Perché si sta parlando di un fumetto di Batman con tre Joker dentro

tre joker batman fumetto dc comics

Negli Stati Uniti è uscito il primo numero di Three Jokers, miniserie in tre parti attorno a cui si è creata molta attesa, per i continui ritardi nella pubblicazione ma anche per i pochi accenni fatti alla trama. Le premesse della storia vedono Batman investigare su crimini commessi apparentemente da tre Joker diversi, il Criminale, il Clown e il Comico, ognuno legato a un momento storico e a un personaggio preciso: il Joker classico con cui si scontra abitualmente Batman, quello degli anni Ottanta che assaltò Barbara Gordon in The Killing Joke e quello che uccise Jason Todd – il secondo Robin, ora noto con il nome Cappuccio Rosso – in Una morte in famiglia.

L’idea dietro a Three Jokers risale al 2015, quando su Justice League 42 Batman si impossessò della sedia di Mobius, un artefatto di proprietà della divinità Metron (creata da Jack Kirby nella serie Nuovi Dei). In quell’occasione Batman domandò alla sedia quale fosse il vero nome del Joker. La risposta, svelata qualche numero più tardi, fu: «Ci sono tre Joker». Nell’albo DC Universe: Rebirth vedevamo Batman nella sua caverna osservare sui monitor tre incarnazioni del Joker: quella classica, quella degli anni Ottanta e quella moderna.

Cosa succede nel primo numero
Nel primo numero di Three Jokers, Bruce, Barbara e Jason scoprono che Joker è responsabile di tre crimini avvenuti contemporaneamente e che il clown sembrerebbe intenzionato a diffondere la tossina che lo ha reso il maniaco omicida che conosciamo. Scopriamo che esistono tre Joker il cui scopo è «creare un Joker migliore» e che ognuno di loro utilizza tecniche appartenenti a determinati periodi della sua vita editoriale. Durante l’albo, per esempio, Batman, Batgirl e Cappuccio Rosso vengono poi attaccati da Gaggy, un clown nano che è stato la spalla di Joker agli inizi della sua attività criminale. Batgirl ipotizza quindi che siano sempre esistiti più Joker. Al termine dell’albo, uno dei Joker viene catturato dal gruppo ma Jason, esasperato dalle invettive sardoniche che il clown gli rivolge, gli spara in testa.

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Gli autori
La storia è scritta da Geoff Johns e disegnata da Jason Fabok, team creativo che aveva già lavorato alla serie Justice League nel 2015. Johns, che ha iniziato come assistente del regista Richard Donner e si è fatto strada lavorando per un breve periodo con Marvel Comics e passando poi alla DC, è attivo dagli anni Duemila ed è uno degli autori più importanti di DC Comics. Si è distinto per aver svecchiato personaggi come Batman, Flash, Lanterna Verde, Justice League e Shazam, il cui aggiornamento delle origini, scritto nel 2012, è stato la base per l’omonimo adattamento cinematografico. Ha anche scritto i più importanti “eventi” dell’editore (Rebirth, Doomsday Clock) e, dal 2010 al 2018, è stato direttore creativo di DC Entertainment, supervisionando i film e le serie tv. Nel 2018 ha fondato la casa di produzione Mad Ghost Productions, stringendo un accordo con Warner Bros. per sviluppare progetti per cinema e tv con protagonisti i supereroi DC.

Jason Fabok è un giovane disegnatore canadese che, dopo aver frequentato un corso di animazione al college, ha intrapreso gli studi biblici, per poi tornare al mondo del disegno. Venendo a sapere che il disegnatore David Finch viveva nella sua stessa città, lo contattò per chiedergli consigli e suggerimenti. Finch gli fece da mentore e lo spronò a proporsi come disegnatore per DC Comics. Proprio grazie a Finch, Fabok ottenne il suo primo ingaggio importante: due numeri di Batman: Dark Knight che Finch non aveva fatto in tempo a disegnare. Gli editor apprezzarono l’incisività del suo stile, che mischiava il segno di Finch alla perizia di Gary Frank, e Fabok finì a disegnare testate prestigiose come Detective Comics, Batman Eternal, Justice League e The Man of Steel.

