10 grandi fumetti di Rat-Man, secondo noi

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Nel giugno del 1990, sul secondo numero di Spot – un supplemento della rivista di Comic Art L’Eternauta – fece la sua prima apparizione Rat-Man di Leo Ortolani, con una breve storia a fumetti di 6 pagine che negli anni successivi sarebbe poi stata “rimasterizzata” con il titolo di Le sconvolgenti origini del Rat-Man. La pubblicazione fu il premio di un concorso, indetto da Comic Art, a cui l’autore aveva partecipato l’anno prima.

Fu da lì che ebbe inizio la folgorante carriera di Rat-Man, che poi sarebbe proseguita prima – per un breve periodo – sulla storica fanzine Made in USA e poi su una serie di albi autoprodotti, per approdare infine in Panini Comics, con una collana a proprio nome durata 122 numeri, dal 1997 al 2017, e affiancata da vari albi speciali.

Nei suoi 30 anni, Rat-Man ha vissuto ogni tipo di avventura, ha incontrato molti alleati e affrontato numerose minacce, è finito nel passato, in altre dimensioni, nello spazio ed è stato persino clonato. Il tutto con la sua caratteristica spensieratezza… o forse è meglio chiamarla incoscienza?

In occasione del trentennale della sua prima apparizione, abbiamo pensato di celebrare la vita di Rat-Man attraverso 10 sue grandi storie: magari non le più rappresentative, ma quelle con cui noi della redazione di Fumettologica abbiamo riso, pianto o ci siamo semplicemente intrattenuti di più, tra le tante scritte e disegnate da Ortolani nel corso degli anni.

Rat-Man contro il Ragno! (novembre 1995)

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Più che con la storia d’esordio, fu con Rat-Man contro il Ragno! che molti lettori scoprirono il personaggio, quando Ortolani tentò la strada dell’autoproduzione, esordendo a Lucca Comics del 1995. La storia vide Rat-Man contrapposto al Ragno, una parodia dello Spider-Man di Marvel Comics, che per Ortolani era l’emblema dell’aggressiva politica delle case editrici americane dell’epoca, che cercavano di speculare sulle spalle dei lettori, riempiendo le fumetterie di edizioni limitate dei propri albi e copertine speciali di ogni tipo.

Rat-Man contro il Ragno! presentò così fin da subito due caratteristiche che sarebbero diventate fondamentali nella produzione serializzazione regolare del personaggio: la presenza di gag in grado di colpire il lettore alla pancia e la voglia di raccontare in chiave umoristica anche alcune questioni – in particolare le storture – legate al mondo del fumetto.

La minaccia verde (gennaio 1996)

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Nel secondo albo della serie autoprodotta, Ortolani iniziò a dare più profondità e caratterizzazione al personaggio, non più solo macchietta al centro di vicende meramente umoristiche. La trama è molto semplice: l’eroe deve sventare i piani di un vecchio scienziato pazzo che vuole conquistare il mondo attraverso le sue creature vegetali, finisce in trappola e viene salvato dalla figlia del criminale, che si innamora di lui prima di morire.

La ragazza, Thea, diventerà negli anni il grande amore perduto di Rat-Man. E, pur non riappendo nella saga del personaggio per circa 20 anni, resterà per sempre nel cuore dei lettori, in quanto la prima a far rivelare un lato inedito allo scalcinato supereroe con il muso di scimmia e le grandi orecchie da topo.

La gatta (maggio 1996)

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Se nella storia precedente Ortolani aveva introdotto Thea, la donna amata da Rat-Man, in questa storia l’autore si lasciò andare agli istinti più primordiali, presentando per la prima volta sia la femme fatale del titolo che un personaggio che sarebbe diventato fondamentale per la saga del personaggio, ovvero l’ispettore di polizia Brakko. L’autore era però ancora una fase di rodaggio, in cui le meccaniche dell’universo narrativo non avevano ancora trovato le loro giuste proporzioni (Brakko per esempio era un personaggio serio).

La Gatta è una donna che ammalia gli uomini e se ne ciba per sopravvivere. Rat-Man cade ovviamente preda del personaggio, in una girandola di gag non propriamente sofisticate. Un aspetto che nel corso Ortolani avrebbe fatto diventare preponderante nella sua produzione, bilanciandolo con raro equilibrismo.

Trilogia del ritorno (novembre 1996-marzo 1997)

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La complessità degli intrecci e del pantheon di Rat-Man non è figlia della sua crescita, ma è parte costituente della serie. Nella Trilogia del ritorno, pubblicata alla fine degli anni Novanta nei numeri 3 e 4 di Rat-Man Collection, compare un universo che ben tratteggiato e gravido di possibili sviluppi (che, come sanno gli appassionati, sono stati molto articolati).

Nella trilogia fanno la loro comparsa infatti sia la seconda Squadra Segreta (Fulmine, Karpa, Spettro, Tresh, il Lupo, il professor Abbard) di Boda Valker che poi la prima Squadra Segreta (Saetta, il Ripulitore, il Fantasma Azzurro, Pipistrello, Tròteo). Ci sono anche omaggi al fumetto supereroistico precedente alla Seconda guerra mondiale, a Watchmen, al noir americano e a molte altri piccoli dettagli del mondo dei comics statunitensi. Soprattutto, Ortolani stabilisce una continuity complessa che reggerà la prova del tempo per riuscire ad arrivare a conclusione con il numero 122.

Trilogia del clone (marzo-luglio 1999)

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Continuando a espandere l’arazzo narrativo della serie, Ortolani porta in scena Kalissa, dottoressa del centro Repetita Iuvant che ama Janus Valker e che in suo onore crea una schiera di cloni di Rat-Man. La storia, che ammicca alla Saga del Clone di Spider-Man, vede come protagonista Numero 6, sesta copia di Rat-Man che ha i ricordi delle sue precedenti versioni, ma è allo stesso tempo dibattuto sulla sua identità.

