L’edizione online di San Diego Comic-Con è stata un disastro

«Se una convention si tiene su Internet e non c'è nessuno che ne parla, fa rumore?»

san diego comic-con home online

Con l’emergenza sanitaria in corso in tutto il mondo, fiere e festival di fumetto sono stati penalizzati come tutti gli altri eventi che prevedevano la presenza di pubblico, non potendo creare assembramenti. Le varie manifestazioni hanno scelto vie alternative pur di restare attive, e così lo scorso fine settimana – per l’esattezza tra il 22 e il 26 luglio – si è svolta un’edizione virtuale di San Diego Comic-Con, la più importante fiera statunitense legata al mondo del fumetto e dell’entertainment, con panel trasmessi in streaming gratuitamente. Quella di Comic-Con@Home però è stata una vera e propria “scommessa”, come l’ha definita IndieWire. Una scommessa persa, a quanto pare.

L’idea di relizzare un’edizione online della manifestazione è nata dopo che il governatore della California ha escluso la possibilità di eventi pubblici almeno fino ad agosto, come ha raccontato David Glanzer, ufficio stampa e responsabile della comunicazione di Comic-Con: «È stata una realizzazione dolorosa, e ci è voluto un po’ per digerirla. Ma quasi subito abbiamo pensato due cose: a) è possibile una versione online? e b) nel caso, come la facciamo? […] Anche se sapevamo che sarebbe stato un anno difficile, volevamo un posto dove la comunità potesse radunarsi».

Senza molte mezze misure, però, secondo IndieWire l’esperimento di Comic-Con@Home è finito per essere una sconfitta sia per i fruitori che per gli studios e i network che volevano promuovere i loro prodotti, ma potrà servire da lezione per gli organizzatori di altri eventi simili: «Mettere online panel pre-registrati e chiudere la sezione dei commenti su YouTube non equivale a vera interattività, e senza una forte componente interattiva a convincere i fan, è difficile tenerli incollati all’azione».

Per Variety, addirittura, l’evento è stato un disastro: «Se una convention si tiene su Internet e non c’è nessuno che ne parla, fa rumore?». La rivista riporta i dati di ListenFirst, società che si occupa di analizzare i dati dei social media, rilevando come «i tweet che hanno menzionato Comic-Con@Home sono calati del 95% rispetto alla convention del 2019 – solo 93.681 tweet durante i cinque giorni dell’evento, contro i 1.719.000 del 2019. I tweet sui 10 più importanti eventi televisivi sono calati allo stesso modo del 93%, mentre quelli sui 5 più importanti panel sui film di uno scioccante 99%».

Le visualizzazioni su YouTube – la piattaforma che ha ospitato la maggior parte degli eventi – sono state in media 15.000 per ogni panel della giornata di apertura della fiera, ovvero quelli che hanno avuto più tempo per essere guardati finora. Il panel con la migliore performance di tutto il Comic-Con@Home è stato quello relativo a The New Mutants di 20th Century Fox, che ha totalizzato al momento 208.000 visualizzazioni su YouTube – soprattutto grazie al fatto che è stata mostrata la scena d’apertura del film – e ha generato circa 7.700 tweet. Per quanto riguarda invece la tv, il miglior risultato l’ha ottenuto il panel su The Walking Dead, con più di 84.000 visualizzazioni su YuTube e quasi 11.900 tweet.

Nonostante panel dedicati a importanti franchise come Star Trek, sono però mancati i “pezzi grossi”, ovvero Marvel, DC e Lucasfilm, con i loro consueti annunci di fumetti ma soprattutto film e serie tv. Se a prima vista il confronto tra questa edizione così particolare e quella del 2019 potrebbe sembrare irriguardoso, AV Club propone un parallelo con il settore dei videogame: «Senza E3 [la più importante fiera mondiale di settore, Ndr] quest’anno, le aziende di videogiochi hanno tenuto online i loro eventi con gli annunci e, anche se non sono sempre risultati grandiosi, non sono affatto stati ignorati. Potrebbe essere che i fan siano più abituati a partecipare al Comic-Con, e una qualche specie di approssimazione online non è ciò che vogliono, mentre – fino a poco fa – E3 era un evento solo per la stampa, al quale i fan non potevano partecipare comunque. Chissà».

L’aspetto tecnico è stato una delle note dolenti dell’evento, con numerosi problemi, gaffe ed errori, solo in parte giustificati dal fatto che la manifestazione è stata organizzata in poche settimane. Tra le cose contro cui è stato puntato maggiormente il dito c’è il sito ufficiale di Comic-Con, poco maneggevole e difficile da navigare per trovare i link dei panel. Il sito specializzato Io9, poi, ha evidenziato anche una certa mancanza di professionalità: «Invece di creare anteprime per ogni video o di permettere ai conferenzieri di usare le loro, Comic-Con ha lasciato di default all’algoritmo di YouTube di mettere un’immagine qualsiasi. Questo ha comportato foto piatte per così tanti panel (e conferenzieri) e fatto sembrare la pagina un caos disorganizzato».

L’impossibilità di interazione tra i fan e l’ambiente è stato un altro elemento importante per la scarsa riuscita della manifestazione. Secondo Variety, «una fredda lista di link è un vuoto surrogato del sovraccarico sensoriale del pavimento del Comic-Con, con migliaia di partecipanti che scorrono davanti a qualsiasi tipo di cosa, da elaborate riproduzioni dei costumi di Superman e Batman a chioschi senza pretese di editori indipendenti di fumetti. E se non puoi vagare per il Convention Center di San Diego contando il numero di Principessa Leia, Pantera Nera e Wonder Woman visti in un giorno, è davvero un Comic-Con?».

Io9 sottolinea inoltre la mancanza di supporto ad autori e venditori: «Una delle cose migliori di SDCC è tutta la roba incredibile che si può comprare: tavole originali, giocattoli speciali, ogni tipo di roba curiosa. E venditori e autori che fanno quelle cose dipendono dalle convention per il loro sostentamento, quindi sarebbe stato carino vedere qualche tipo di sostegno a coloro che avevano programmato di andare al SDCC ma che non hanno potuto farlo. […] Forse avrebbero potuto fare un elenco dettagliato con i link. Forse una grossa spinta sui social media o su un hub online. Non lo sappiamo. Quello che sappiamo è che quasi certamente non è successo nulla. E se è successo, non l’abbiamo visto, e non è una bella cosa. […] SDCC è importante per i grossi venditori, ma lo è ancora di più per quelli più piccoli, e quelli più piccoli sono rimasti nell’ombra».

E per quanto riguarda il 2021? Al momento è previsto che il prossimo anno San Diego Comic-Con ritorni alla sua forma “fisica”. Come riferito da Glanzer, «nessuna discussione dettagliata è stata intavolata su un evento interamente online per l’anno prossimo», ma è possibile che la componente virtuale venga portata avanti, dopo aver valutato il successo dell’evento di quest’anno attraverso le reazioni sui social media e le email ricevute. L’addetta stampa di Comic-Con Lana Walker crede intanto che l’edizione del 2021 si farà, «che l’America abbia le cose sotto controllo o meno», considerando quanto l’evento sia economicamente importante per il settore.

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