5 fumetti sulle vacanze al mare

La spiaggia è spesso il luogo dove portare i fumetti e immergersi in tutta calma in tanto agognate letture (e noi ve ne abbiamo consigliate un bel po’), ma anche il luogo dove a volte le storie sono ambientate e nelle quali le vacanze e il tempo passato sono protagonisti.

Che si tratti di racconti nostalgici incentrati su ricordi di estati passate, di storie commoventi o di divertenti avventure dal gusto scanzonato, il mare sa infatti offrire uno sfondo per situazioni appassionanti e talvolta anche cariche di sentimento. Abbiamo selezionato cinque fumetti, tra quelli pubblicati in Italia negli ultimi anni, che raccontano il mare e le vacanze in spiaggia da vari punti di vista e con sensibilità diverse.

Una sorella, di Bastien Vivès (Bao Publishing)

fumetti vacanze mare

Spesso le estati passate al mare sono tempo di scoperta per i più giovani: anche e soprattutto la scoperta del corpo e a volte anche dell’amore, con relazioni spesso fugaci ma non per questo meno sofferte. Talvolta queste scoperte si consumano anche in piccole cerchie familiari, tra malizie e sguardi nascosti.

In Una sorella, Bastien Vivès racconta le vacanze al mare dal punto di vista di un ragazzino che vede svegliarsi la propria sessualità grazie alla figlia sedicenne di amici di famiglia. Il contesto sociale è quello di una borghesia cittadina che vive il rituale estivo della vacanza al mare, con tutti gli elementi affascinanti e i luoghi comuni che portano con sé questi momenti. Ma gli adulti e il loro mondo noioso e stereotipato non sono in alcun modo protagonisti di questa storia di formazione di un adolescente che, nell’arco di un’estate, conosce i turbamenti dell’amore. La spiaggia, il costume e le prime nudità al mare sono la normalità, ma per lui sono una rivelazione.

Vivès è abile nel raccontare una storia che tutti abbiamo già ascoltato o vissuto e lo fa in una maniera tale da rendere il lettore empatico, riportandolo a un momento in cui il mare non era solo una fuga dal quotidiano e dalla scuola, ma una vera avventura.

Qui c’è la nostra recensione.

Estate, di Alessandro Tota (Oblomov Edizioni)

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Come Fratelli e Charles, anche Estate ha per protagonisti luoghi ed esperienze vicine alle esperienze passate del suo autore, Alessandro Tota, nato e cresciuto a Bari, che evidentemente le spiagge della sua terra deve averle vissute parecchio.

Il libro racconta infatti un’estate sulle spiagge pugliesi, vissuta da un gruppetto di amici, attori di una commedia in cui una comitiva di giovani disinibiti si confronta con un gruppo di ragazzi bigotti e apertamente borghesi: da una parte i rave estivi in masserie perdute, dall’altra i lidi e le case al mare dei genitori. Al centro di tutto però c’è l’esperienza di Claudio, il protagonista, che vivrà il classico flirt estivo, un must delle estati consumate in spiaggia.

Sebbene la storia sia intrisa di una forte coscienza di classe, le pagine di questo libro – che a volte sembrano uscite da uno sketchbook, da quanto il segno è fresco e diretto – vogliono soprattutto riflettere, con grande spontaneità, la spensieratezza, trasgressione e leggerezza di un’estate tardoadolescenziale.

Qui c’è la nostra recensione.

Un’estate fa, di Zidrou e Jordi Lafebre (Bao Publishing)

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Il fumetto scritto dal belga Zidrou e disegnato dallo spagnolo Jordi Lafebre racconta con grande abilità narrativa e con un segno espressivo e dettagliato come erano un tempo le vacanze per una famiglia, stipata in una piccola utilitaria e diretta verso una località di mare.

Lo scenario familiare fa rivivere esperienze in cui molti si possono riconoscere e che risuonano in ricordi un po’ lontani, di quelle vacanze tanto agognate, magari ai tempi in cui si partiva verso mete non troppo lontane, ma che agli occhi di un bambino sembravano lontanissime, e in cui il tempo trascorreva in auto chiacchierando di qualunque cosa passasse per la testa, meravigliandosi dei paesaggi, cantando e dormendo sui sedili posteriori.