Percorrendo le classiche trame che trattano di clonazione, Numero 6 tenta di sostituirsi al Rat-Man originale, ma poi accetta il suo ruolo e trova il proprio posto nel mondo, aiutando l’eroe a smantellare l’esercito di cloni. Ottiene la grazia e finisce in animazione sospesa, insieme all’orsetto Piccettino, che qui appare per la prima volta.

Quadrilogia di Dio (marzo-settembre 2004)

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Nata come una parodia di 1997: Fuga da New York di John Carpenter, la saga diventò presto tutt’altro, continuando le riflessioni di Ortolani sulla situazione del mercato del fumetto. In quel periodo, infatti, Rat-Man era da poco diventato protagonista di un volume della collana I classici del fumetto di Repubblica ed era all’apice della popolarità, e questo era diventato quasi un peso per Ortolani, costretto a scendere a patti con nuovi lettori che richiedevano parodie a non finire, un Rat-Man più spensierato e anche una produzione di storie maggiore.

Nelle quattro storie che composero la saga, l’autore scherzò così con la definizione di “classico” applicata a un personaggio così fresco e giovane come il suo e lo mise di fronte a un (kirbyano) “Dio dei fumetti”, chiarendo che tutto – Rat-Man compreso – dovrebbe avere una fine. Per la prima volta nella serie, così, Ortolani fece incrociare la fiction con un piano di lettura prettamente metafumettistico.

Camera 9 (gennaio 2005)

Riprendendo i fili delle vicende di Rat-Max!, parodia di Matrix in cui Rat-Man finiva all’ospedale, Ortolani abbandona la commedia di grana grossa per un’incursione nel tenero. Rat-Man non vuole più essere un supereroe e il suo ruolo è momentaneamente ricoperto dall’eroe sordo Otoman e dal gruppo di caldaie parlanti Boilers. Se ne sta chiuso nella sua stanza d’ospedale, insieme al vicino, il signor Guglielmo, un anziano abbandonato dalla famiglia. Il vecchietto passa le sue giornate a guardare repliche di Star Trek, ha una passione per il gelato e di notte piange per la solitudine.

Rat-Man vede Guglielmo come il proprio svago, se ne infatua come fosse un animale da compagnia, ma attraverso l’accudimento dell’anziano riscopre il senso di responsabilità verso i suoi concittadini e torna in azione. Senza calcare troppo la mano, Ortolani parla delle fragilità umane, della condizione degli anziani e, con il solito metaumorismo, scherza sui facili pietismi indotti nei lettori con la malattia – si cita, motteggiandolo, l’albo Il ragazzo che collezionava l’Uomo Ragno, in cui Spider-Man svelava la propria identità a un ragazzino in fin di vita.

La storia finita (settembre 2006)

Una storia profonda e riflessiva, con cui Ortolani raccontò i propri meccanismi creativi. Con una forte atmosfera malinconica e un taglio meta-narrativo, La storia finita presentò per tutte le sue pagine autore e personaggio su una barchetta in mare aperto, intenti a pescare nuove storie da raccontare.

Dopo aver creato una continuity ben strutturata e aver accantonato quasi completamente le storie umoristiche tout court delle origini, con La storia finita l’autore chiarì una volta per tutte ai fan del personaggio – quasi come uno sfogo personale – che Rat-Man non era solo parodie e risate, ma anche molto altro.

299+1 (settembre-novembre 2007)

Dato che non si scappa dal proprio retaggio, arrivato al decimo anno di vita della serie, Ortolani mette da parte la trama principale per concedersi una parodia escapista, puntando lo sguardo dissacrante su 300 di Frank Miller, che all’epoca cavalcava l’onda grazie all’adattamento cinematografico di Zack Snyder.

Il dittico è una parodia fedele del fumetto di Miller, da cui riprende il formato orizzontale e il gusto per l’esagerazione e l’effetto. A raccontare la storia è Skrotos – il corrispettivo di Efialte nel graphic novel originale – impacciato soldato spartano che segue l’esercito di Serse nella battaglia delle Termopili. 299+1 è più che altro una scusa per poter disegnare grandi immagini d’impatto che mischiano Miller, Jack Kirby e il tratto comico di Ortolani, oltre che a capitalizzare sul successo del film.

La fine! (marzo 2016-settembre 2017)

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La decalogia della Fine ha messo a posto tutte o quasi le sottotrame lasciate aperte da Ortolani e offerto più di una via di fuga per i suoi lettori vecchi e nuovi. Nella progressione sempre più centrata sullo scontro tra bene e male, ombra e luce, c’è spazio per aggiustamenti di continuity e un finale consolatorio e appagante, che vede contrapposti Rat-Man, Aima, Brakko, padre Angelini, Cinzia, Thea, Valker, il Rat-Man, Tòpin e l’Ombra (ovvero tutti i principali protagonisti della lunga saga di Ortolani).

Impossibile riassumere la trama in poche righe. Basta solo dire come Ortolani sia stato abile nel chiudere trame aperte quasi trent’anni prima, offrendo una storia che riassume tutto ciò che Rat-Man è sempre stato: tante risate, qualche momento di commozione, gag a ripetizione, azione e amore per il fumetto (soprattutto quello supereroistico americano), da Jack Kirby a Frank Miller.


Hanno collaborato alla realizzazione dell’articolo: Andrea Antonazzo, Alberto Brambilla, Antonio Dini e Andrea Fiamma.

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