Per Three Jokers Fabok si è fatto inspirare in particolare da Brian Bolland, disegnatore di The Killing Joke. «I fan che hanno letto The Killing Joke riconosceranno alcune vignette e alcuni ambienti» ha dichiarato il disegnatore a Entertainment Weekly. «Anche la Bat-mobile che ho disegnato è basata su quella usata in The Killing Joke. Ho cercato di replicare perfino il modo in cui Bolland disponeva le vignette. Voglio che sembri un sequel spirituale di quell’opera, almeno a livello di disegni.»

Una lavorazione lunga e travagliata
Three Jokers esce ora, a distanza di cinque anni (e dopo un paio di mesi rispetto alla data originaria, a causa dell’emergenza sanitaria). La storia, che Fabok aveva iniziato a disegnare già nel 2018, è stata rielaborata nel corso degli anni e inizialmente avrebbe dovuto coinvolgere la Justice League. La miniserie è pubblicata sotto l’etichetta DC Black Label, pensata per i progetti adulti e fuori continuity. L’antagonista di Batman è già stato protagonista o co-protagonista di molte opere della linea Black Label, a dimostrazione del fascino che il personaggio esercita sugli autori e della sua popolarità sempre maggiore, dopo il successo del film Joker.

Facendo parte di Black Label, la storia si fa notare per due aspetti: presenta scene molto sanguinolente ed è fuori continuity. Ricostruendo la vicenda editoriale non si riesce a capire se la storia sia effettivamente collegata al canone di Batman (in Three Jokers il maggiordomo Alfred è ancora vivo, mente nelle storie attuali no) o se probabilmente l’idea di partenza fosse stata quella di raccontare le origini di Joker con una svolta meta-narrativa che giustificasse le varie interpretazioni date negli anni, ma che a un certo punto la dirigenza abbia preferito non azzardare, confinando Three Jokers nella linea Black Label e spostando l’attenzione sulle «diverse prospettive che i personaggi hanno di Joker e come Joker abbia ferito ognuno di loro in modi diversi», come ha detto Johns in un’intervista a Polygon. «Alla fine questi personaggi che combattono il crimine stanno anche cercando di curare le loro ferite e impedire che qualcun altro si faccia del male. È diventato un terreno fertile per una storia piena di sentimento ma anche complicata.»

Già alla fine degli anni Ottanta Grant Morrison aveva tentato di dare coerenza alle varie interpretazioni: in Arkham Asylum lo scrittore scozzese introdusse il concetto di “super sanità”, una condizione mentale che portava Joker a cambiare carattere per adattarsi alle circostanze.

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Perché tre Joker?
«Il mondo non ha bisogno di un’altra storia su Batman contro Joker» ha spiegato Johns a Entertainment Weekly, insistendo sul fatto che la miniserie è incentrata sugli effetti che Joker ha prodotto su Batman e la sua famiglia. «Non stiamo introducendo un multiverso di Joker, non vogliamo rivoluzionare questi personaggi.» Nelle sue dichiarazioni pubbliche lo sceneggiatore ha posto l’accento sui comprimari, sul rapporto tra Batman e la sua nemesi, sorvolando sugli indizi gettati in passato riguardo questo Joker “uno e trino”. Nell’intervista rilasciata al sito ufficiale di DC Comics, Johns non ha tirato in balla la questione, nonostante l’intervistatore ne faccia menzione nel cappello introduttivo.

Fabok ha spiegato che Three Jokers è una storia autoconclusiva che potrà avere anche ripercussioni sulle avventure canoniche di Batman, «se la DC lo vorrà». Nel settembre 2019 il disegnatore aveva risposto a un fan scrivendo che «è in continuity come The Killing Joke. Puoi accettarlo o no. Stiamo inserendo alcune cose molto viscerali e ardite che non sono mai state fatte prima. Quindi i fan potranno reagire come vogliono, considerandola una storia canonica o no, come The Killing Joke». A causa della sua natura controversa, The Killing Joke è stata più volte rimossa e poi reinserita nel canone delle storie di Batman.

«Se la risposta del pubblico dovesse essere positiva ci sono molte storie che si potrebbero raccontare partendo dal finale di questa.» La risposta del pubblico, per ora, è più che soddisfacente: Jim Lee ha dichiarato che il primo numero ha venduto 300.000 copie.

Il primo numero di Tre Joker sarà pubblicato in Italia da Panini Comics a novembre 2020.

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