Il fumetto che racconta in prima persona com’è essere vittima di razzismo a Central Park

its bird Christian Cooper dc comics

L’afroamericano Christian Cooper, ex-editor Marvel protagonista di un episodio di razzismo mentre faceva birdwatching a Central Park, ha raccontato la propria esperienza discriminatoria in un fumetto di dieci pagine dal titolo It’s a Bird, pubblicato da DC Comics.

Lo scorso maggio, Cooper, classe 1963, editor e sceneggiatore Marvel negli anni Novanta, è stato protagonista dell’ennesimo caso di razzismo. Cooper era nell’area escursionistica di Central Park denominata Ramble, ricca di biodiversità e luogo ideale per chi, come Cooper, pratica birdwatching. In quella zona i cani devono essere tenuti al guinzaglio per evitare che danneggino l’ecosistema. Cooper aveva visto una donna passeggiare con il proprio cocker spaniel privo di guinzaglio. L’uomo le aveva segnalato l’infrazione ma la donna si era rifiutata di sottostare al regolamento. In tutta risposta, Cooper aveva iniziato a riprenderla con il cellulare. La donna aveva allora chiamato la polizia dicendo che c’era «un afroamericano che sta minacciando me e il mio cane» e fingendosi aggredita. All’arrivo della polizia, entrambi gli individui erano andati via, ma la sorella di Cooper aveva postato il video su Twitter, mostrando quanto profondo fosse il razzismo e il pregiudizio subito dalla comunità afroamericana.

L’episodio è diventato un caso di portata nazionale, finendo sui giornali e le televisioni di tutta America. «L’esperienza di Cooper è una grande lezione» ha scritto il Washington Post, «sul perché ogni generazione di afroamericani sa che un giorno, non importa il loro grado di istruzione, dove vivano, cos’abbiano raggiunto nella loro vita, qualcuno si potrebbe sentire offeso dall’idea stessa che esistano e cerchi di farne un’arma da usare contro di loro».

Appassionato di fumetti e fantascienza fin da bambino, Cooper lavora nell’agenzia Health Science Communications ma negli anni Novanta ha collaborato con Marvel Comics come editor e sceneggiatore ed è stato il primo autore della Casa delle Idee dichiaratamente gay. Ha creato Victoria Montesi, investigatrice paranormale e primo personaggio femminile apertamente omosessuale dell’editore, e ha collaborato come editor ad Alpha Flight 106, il numero in cui Northstar fa coming out. Nel 1996, dopo aver lasciato la Marvel, ha creato il webcomic Queer Nation, una satira supereroistica in cui una cometa emette dei raggi che dona superpoteri a tutti gli omosessuali della Terra.

In seguito all’incidente di Central Park, è tornato al mondo dei fumetti con It’s a Bird, storia di dieci pagine illustrato da Alitha E. Martinez (con chine di Mark Morales e colori di Emilio Lopez), pubblicato da DC Comics all’interno della collana Represent!, un’iniziativa digitale per autori sottorappresentati nel settore dei fumetti.

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Citando il motto riferito a Superman («It’s a Bird… It’s a Plane… It’s Superman»), It’s a Bird romanza i fatti accaduti a Cooper, mischiandoli con il mondo immaginifico delle storie DC. «Ho apprezzato molto che DC Comics mi abbia proposto di realizzare questo fumetto, perché avevo qualcosa da dire. È una storia in cui accade qualcosa di fantastico ma non si tratta di mantelli o supereroi. Non avevo intenzione di tornare nel mondo dei fumetti ma quando mi si è presentato l’occasione l’ho colta al volo.»

«Alla fine della storia, il fumetto prende la frase associata a Superman e si lancia in un altro posto, in un momento di grazia che a molti è stato negato, per come sono morti, e dà loro, nella finzione, ciò che non sono riusciti a ottenere nella vita vera.»

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