Prima di “Watchmen” c’era la Charlton

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Watchmen, una delle opere più importanti e celebrate del fumetto americano, scritta da Alan Moore e disegnata da Dave Gibbons, era stata inizialmente immaginata come un reboot di vecchi personaggi di Charlton Comics, casa editrice nata nel 1940 e assorbita da DC Comics nel 1983.

Nel corso degli anni, Charlton aveva pubblicato numerosi fumetti di genere (horror, supereroistici, romantici, western), facendo però fortuna soprattutto con personaggi della Silver Age come Peacemaker, Captain Atom, Blue Beetle e Question. Negli anni Ottanta Charlton era andata incontro a una crisi che aveva portato alla vendita dei personaggi della linea “Action Hero” a DC Comics.

In un’intervista con Neil Gaiman pubblicata nel 1987 sul Comics Journal Moore spiegò: «Non ci venne affatto chiesto di proporre qualcosa con i supereroi Charlton. Pensai semplicemente, visto che se ne stavano lì e nessuno li usava, che potevano diventare un universo a sé stante in cui poter fare di tutto. Quindi abbozzai qualche idea, un giallo intitolato Who Killed the Peacemaker, e questo fu quanto».

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La copertina di The Paecemaker 1, pubblicato da Charlton Comics nel marzo del 1967

A Comic Book Artist lo sceneggiatore raccontò inoltre che i fumetti Charlton erano stati una parte importante delle sue abitudini di lettore, da bambino: «Compravo i miei fumetti preferiti all’inizio di ogni mese, poi passavo a quelli in più in basso nella lista di preferenze… Alla fine del mese mi ritrovavo a comprare Casper, the Friendly Ghost solo per avere qualche fumetto da leggere. I fumetti Charlton, per un periodo che poi scoprii essere quello in cui erano stati supervisionati da Dick Giordano, erano stati in alto nella mia lista».

Nel 2005, Moore dichiarò a Entertainment Weekly che il germe dell’idea alla base di Watchmen proveniva così direttamente dalla sua infanzia: «Da adolescente, immaginando di diventare uno sceneggiatore di fumetti, mi ritrovavo spesso a pensare a una linea di supereroi degli anni Sessanta pubblicata da Archie Comics: cosa sarebbe successo se uno di loro, The Shield, fosse stato trovato morto e, nel corso delle indagini, avessimo esplorato il mondo in cui questi eroi vivevano?».

Moore e Gibbons mandarono la proposta per realizzare Who Killed the Peacemaker all’editor DC Dick Giordano, che apprezzò molto ma, avendo lavorato in gioventù alla Charlton «provava un affetto paterno per questi personaggi, e non voleva darli in pasto a un carnefice» e riteneva che sarebbero potuti diventare protagonisti di altre storie. «Ci chiese allora se potevano sostituire i personaggi con eroi creati ex-novo. All’inizio non ne fui sicuro.»

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La pubblicità con cui DC Comics annunciò il ritorno dei personaggi di Charlton Comics

Moore pensava che quell’idea si potesse adattare a qualsiasi gruppo di supereroi già esistenti, «purché avessero una qualche risonanza emotiva, di modo che la gente li avrebbe riconosciuti, e ci sarebbe stato l’effetto sorpresa nel vedere la realtà in cui vivevano quegli eroi». Non credeva quindi che un team di personaggi inediti avrebbe funzionato allo stesso modo, «perché avresti perso tutta quella forza emotiva che l’eroe esercitava sul lettore, che per me era una componente importante del progetto. Alla fine, capii che se avessi scritto quei personaggi abbastanza bene da renderli familiari, certi loro aspetti avrebbero ricordato ai lettori i supereroi che conoscevano, e la cosa avrebbe funzionato».

Con tutta una serie di accorgimenti (e utilizzando suggestioni provenienti anche da altri universi narrativi, come la stessa DC Comics e i vecchi fumetti di Archie Comics), Captain Atom, Blue Beetle, Nightshade, Peter Cannon e Peacemaker si trasformarono rispettivamente in Dottor Manhattan, Gufo Notturno, Spettro di Seta, Ozymandias e il Comico, mentre Question – creazione di Steve Ditko – ispirò il personaggio di Rorschach.

Blue Beetle fu anche il trampolino di lancio per l’idea del supereroe che tramanda il proprio nome alla generazione successiva, dato che nell’universo Charlton esistevano più versioni di quel personaggio. Di contro, Spettro di Seta è solo vagamente basata su Nightshade. Moore spiegò che «dovevamo per forza avere un personaggio femminile, ma dato che non ero più costretto a ricalcare i personaggi Charlton guardai più a Phantom Lady e Black Canary».

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La copertina di Blue Beetle 1, in cui compare anche Question, pubblicato da Charlton Comics nel giugno del 1967

DC Comics, nel frattempo, introdusse i personaggi Charlton nella continuity del proprio universo durante il crossover Crisi sulle Terre infinite, e diede loro spazio con miniserie o inclusioni in altri team. Question fu protagonista di una serie curata da Dennis O’Neil e Denys Cowan, Nightshade comparve nella Suicide Squad e Blue Beetle divenne la spalla di Booster Gold. Peter Cannon finì per un periodo nella Justice League e di recente è stato protagonista di una serie scritta da Kieron Gillen. Peacemaker fece una breve apparizione in Kingdome Come e prossimamente apparirà sul grande schermo nel sequel di Suicide Squad, interpretato da John Cena.

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