Il crowdfunding non finanzia più i fumetti, li pubblicizza solo

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BRZRKR, il fumetto di Keanu Reeves finanziato su Kickstarter

Diventato popolare con l’avvento di Kickstarter – piattaforma nata nel 2009 – il metodo di finanziamento del crowdfunding è diventato il principale strumento tanto per gli aspiranti creativi quanto per i nomi più affermati, che cercano di portare in vita progetti personali facendo leva sul proprio pubblico. La prima istanza famosa, in questo senso, fu la scelta di Zach Braff di finanziare il film del 2014 Wish I Was Here, mossa che attirò su di sé critiche per la gestione della campagna (la più comune: «È un attore famoso, perché non se lo finanzia da solo?») ma fece anche luce sulla rigidità del sistema produttivo hollywoodiano, che aveva rifiutato un progetto di un autore stimato (il suo precedente film, La mia vita a Garden State, era diventato negli anni un piccolo cult) e dal budget modesto. Di recente, però, grandi nomi come Duncan Jones, Todd McFarlane e Keanu Reeves hanno utilizzato Kickstarter per finanziare le loro produzioni legate al fumetto. Ma perché personalità simili ricorrono a Kickstarter per finanziare progetti alla portata delle loro tasche?

«All’inizio c’era l’impressione che, se eri una persona famosa, stavi rubando l’opportunità a qualcun altro» ha spiegato al New York Times Greg Pak, sceneggiatore di fumetti e autore del libro Kickstarter Secrets. «Ora la percezione è che Kickstarter sia per tutti.» Dall’inizio della pandemia, la categoria dei fumetti è una di quelle che ha registrato un incremento nel numero di campagne di raccolta aperte.

Per Todd McFarlane, il finanziamento dal basso rappresenta un banco di prova per capire se questa nuova strategia di business possa diventare qualcosa di più di un semplice strumento in aggiunta ai tanti modelli economici già in uso. Il fumettista ha voluto sperimentare proponendo una nuova versione della prima action figure mai realizzata di Spawn – il personaggio che ha creato per Image Comics – in occasione del 25° anniversario della sua uscita. «Il nostro settore stava perdendo pezzi. Avrei potuto aspettare la fine, senza sapere quando sarebbe arrivata, o fare qualcosa subito, quando le persone avevano ancora il sorriso sulla faccia.» Per la sua action figure, McFarlane avrebbe dovuto raccogliere 100.000. Gliene sono arrivati trenta volte tanti, da quasi 24.000 sostenitori.

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L’action figure di Spawn da 3 milioni di dollari

A maggio, il regista Duncan Jones si è fatto promotore del graphic novel Madi: Once Upon a Time in the Future (obbiettivo: 50.000 dollari, raccolti: 366.000), realizzato da una pletora di autori internazionali, tra cui LRNZ, mentre ad agosto Scott Snyder e Tony Daniel sono riusciti a farsi finanziare una versione speciale del primo numero di Nocternal, serie che uscirà l’anno prossimo per Image Comics. Lo scopo era generare pubblicità attorno al fumetto e utilizzare i ricavi per finanziare altri progetti della neonata etichetta di Snyder, Best Jackett Press. Anche loro hanno superato l’obiettivo minimo (40.000 dollari) arrivando a quasi 170.000. Ma la loro è sembrata più una campagna pensata per i fan dei due autori che per un pubblico largo.

Diversa la mossa di Boom! Studios, che agli inizi di settembre ha avviato una campagna per finanziare BRZRKR (si pronuncia “berserker”), un fumetto con protagonista un semidio scritto da Keanu Reeves – che presta anche le fattezze al personaggio – e Matt Kindt e disegnato da Ron Garney. La campagna si chiuderà il 1° ottobre ma ha già raccolto più di 600.000 dollari. La cifra per realizzare l’operazione era stata fissata a 50.000 dollari.

La critica di una parte di pubblico sembra la stessa che aveva incontrato Braff nel 2013: queste mosse snaturano il senso del crowdfunding, tolgono spazio a chi ne ha davvero bisogno e sembrano una scappatoia per non rischiare e al tempo stesso far parlare di sé. Lo sceneggiatore Christopher Sebela (Crowded, High Crimes) ha espresso il proprio disappunto scrivendo che: «Se un editore non vuole investire soldi in un fumetto che coinvolge una delle più grandi star di film d’azione del momento, immaginate quanto vorranno investire nel fumetto di un autore che sta cercando di farsi un nome». Kickstarter ha smentito questo assunto rivelando che il 30% degli utenti ha finanziato due o più progetti.

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Madi, di Duncan Jones

Il fondatore di Boom! Ross Richie si è difeso da queste accuse, asserendo che «i soldi ce li abbiamo già» e che quella di Kickstarter è più di una campagna pensata come vetrina promozionale per chi non ha familiarità coi fumetti. «Non si tratta di diffondere la notizia» chiosa Richie: «Si tratta di sfruttare la piattaforma. Basta un click. La gente ne ha sentito parlare, non devo spiegarti cos’è, e con un click ti sei assicurato tre volumi che arriveranno alla tua porta. Nemmeno Amazon ti permette di pre-ordinare un libro che uscirà tra due anni».

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