Disney punterà più sullo streaming e meno sui cinema

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Dopo un 2020 economicamente disastroso, Walt Disney ha deciso di puntare fortemente per il futuro su uno dei pochi settori in cui le cose negli ultimi mesi sono andate bene: lo streaming, a partire dalle piattafome Disney+, ESPN+ e Hulu, più una quarta in arrivo – dai contenuti più “adulti” –, che si chiamerà Star. Non sarà più data priorità all’uscita dei film nelle sale cinematografiche, ma la decisione sul canale distributivo sarà presa di volta in volta, a seconda del tipo di prodotto.

A tale scopo, è stata effettuata una riorganizzazione interna all’azienda, con la creazione di una nuova divisione incaricata di scegliere la migliore destinazione per ogni produzione di Disney – comprese le affiliate Marvel, Pixar, Lucasfilm e 20th Century Fox –, oltre che di organizzarne e gestirne la distribuzione e la vendita. Questa nuova divisione, chiamata Media and Entertainment Distribution, lavorerà in maniera autonoma rispetto ai reparti creativi dell’azienda.

«Quello che vogliamo fare è lasciare il compito a un gruppo di persone che riescano a gestirlo in modo davvero obiettivo» ha affermato l’amministratore delegato di Walt Disney Bob Chapek, in un’intervista realizzata con CNBC poco dopo l’annuncio di questa riorganizzazione interna. «Vogliamo prendere le decisioni migliori per l’azienda, senza prestabilire in qualche modo che un film debba essere destinato ai cinema o che un programma TV debba essere destinato a ABC.»

«Una gestione della creazione dei contenuti separata dalla distribuzione ci permetterà di essere più efficaci e agili nel produrre i contenuti che i consumatori vogliono di più, consegnandoglieli nel modo in cui preferiscono fruirne» ha dichiarato ancora lo stesso Chapek. I nostri team creativi si concentreranno su quello che sanno fare meglio – realizzare contenuti di livello mondiale basati sui nostri franchise – mentre il nostro nuovo team di distribuzione globale si focalizzerà sul diffondere e rendere profittevoli quei contenuti nel mondo migliore possibile, attraverso tutte le piattaforme, comprese Disney+, Hulu, ESPN+ e il servizio internazionale di streaming in arrivo, Star.»

Il fattore decisivo per le scelte non sarà la qualità o l’importanza dei film, ma la prospettiva di guadagno: «In realtà saranno i consumatori a prendere queste decisioni» ha detto poi l’amministratore delegato. «Saranno loro a guidarci in base alle loro decisioni commerciali. Proprio ora stanno votando con i loro portafogli, e stanno votando davvero insistentemente per Disney+. Noi vogliamo assicurarci di andare nella direzione in cui quei consumatori vogliono che andiamo.»

A guidare la nuova divisione sarà Kareem Daniel, ex presidente della sezione dedicata a prodotti di consumo, giochi e editoria e capo dello staff di Chapek, che lavora in Walt Disney da 14 anni. L’amministratore delegato ha comunque voluto rassicurare gli amanti del cinema, affermando che Disney continuerà a dare ai fan la possibilità di guardare i film in sala: «Ma, allo stesso tempo, ci sono tanti consumatori che voglio guardare i film nella sicurezza e comodità delle proprie case».

Già ad agosto Walt Disney aveva annunciato che l’adattamento live-action di Mulan sarebbe stato distribuito su Disney+, a partire dal 4 settembre, con un costo aggiuntivo di 21,99 euro rispetto all’abbonamento sottoscritto. La stessa destinazione riceverà Soul, il nuovo film Pixar, che sarà disponibile sulla stessa piattaforma il giorno di Natale (in questo caso in forma gratuita per tutti gli abbonati).

Queste decisioni – caldeggiate nelle ultime settimane dagli azionisti di Walt Disney – seguono quello che è stato l’andamento del mercato dell’intrattenimento nel 2020, segnato dalla chiusura di sale cinematografiche e parchi a tema a causa della pandemia e ancora alle prese con un futuro molto incerto, anche se Chapek ha smentito che le scelte siano state dettate dal Covid-19. Il virus, piuttosto, avrebbe «accelerato il ritmo con cui stiamo facendo questa transizione. Ma avremmo fatto questa transizione ugualmente».

D’altra parte, gli ottimi risultati ottenuti dalle piattaforme streaming sono evidenti: in soli 10 mesi, da novembre ad agosto, Disney+ ha oltrepassato i 60 milioni di abbonati in tutto il mondo, superando ampiamente le previsioni di Walt Disney, che pensava di raggiungere tale cifra nel giro di 5 anni. L’incremento, nel dettaglio, è stato di circa 1 milione di nuovi abbonati al mese tra aprile e giugno e di altri 3 milioni solo tra luglio e agosto, in seguito all’uscita il 3 luglio della versione cinematografica di Hamilton, uno dei musical di Broadway di maggiore successo. A questi vanno aggiunti gli abbonati di Hulu e altre piattaforme di proprietà di Disney, per un totale di oltre 100 milioni di sottoscrizioni in tutto il mondo.

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