Il fumetto per ragazzi a cavallo della pandemia

di Loris Cantarelli*

Nonostante un crollo quantitativo rispetto all’offerta anche del passato recente, negli ultimi anni la qualità dei fumetti per ragazzi ha raggiunto quote notevoli, grazie a non pochi editori che tengono duro nonostante le avversità e continuano a investire in storie forti e verosimili (quando non vere e proprie). Ne abbiamo parlato con Emanuele Di Giorgi, fondatore e managing director di Tunué.

Allo scorso Festival di Angoulême, hai avuto modo di presentare la situazione del fumetto per ragazzi in Italia con una serie di dati molto interessanti, aggiornati a tutto il 2019. Raccontaci l’impostazione generale e i dettagli che possiamo approfondire insieme.

Parto dalla notizia più importante: dal 2016 a oggi, il mercato del graphic novel per ragazzi è cresciuto di più del 300%. Come Tunué siamo stati pionieri di questo in Italia, con la creazione della prima collana di graphic novel dei Tipitondi, che oggi è anche la più grande, ma soprattutto ne cogliamo i frutti con una quota di mercato che supera il 10% e ci pone in terza posizione dopo Editrice Il Castoro (con cui da due anni facciamo ancor più fronte comune, grazie alla loro partecipazione nel nostro 51%) e alle costole di Piemme. Quest’anno proprio ad Angoulême festeggiavamo 10 anni di presenza con uno stand per la vendita dei diritti internazionali, che è la più longeva e continua presenza italiana al festival transalpino nell’area diritti. Per l’occasione, complice l’ascesa del graphic novel per ragazzi nel mondo, ho partecipato a un panel con Harper Collins, Rue de Sevres e la Fiera di Bologna.

octave fumetto ragazzi tunue

Proprio i Tipitondi hanno ormai superato i cento titoli: qual è stato lo sviluppo “dall’interno” della collana, dalla nascita nel 2011 fino a oggi?

Il primo titolo Octave di David Chauvel & Alfred (che l’ha colorato con Walter) ha in nuce tutte le caratteristiche dei Tipitondi e ancor oggi ci ispira. Nella scelta della tipologia di storie non c’è stato quindi alcun cambiamento, ma “soltanto” un miglioramento qualitativo… dettato dall’aumento dei titoli tra cui scegliere, sia dal mercato italiano che internazionale. 

In questi anni invece ci sono stati aggiustamenti nella scelta del formato, che all’inizio era più grande e oggi è leggermente più piccolo per venir incontro alle esigenze dei lettori più attenti alla maneggevolezza e all’elemento scenico, oltre alla propensione dei librai orientati più alla forma libro che all’albo… ma anche nella foliazione, che è drasticamente aumentata per dare maggiore spazio e respiro a personaggi e storie. 

Naturalmente tutto questo è stato messo in clamoroso stand-by dall’emergenza sanitaria che ha costretto ad annullare fiere e presentazioni, oltre a chiudere per un po’ le librerie e affidandosi agli ordini on line… però con il lockdown sono aumentate le sinergie con le scuole!

Bisogna riconoscere che le scuole sono un punto di snodo per la crescita del fumetto ma anche della scuola stessa, sia per aumentare gli indici di lettura dei ragazzi grazie alla versatilità dei fumetti, sia per abituare i ragazzi a un linguaggio visivamente complesso e ricco come quello del nostro medium preferito. Da tre anni partecipiamo al Progetto scuole dell’Editrice Il Castoro e i riscontri sono stati molto positivi, soprattutto quando siamo riusciti a abbattere gli steccati verso il fumetto.

memoria acqua fumetto ragazzi tunue

Parliamo anche delle biblioteche, che in Italia sono quasi più delle edicole e per i fumetti hanno sempre un ruolo importante, ancorché sottovalutatissimo…

Purtroppo con le biblioteche lavoriamo ancora troppo poco rispetto a quanto vorremo, però anche lì stanno aumentando sempre più gli spazi dedicati al fumetto e quindi la nostra presenza. Durante il lockdown diverse ci hanno chiesto l’autorizzazione per leggere i nostri libri ed è stata una bellissima esperienza, che abbiamo potenziato creando il progetto #giocatunué con una serie di attività da svolgere tutti i giorni del mese, proprio con i personaggi e le storie della nostra collana di graphic novel per ragazzi Tipitondi.

Il settore dei ragazzi si può dividere a sua volta in tanti rivoli, da quello per l’asilo nido alla scuola materna, dal primo periodo delle scuole elementari agli ultimi anni prima delle medie, tutte età dove comunque i linguaggi si mescolano (ho visto una ricerca sulla preistoria basata su Minecraft!) e quel che attrae sono appunto le storie più che i personaggi. Voi come impostate il lavoro? Sulle collane, sui contenuti, sulle fasce d’età…?

Stiamo sempre più attenti a tutti i dettagli legati al target dei libri. I Tipitondi partono dai 6 anni per arrivare ai 13. Per agevolare lettori e librai abbiamo anche creato dei percorsi di lettura, che semplificano il processo di scelta dei titoli. Per le letture estive, ad esempio, abbiamo consigliato Timothy Top per la prima della scuola primaria, Jo e i tre cappottini per la seconda, Brina per la terza, Il mago di Oz per la quarta e Tom Sawyer per la quinta. Invece per le scuole medie La memoria dell’acqua in prima, Fiato sospeso in seconda e Per sempre per la terza.

Dal vostro punto di vista e dai riscontri che avete avuto in questi 15 anni, funziona di più il cosiddetto “fumetto di realtà” o la fiction? O è una prospettiva falsata, perché (per citare Vecchioni) «niente ha più realtà del sogno»?

Ogni casa editrice ha una sua identità e un mondo di riferimento, che si può ampliare o restringere grazie alle collane, noi abbiamo scelto di concentrarci con i Tipitondi sui ragazzi e con la collana Prospero’s Books sui lettori adulti. Discorso a parte merita la recente e bellissima collana Ariel curata da Simona Binni, che esplora e racconta il mondo attraverso un sentire femminile. Ho fatto questa premessa, perché non ritengo che prevalga un modo di raccontare sull’altro, ma che spesso ci sia una commistione forte e interessante tra i generi e la realtà e che ogni casa editrice esprima il suo mondo. Il nostro è sicuramente libero, dove ognuno può autodeterminarsi e trovare la sua strada, rispettando l’ambiente sia da un punto di vista naturale, che negli spazi e nelle sfere emotive.

Come scegliete gli autori italiani e internazionali per pubblicarli? C’è un “minimo indispensabile” o alcuni riferimenti di base tra i criteri che vi guidano?

Leggiamo migliaia di libri e progetti ogni anno… Scegliere è sempre più sfidante, perché il livello qualitativo è “drammaticamente” aumentato in tutto il mondo! (ride) Siamo interessati a storie con personaggi ben caratterizzati e intrecci corposi sia per avvincere il lettore che per dipanare bene le storie. Ci teniamo che le storie rientrino nelle nostre collane e nella nostra visione.

Siamo, inoltre interessati a autori che ci credano davvero e s’impegnino quanto noi sia nella fase creativa, dialogando per l’editing strettamente con il direttore editoriale Massimiliano Clemente o Simona Binni per la collana Ariel, che nella fase di promozione partecipando a presentazioni, festival, fiere, ma anche attivandosi on line.

*La versione integrale di questa intervista è disponibile sul mensile Fumo di China 298, ora in edicola, fumetteria e  online.

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