Nasce Moleste, collettivo contro sessismo e abusi nel fumetto italiano

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Illustrazione di Rita Petruccioli per Moleste

Dalla volontà di un gruppo di autrici italiane di fumetto nasce “Moleste”, il primo progetto collettivo, in Italia, attraverso il quale condividere esperienze di abuso o di discriminazione, di natura sessista, nel mondo del fumetto. Annunciato oggi con il lancio di un sito e di un comunicato stampa, Moleste si presenta con dei propositi piuttosto ampi: non solo un gruppo di ascolto e di denuncia, ma anche un luogo di riflessione, «un laboratorio in cui iniziare a immaginare un ambiente più paritario e più inclusivo, in cui la professionalità sia realmente riconosciuta a tutti i livelli».

Costituitosi nell’arco del 2020 – anno che si sta rivelando il più ricco di sempre, in termini di iniziative collettive e “di categoria” (come quelle del gruppo di studio sul mestiere di autori, MeFu; quelle di un vasto gruppo di festival; e una indagine fra i traduttori di manga) – il collettivo è composto da autrici, disegnatrici, coloriste, giornaliste, e altre categorie di lavoratrici che «hanno deciso di organizzarsi e di eleggere la solidarietà e l’autodeterminazione come valori, in aperta opposizione alla mascolinità tossica che ha inquinato troppe volte le dinamiche professionali, amatoriali e didattiche del fumetto italiano».

Nel “manifesto”, firmato da oltre 80 professioniste del fumetto italiano e pubblicato sul sito di Moleste, si legge:

L’obiettivo di noi MOLESTE è combattere i comportamenti abusanti nel mondo del fumetto. Sono comportamenti nocivi, che mortificano chi li subisce e avvelenano l’ambiente per tutti:

• la facilità con cui le autrici si trovano a subire le avance non richieste di insegnanti, responsabili di progetti e autori con un maggiore potere;
• i sottili ricatti che mirano a ottenere attenzioni sessuali in cambio di opportunità lavorative;
• le relazioni “amicali” abusanti nelle quali al rifiuto di favori sessuali corrispondono reazioni verbalmente violente, mobbing ed esclusione dell’accesso al mercato del lavoro;
• il grooming come pratica diffusa e accettata;
• i casi di molestie durante le fiere, durante i colloqui di lavoro o da parte dei propri insegnanti;
• la discriminazione su base estetica;
• la difficoltà a trovare sostegno nel proprio ambiente lavorativo se si verificano abusi e violenze.

Quello che ci aspettiamo è un mutato atteggiamento da parte del nostro settore. Non solo una condanna teorica e generica dei comportamenti di cui sopra, ma un’effettiva partecipazione nel risolvere il problema da parte:

• dei colleghi che si trovano in contiguità con gli abusanti, perché non fingano di non vedere e offrano ascolto e supporto a favore di chi subisce abusi;
• delle case editrici, perché si assumano la responsabilità di una gestione etica e realmente paritaria, senza discriminazioni o atteggiamenti mortificanti nei confronti delle artiste e delle collaboratrici specialmente da parte di chi detiene posizioni di potere;
• delle scuole di fumetto, perché vigilino sugli atteggiamenti e sui comportamenti dei loro insegnanti;
• delle fiere e delle convention, perché adottino criteri inclusivi e non promuovano atteggiamenti sessisti né da parte del proprio staff, né dei propri ospiti, né del proprio pubblico.

Questo Manifesto è una chiamata all’unione e alla solidarietà, per migliorare la vita di tutte le persone coinvolte, qualunque sia il loro genere. Dalle professioniste che lavorano nel settore da molti anni, alle esordienti, a chi è ancora in formazione. Noi MOLESTE intendiamo dare spazio e ascolto a chiunque ne abbia necessità, impegnandoci e chiedendo impegno al fine di creare un ambiente sicuro per chiunque lavori nel mondo del fumetto.

La nostra professione di solito è il risultato di grandi investimenti in termini emotivi, di formazione, di impegno e di fatica. Non vogliamo che solo un’altra di noi veda vanificati i suoi sforzi perché sulla sua strada ha incontrato uno di loro. “Loro” sono una minoranza e in un sistema sano non devono avere spazio di manovra. Sul nostro sito ospiteremo documenti, testimonianze e offriremo supporto a chiunque si trovi ad affrontare i problemi che denunciamo. Perché nessuna di noi sia più sola. Perché insieme possiamo davvero cambiare le cose.

Moleste sarà dunque un gruppo di lavoro impegnato a raccogliere testimonianze di abusi subiti, in forma riservata e anonima, offrendo anche sostegno grazie alla collaborazione di numerosi centri antiviolenza localizzati nei principali centri italiani. Sul sito Internet del progetto saranno pubblicati i documenti e le testimonianze, raccolte in forma riservata e rispettosa dell’anonimato delle fonti.

Fra i suoi strumenti, inoltre, il collettivo prevede la costruzione di una rete. Una rete tra persone ovviamente, ma anche tra associazioni che si occupano degli stessi temi in altri Paesi. Il collettivo parte con il gemellaggio con BDEgalité (Francia) e So Many of US (USA), ma intende aprirsi anche alla collaborazione con realtà nazionali che lavorano su cause simili e complementari.

Sarà possibile essere aggiornati sulle iniziative del collettivo tramite il sito Moleste.org, e i canali social Instagram e Facebook.

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