Il primo fumetto di Lucky Luke fatto in Germania

lucky luke mawil

A settembre Editoriale Cosmo / Nona Arte pubblicherà un nuovo albo di Lucky Luke, intitolato Lucky Luke monta in sella, realizzato da una guest star, il tedesco Mawil. La sua particolarità è di essere il primo albo della serie non solo scritto e disegnato da un tedesco, ma anche pubblicato da una casa editrice tedesca.

In Germania, infatti, il cowboy creato da Morris è un personaggio molto amato, forse quasi quanto in Belgio e Francia, e quello in lingua tedesca è il secondo mercato per i suoi fumetti, sempre dopo quello francofono, nel quale si continuano a registrare tirature da record.

Per questo, nel 2019 la casa editrice Egmont ha pubblicato Lucky Luke sattelt um, primo albo a non essere uscito in prima edizione per l’editore belga Dupuis, il francese Dargaud, Lucky Production (fondata da Morris stesso) o l’attuale Lucky Comics. Al momento, anzi, la storia non è ancora stata tradotta oltralpe: quella italiana di Nona Arte sarà la seconda edizione estera dopo quella inglese di Europe Comics.

Mawil è un disegnatore umoristico, noto in patria per il fumetto Kinderland (inedito in Italia), che parla dell’infanzia nella Germania Est e che ha vinto nel 2014 il premio Max and Moritz Prize nel 2014, il più importante riconoscimento fumettistico tedesco. Per il suo Lucky Luke fuori serie – il terzo, dopo quelli di Bonhomme e di Bouzard – ha scelto una trama abbastanza classica per il personaggio, che parte da un fatto storico del far west per costruire un’avventura umoristica.

lucky luke mawil

Alla fine dell’Ottocento, infatti, in America era in corso una guerra commerciale tra due produttori di biciclette, Albert Augustus Pope e Albert Overman, quest’ultimo colui che ha introdotto negli Stati Uniti le ruote con pneumatici. Lucky Luke si trova invischiato in questo scontro quando incontra Overman, impegnato in un’impossibile gara con il suo prototipo per dimostrarne la superiorità rispetto a quello del rivale. Vicenda chiaramente inventata, come ammette l’autore stesso, ma che gli permette di riflettere sul rapporto tra il cowboy e la sua cavalcatura, il fedele cavallo Jolly Jumper, per una volta messo da parte.

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