“Believers”, un’Eva e due Adamo su un’isola deserta

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Naoki Yamamoto è un fumettista giapponese pressoché sconosciuto in Italia. Il suo primo titolo ad arrivare nel nostro Paese è Believers, una serie in due volumi che l’autore ha realizzato a fine anni Novanta, dopo una quindicina di anni di carriera, durante la quale ha creato manga per un pubblico maturo e anche erotici.

Believers racconta la disturbante e disorientante storia di due ragazzi e una ragazza soli su un isola deserta. Fanno parte di una setta che gli indica come vivere e gli fornisce mezzi di sostentamento con rifornimenti periodici. Sin dalle prime pagine, i tre giovani sembrano parlare una lingua in codice, disorientante per il lettore. È con una fitta conversazione che si apre la storia, una discussione che getta il lettore in un contesto alieno e di difficile comprensione. Proseguendo, la narrazione della vita dei tre mostra come il loro rapporto si faccia sempre più fisico, le parole scambiate sono sempre meno e sempre meno sensate, mentre il sesso comincia a regolare – o forse più a complicare – il loro micro-ordine sociale. Intanto, la setta smette di inviare cibo, e la situazione tra i ragazzi si fa gradualmente più tesa.

Violenza e sesso sono consumati dai protagonisti con un atteggiamento subdolo, tra perversione e voyeurismo. Sogno, realtà o stati mentali deviati si confondono tra loro, in uno scenario umano dai contorni incerti, in cui le relazioni non sono mai chiare. Nelle pagine di Yamamoto c’è un erotismo leggermente perverso, che non nasce da relazioni sane, bensì da una scoperta dell’altro quasi animalesca e sempre sull’orlo di sfociare nella violenza.

Atti sessuali o atti di estrema violenza scaturiscono sempre da un raptus improvviso e senza apparente motivazione. I ragazzi vivono in uno stato di costante tensione, come fossero sottoposti a un esperimento sociale, come piccoli topi da laboratorio, bloccati in un confine delineato dalla costa. E questo senso di oppressione è profondamente e subdolamente trasmesso anche al lettore.

Sull’isola che ospita i tre ragazzi si crea uno scenario primordiale da Giardino dell’Eden, dove è difficile dire chi sia Adamo, chi Eva e chi il Serpente. Perché i ragazzi stessi hanno grande difficoltà a comprendere le dinamiche del loro rapporto, i confini e i limiti, fisici ed emotivi, e appaiono sempre privi di controllo su se stessi. 

Gran parte dell’appeal che esercita la narrazione di Yamamoto sul lettore sta proprio nel modo in cui lo ipnotizza con questo gioco delle parti e lo stordisce con inquadrature trasversali, spesso vertiginose, proiettate su corpi nudi o seminudi delineati con un segno sottilissimo, talvolta appena accennato. L’autore tende a trasmettere un profondo stato di disagio, di inadeguatezza, nel tentativo di mettere alla prova il lettore e di offrire una prospettiva sul mondo singolare e talvolta disturbata.

Believers 1 – 2
di Naoki Yamamoto
traduzione di
Dynit, novembre 2019
brossurato, 224 pp., b/n
16,90 € a voll.

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