grant Morrison e Howard Porter, 1997)

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Quando Grant Morrison fu incaricato di rilanciare la Justice League, lo fece a partire da un’idea ben precisa: quella di mettere al centro di tutto i principali eroi della casa editrice, a partire da Superman, Batman e Wonder Woman. Il roster della serie fu modellato su quello degli dèi greci, ognuno con un ruolo ben preciso. E, con un gruppo così potente, Morrison mise in scena una serie di minacce all’altezza, dal ritorno di Darkseid agli angeli di Pax Dei, fino a Mageddon, l’anti-sole distruttore di dèi.

All-Star Superman (All-Star Superman 1-12, di Grant Morrison e Frank Quitely, 2005)

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Tra le migliori storie del personaggio di tutti i tempi, All-Star riportò in scena il “vero” Superman, quello creato da Jerry Siegel e Joe Shuster e rimasto nei decenni sepolto sotto cumuli di continuity e continui rilanci e ammodernamenti, aggiornandolo per il nuovo millennio. In estrema sintesi, All Star-Superman è il racconto della morte di Superman e di come Kal-El decide di passare il suo ultimo anno di vita sulla Terra. In esso, Morrison e Quitely condensarano 70 anni di storia editoriale, di visioni e concetti, per una storia che li ricontestualizze non solo per un pubblico moderno, ma per un pubblico eterno.

Ne abbiamo parlato qui.

Leggi anche: Le 10 migliori saghe Marvel Comics

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