I 5 migliori fumetti pubblicati a settembre 2020

I cinque migliori fumetti pubblicati nel nostro paese a settembre 2020, selezionati e commentati dalla redazione di Fumettologica.

Play with Fire, di Nicoz Balboa (Oblomov Edizioni)

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Dopo Born to lose, pubblicato da Coconino Press nel 2017, Nicoz Balboa torna con un nuovo graphic novel autobiografico, stavolta un po’ meno simile a un diario e più mirato a raccontare un’esperienza ben precisa: la ricerca della propria identità sessuale.

La storia prende il via nel 2014 e racconta un graduale avvicinamento dell’autrice alla cultura lgbtq in giro per il mondo, tra Roma, Parigi e New York e le indecisioni che nascono nei rapporti con l’altro o lo stesso sesso. Una narrazione fluida e immediata trasporta il lettore nel travaglio interiore della protagonista, attraverso ogni incertezza, ogni marcia indietro e ogni passo avanti. Nicoz Balboa è dedita a un disegno “sbagliato”, sghembo e spontaneo, senza alcun filtro. Scrive molto nelle sue pagine a fumetti, ma lo fa con un linguaggio non mediato e con una grafia spontanea tanto quanto i disegni. È così che instaura un rapporto di confidenza con il lettore, mettendosi a nudo in ogni modo, toccandolo con la stessa sincerità del racconto di un amico.

È sempre più difficile narrare se stessi a fumetti, troppi lo fanno e troppo spesso con storie che poco hanno da dare al lettore. Non molti ci riescono con efficacia, mancando quindi l’effetto necessario di suscitare vero interesse nel pubblico (gli anni Novanta sono lontani, quelli dei maestri del genere: Joe Matt, Chester Brown e Julie Doucet, a cui molto si ispira Nicoz Balboa). Play With Fire affronta così temi di cui la narrativa a fumetti si riempie spesso la bocca, ma lo fa senza retorica e senza l’egocentrica intenzione di voler creare un personaggio da mercificare.

Qui ci sono alcune pagine in anteprima.