Il titolo italiano è diverso da quello originale e – come già per l’edizione Bao Publishing di E la chiamano estate delle cugine Tamaki – riprende quello di una celebre canzone italiana del passato (che a sua volta era la versione italiana di una canzone francese, Une belle histoire). Curioso che sia E la chiamano estate che Un’estate fa fossero scritte da Franco Califano.

Qui ci sono alcune pagine in anteprima.

Un’estate senza mamma, di Grégory Panaccione (ReNoir Comics)

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Per le vacanze, la mamma di Lucie ha deciso di portarla dalla Francia in Liguria da una coppia di amici, senza badare al fatto che lei non parli italiano e loro non spiccichino una parola di francese. I giochi in spiaggia con il cane e un bambino del luogo, i pranzi sotto la veranda, i tentativi di far volare un aquilone sono raccontati senza un balloon o un’onomatopea, grazie alla capacità di far recitare i personaggi che Panaccione ha mostrato anche nei suoi altri libri, altrettanto “silenziosi”, come Il mio amico Toby, Match e Un oceano d’amore, quest’ultimo realizzato con Wilfrid Lupano ai testi.

In questa quotidianità serena si insinua un po’ alla volta l’ignoto sotto forma di una tribù di pesci con i piedi che sta cercando compagno perduto, uno gnomo che si nasconde nella casa e si rifiuta di ricongiungersi con loro nell’isola al largo della costa. La vacanza di Lucie sfuma così sempre più nel sogno, tra metamorfosi e viaggi onirici a occhi aperti, che la porteranno a scoprire la tragica storia che vi sta dietro.

Panaccione si è ispirato alle sue vacanze ad Albenga e alla vicenda reale del naufragio dell’Annamaria per il libro più maturo tra quelli da lui realizzati come autore unico. Il suo stile – chiaramente influenzato dal suo passato nell’animazione – mostra echi delle opere di Hayao Miyazaki e Moebius, soprattutto nelle doppie tavole oniriche in cui Lucie esplora il mondo fantastico dei pesci con i piedi. Inoltre, mentre in Toby e Match la scelta di raccontare senza testi era un puro esercizio di stile, qui è funzionale alla narrazione e mette su carta l’incapacità dei personaggi di comunicare tra loro a parole.

Qui c’è la nostra intervista all’autore.

Il tramonto del Sea Breeze, di Vittoria Moretta (Coconino Press)

Quando si è adolescenti e si fanno le vacanze al mare può capitare di trovare rifugio in locali ameni vicini alla costa, baretti dei bagni o locali notturni, nella speranza di risolvere la serata, anche se le grandi attese non sempre vengono rispettate. Questi luoghi si riempiono per esempio di gente convinta di poter rimorchiare facilmente, ma che spesso finisce solo per rimediare brutte figure, ed è un po’ quel che succede ai protagonisti de Il tramonto del Sea Breeze di Vittoria Moretta.

Il Sea Breeze è un locale in una zona di mare. Una manciata di ragazzini è lì per incontrare una star del cinema e dal bancone del bar vede sfilare tutta una serie di personaggi che si possono incontrare comunemente in spiaggia, una variegata galleria di stereotipi umani che va dal boyscout a, appunto, un’ambita celebrità. Dopo qualche bicchiere poi, gli impacciati ragazzini riescono a superare la boscaglia che separa il Sea Breeze dal mare e fare un bagno proprio con la ragazza dei sogni, e la loro avventura si sposta così sulla spiaggia. Da lì, la serata inizia a degenerare e ad andare irrimediabilmente a rotoli.

La storia di Moretta diventa così un concentrato di tutto ciò che può andare storto a un gruppetto di giovani qualunque quando le serate al mare non riescono a decollare, le aspettative sono troppo alte e tutto degenera in memorabili disavventure.

Qui c’è la nostra recensione.

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